lunedì, 3 Agosto, 2020
Europa

Europa. Intesa raggiunta, ma i fondi dovranno servire a rilanciare il Paese

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Conte si dichiara soddisfatto ma faccia attenzione alle lobby in Italia e e ai Paesi “Frugali”. Accogliamo le parole e il monito di Mattarella.

“Sono stati giorni molto intensi, ma questo risultato ci deve rendere orgogliosi. Orgogliosi di essere italiani”. Così esulta il premier Giuseppe Conte, e ammettiamo con lui che la maratona per i fondi da destinare all’Italia non è stata facile e nemmeno scontata. Come ogni trattativa con Bruxelles, declinata nello stile italiano, accade che si inizii con toni trionfalistici e duri, per poi accettare un compromesso che sia almeno soddisfacente agli occhi del Paese e soprattutto dei media e delle grandi compagnie e settori economici che sono pronti, alla fine a dire la loro in modo non certo disinteressato. Ora bisogna vedere i tempi dell’accordo, come saranno distribuiti i fondi, se Conte riuscirà ad arginare i tanti appetiti delle lobby, insomma se tutto è stato fatto per rilanciare l’economia, allora bisognerà attendere la vera prova, ossia quanti dei 209 miliardi assegnati all’Italia andranno alle piccole e medie imprese – che rappresentano il vero tessuto economico, produttivo ed occupazionale dell’Italia – e quanto andrà a finire nelle voragini dei grandi Enti e società improduttive.

L’accordo raggiunto sul Recovery Fund e il Bilancio Ue 2021-2027 al termine di un negoziato durato quattro giorni e quattro notti, indicato dagli osservatori come il “summit più lungo della storia dell’Unione Europea”. Ha una sua eccezionalità. Il fondo complessivamente ha una dotazione di 750 miliardi, di cui 390 di sussidi. Il bilancio è stato fissato a 1.074 miliardi. Conte così spiega i risultati. “Con 209 miliardi l’Italia ha migliorato l’intervento a suo favore rispetto alla proposta originaria della presidente von der Leyen”, rivela Conte, che promette una task force per le riforme.

Noi naturalmente per il bene del Paese dei suoi cittadini e oggi in particolar modo delle imprese e delle fasce più deboli della popolazione, ci auguriamo che ci sia una svolta vera verso la tutela di ciò che in Italia è stato marginalizzato, che siano, ad esempio, attuate politiche sociali, siano realizzate infrastrutture, ammodernate quelle esistenti, si tolga di mezzo ha burocrazia e si innovi l’intera macchina statale. Si dia spazio e sostegno ai giovani, ai lavoratori autonomi. Insomma che siano fatte riforme serie e virtuose. Sappiamo che i paesi cosiddetti “Frugali”: Olanda, Austria, Danimarca e Svezia, più Finlandia e repubbliche baltiche; hanno detto SÌ all’accordo a denti stretti. Quindi bisognerà anche aspettarsi qualche sorpresa perché non è detto che non faranno far valere le loro condizioni e punti di vista, qualora andremo fuori i binari dell’intesa. Un rischio che non possiamo correre e ci metterebbe in scacco.

Per ora affidiamoci, incrociando le dita, alle promesse di Conte, “Avremo una grande responsabilità: con 209 miliardi abbiamo la possibilità di far ripartire l’Italia con forza e cambiare volto al Paese. Ora dobbiamo correre”. Infine come Discussione ci allineiamo volentieri con affetto e sentimento politico, al giudizio espresso dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella “Apprezzamento e soddisfazione per l’importante esito del Consiglio Europeo, che rafforza il ruolo dell’Unione e contribuisce alla creazione di condizioni proficue perché l’Italia possa predisporre rapidamente un concreto ed efficace programma di interventi”.

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