giovedì, 24 Settembre, 2020
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Politica

Referendum. Le vere ragioni del No: la contestazione al Regime-Covid

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Avevamo scritto un concetto abbastanza chiaro. Quando l’antipolitica e la politica votano sì al referendum sul taglio dei parlamentari, siamo dentro una dittatura.

E avevamo motivato questa osservazione partendo da due punti: l’ala sinistra sostiene il Sì per ragioni meramente politiche. I grillini, avendo tradito tutte le battaglie identitarie, hanno nel sacco solo questa, per conservare un’immagine giustizialista ormai appannata e sostituita da quella istituzionale. E il Pd, per non far crollare il governo, che si tiene unicamente per impedire il voto, che consacrerebbe il centro-destra, ha accettato questa posizione, estranea alla sua storia.

L’ala destra, invece, ha seguìto la moda, per ragioni meramente opportunistiche: non perdere il vento dell’antipolitica e legittimare dinamiche organizzative di altra natura. Sia la Lega che Fdi, infatti, sono partiti-personali e la disciplina interna presuppone parlamentari militarizzati e controllabili. Meglio pochi e eterodiretti, che tanti e ingestibili.

Solo che da qualche giorno il vento è cambiato. Scorre nelle vene del paese un nuovo sentiment a favore del no: un senso di libertà, una richiesta di maggiore democrazia e di diversa rappresentanza dei territori, che nessuno si aspettava. Anche perché (il fronte del No) era capeggiato inizialmente da esponenti della prima Repubblica, politici residuali, giuristi blasonati, associazioni marginali. Figure e soggetti facilmente ridicolizzabili dalla propaganda dei giornali schierati per il sì come, ad esempio, il Fatto.
Lo schema era, da una parte il nuovo, l’onesto, il pulito, la semplificazione, il risparmio, la lotta ai privilegi e agli sprechi; dall’altra, il male, la corruzione, la partitocrazia, la casta, il passato.

In extremis e a sorpresa, la gente da poco ha compreso la vera partita. Di fronte ad un “regime-Covid” che comprime, mortifica le libertà parlamentari, la Costituzione, i diritti civili, gli spazi pubblici, uccide l’economia, l’obiettivo è scegliere da che parte stare.

I “soloni in camice bianco” e la casta giallorossa stanno giocando la stessa partita. I primi mirano al vaccino (si pensi agli interessi lobbistici nazionali e internazionali); i secondi, ad eternarsi a Palazzo Chigi, a suon di Dpcm (incostituzionali), allungamento dei poteri speciali (siamo l’unica nazione ad averlo fatto, pure il “mostro” Orban ha ritirato i suoi), secretazione e negazione dell’esistenza del piano pandemico, di dominio dei governi già a fine gennaio 2020. E perché? Le risposte si leggono ovunque, lo hanno ammesso perfino i diretti interessati (i dirigenti tecnico-sanitari): la paura della reazione della gente, con la Brexit in agguato.

Ecco la verità. Si chiama gestione politico-sanitaria del Covid. Un direttorio che vuole ridurre gli italiani a militanti della mascherina, tracciati e controllati dal Grande Fratello. Questa è la realtà, questo in molti cominciano a capirlo. Questo è il vero motivo del No al referendum. La libertà, non i soldi.
E quando c’è di mezzo la Costituzione, vince sempre la nostra Carta, rispetto ai soldi. Renzi (e non solo) ne sa qualcosa.

(Lo_Speciale)

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