lunedì, 25 Ottobre, 2021
Parco&Lucro

Investire ESG? La responsabilità rende

La domanda che sempre di più i risparmiatori si pongono e rivolgono ai loro consulenti finanziari è “quanto guadagnerò?”, “quanto renderanno i miei risparmi?”.

Per rispondere a questi quesiti sono necessari passaggi preliminari: il nostro patrimonio finanziario, piccolo o grande che sia, è un mezzo o un fine?

La risposta prevalente è che si tratti di  un mezzo per raggiungere degli obiettivi: il futuro benessere economico; avere una riserva che  dia tranquillità in scenari futuri che prevederanno sempre di più una irregolarità temporale nelle entrate, frutto del nuovo mercato del lavoro; costruirsi una pensione integrativa; comprare una prima casa, ed avere l’anticipo necessario; acquistare la casa al mare; far studiare i figli in contesti che chiederanno loro una sempre maggiore alfabetizzazione.

Nessun investimento può prescindere dalla valutazione attenta della situazione di vita del cliente e dei suoi obiettivi.

Ma oggi la domanda principale che i responsabili finanziari delle grandi società quotate e non, si sentono porre quando sono in giro per il mondo a presentare l’azienda ai grandi investitori istituzionali, è invece “Siete ESG?”. ESG è l’acronimo che sta per enviroment, social e governance, i tre indicatori soddisfatti i quali una società viene classificata come socialmente responsabile.

Il dramma mondiale del coronavirus ha ancor di più accentuato l’attenzione a questi fattori facendo porre una serie di interrogativi sulla sostenibilità ambientale e sociale di molte aziende. Tra 10 anni, quante automobili elettriche verranno prodotte e quante a benzina o diesel? Ad oggi, l’automazione, la robotica applicata alla sanità, alla domotica, ai contesti lavorativi; la biotecnologia, necessaria allo sviluppo di nuove opportunità di cura in un mondo sempre più interconnesso, anche da un punto di vista della pandemia (purtroppo), la tecnologia, possono essere assenti dalle scelte di allocazione di un risparmiatore?

Tutti i campi appena citati sono soggetti al filtro del Socialmente Responsabile: tanto più è alta la valutazione ESG tanto più si attraggono capitali e possibili guadagni.

In questa ottica non sono importanti le promesse facili di alti rendimenti e guadagni futuri ma la lettura aggiornata, chiara e profonda del contesto che stiamo vivendo e che vivremo nei prossimi anni nella realtà lavorativa, sociale, economica e politica. Ci ricordiamo tutti di quando andavamo in giro con le telecamere al collo, a riprendere i viaggi, i passaggi di vita, come la laurea; o di quando per fare una ricerca di studio bisognava uscire di casa, arrivare alla biblioteca fornita e specializzata nell’ambito di nostro interessa, prenotare il libro, consultarlo… Tante di quelle aziende che producevamo telecamere ingombranti e delle case editrici presenti sul mercato sino a 10, 15 anni fa, non ci sono più, non hanno saputo o potuto leggere i cambiamenti stavano per interessare il mondo.

Gli investimenti finanziari devono tener conto dei trend non solo macroeconomici ma anche sociali e culturali. Oggi la sensibilità verso tematiche ambientali, sociali e di corretta e trasparente governance è cresciuta ed essa influenza le scelte dei regolatori, dei mercati e degli operatori finanziari. I risparmiatori devono esserne consapevoli per evitare che i loro risparmi vadano a finire in settori destinati alla rottamazione o privi dei requisiti di credibilità e responsabilità sociale.

Bisogna essere pronti a cogliere il cambiamento. A leggerlo. A comprenderlo. Anche i nostri risparmi se ne gioveranno.

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