martedì, 28 Giugno, 2022
Attualità

Poteri reali a Colao e al suo team

Il Presidente del Consiglio ha nelle mani una carta che deve saper giocare bene. La costituzione di un team di alto livello guidato da Vittorio Colao, manager dal pugno duro e di statura internazionale, gli offre l’occasione per volare alto e dare al Paese il segnale che stavolta si fa sul serio. Poche chiacchiere e molti fatti.

Non so cosa gli suggeriscano i suoi consiglieri, ma Giuseppe Conte dovrebbe aver capito che in questo terribile momento la gente aspetta decisioni forti, rapide, coerenti che diano certezze e che imprimano una svolta rispetto al passato.

In un Governo di coalizione, ogni decisione è sempre frutto di estenuanti mediazioni politiche che spesso ritardano a dismisura i tempi di intervento e annacquano le scelte da adottare.

In situazioni di emergenza, con la nomina di Commissari straordinari, si riesce ad avere una maggiore celerità. Ma il peso della burocrazia e la frantumazione dei poteri riescono quasi sempre a impaniare anche le attività dei Commissari straordinari.

Per questi motivi, Conte deve trovare la formula giusta per fare in modo che il Colao & co. non solo non venga ridotto al rango di un centro studi di consulenza strategica ma abbia i poteri reali per operare.

Si può ipotizzare un super ministero della Ricostruzione, alla cui guida mettere Colao? Ma un nuovo ministero rischia di diventare a sua volta un altro pachiderma burocratico che deve fare i conti con i poteri
diffusi in altri dicasteri. E questo farebbe perdere molto tempo e non credo che interesserebbe a Colao che è abituato a decidere da solo.

Una soluzione possibile potrebbe essere questa. Conte istituisce un comitato interministeriale e nomina Colao presidente di questo Comitato che riporta direttamente al Presidente del Consiglio. Del Comitato fanno parte rappresentanti del MEF, MISE, MIPAAF, MIT, MAE.

Compito del Comitato è duplice: definire la strategia di uscita dalla crisi e di ricostruzione economico-produttiva dell’Italia, coordinare tutti gli interventi necessari alla realizzazione della strategia.

Il Presidente del Comitato – coadiuvato dal suo team – ha il dovere di ascoltare i rappresentanti dei ministeri ma ha il potere di definire in ultima istanza la proposta da formulare, in tempi certi, al Presidente del Consiglio circa gli interventi necessari, inclusi quelli relativi alla sburocratizzazione delle attività. Sulla base delle proposte del Presidente del Comitato interministeriale, il Presidente del Consiglio adotta i provvedimenti con decreti legge e solo in rari casi con DPCM.

Una volta adottati i provvedimenti il Presidente del Comitato, Colao, ha il potere di gestirne e controllarne l’esecuzione, riferendo periodicamente al Parlamento sull’andamento delle attività previste.

In questa ipotesi sarebbe molto importante se Colao si dotasse di una sua squadra di fiducia capace di scrivere i provvedimenti normativi da proporre al Presidente del Consiglio, per evitare le solite paginate di testi incomprensibili, pieni di procedure nascoste nella selva di articoli, commi rimandi etc. che abitualmente finiscono per mettere piombo sulle ali di qualsiasi intervento di urgenza, come sta succedendo con i vari decreti che da un mese dovevano far affluire solidi nelle tasche di chi è danneggiato dalla crisi e che finora non hanno ottenuto alcun risultato.

Qualcuno obietterà che in questo modo i ministri si sentirebbero “commissariati” e messi sotto tutela di una persona che non fa parte del Governo che ha ottenuto la fiducia del Parlamento. Ma il Presidente del Comitato interministeriale per la ricostruzione opererebbe -di fatto- come   un fiduciario e su delega del Presidente del Consiglio che, per Costituzione -art.95- “dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile. Mantiene l’unità di indirizzo politico ed amministrativo, promuovendo e coordinando l’attività dei ministri”. Quindi non ci sarebbe nessuno scavalcamento, ma un’attività di direzione e di coordinamento che Colao effettuerebbe -per conto del Presidente del Consiglio- nella fase di elaborazione della strategia, della definizione dei provvedimenti e della loro attuazione, ma non adottando lui le decisioni che rendono efficaci le norme, poiché questo potere resterebbe nelle mani del Consiglio dei Ministri e del suo Presidente.

Una soluzione, questa, che darebbe unitarietà ai numerosi interventi che devono esser attuati a partire dalle prossime settimane e per tutto il periodo della ricostruzione nazionale.

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