domenica, 12 Luglio, 2020
Esteri

L’America s‘infiamma

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Dobbiamo osservare quello che sta accadendo in America con molta attenzione. Rivoluzioni di piazza di quelle dimensioni non possono lasciarci indifferenti e non possiamo commentarle solo con la cronaca dei fatti. Se l’America brucia, mezzo mondo brucia con essa. Non a caso si è invocato l’esercito. L’America non può permettersi altri giorni di fuoco. Il mondo, non può permettersi altri giorni di fuoco. In un’epoca mondializzata come quella che stiamo vivendo, le rivoluzioni se partono definitivamente, a prescindere, non si fermano più e dilagano oltre i Continenti. 

La protesta giusta, non può e non deve diventare rivoluzionaria e diventare pretesto politico. La contrapposizione, non solo americana, deve essere onesta e basarsi su programmi, tolleranze, visioni e intelligenza. 

Chi ci sia dietro quelle rivoluzioni cittadine non lo sappiamo perché ci è difficile ritenere che siano spontanee ancora come i primi tre giorni. Cosa dovrà cedere il Presidente, e a chi, per non essere travolto dalle fiamme ed evitare di rientrare nel bunker della Casa Bianca come l’altro giorno, le cronache ancora non lo stanno evidenziando, probabilmente perché non è ancora chiaro. 

Sarà molto difficile affrontare e debellare trame mondiali dove il potere non è più solo nelle mani della politica. Altri poteri, nel Mondo, sono riusciti ad incunearsi subdolamente. Anche l’impresa spaziale americana pubblico/privata è passata in sottocronaca e non crediamo a caso. 

Non vogliamo che ci si abitui a vedere la violenza così come la stiamo vedendo e non desideriamo vedere il mondo impaurito da un virus di cui non sappiamo ancora quasi nulla. Nulla si crea nulla si distrugge. Se ci abituiamo e vedere violenza diventerà normale reagire con violenza. 

Vorremmo che gli Stati Uniti facessero un gesto di scuse verso il mondo intero per quello che è avvenuto per mano della sua polizia. Tutti dovranno comprendere che l’America non si nutre di razzismo e che le colpe di alcuni non possono e non devono ricadere su un intero popolo multietnico.

Dopo le scuse si accerteranno le responsabilità per gli altri morti; perché queste violenze stanno portando altri morti, ed in questo momento di morti non vorremmo più sentir parlare. 

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