venerdì, 19 Luglio, 2024
Economia

Giorgetti: “Non serve una manovra lacrime e sangue, ma la spesa va controllata”

Il Ministro dell’Economia all’assemblea dell’Abi

“Non serve una nuova manovra ‘lacrime e sangue’. Ma una seria politica di controllo della spesa pubblica perché l’Italia esca dalla sua condizione di Paese sempre sotto esame”. Questo il pensiero del Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, intervenuto ieri durante l’assemblea dell’Abi, l’Associazione bancaria italiana, tenutasi a Roma presso la sede di Confindustria. Insieme a lui anche il Governatore di Bankitalia, Fabio Panetta, per il quale l’economia Ue ha “registrato una moderata espansione”, e il Presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, il quale ha tenuto a ribadire come si debba ridurre la tassazione sui risparmiatori. Il Ministro Giorgetti, durante il suo intervento, ha sottolineato come “in un contesto globale ancora instabile e incerto, l’economia italiana sta mostrando una robusta resistenza, con andamenti macroeconomici generalmente positivi. Sebbene l’economia continui a essere influenzata da fattori internazionali, soprattutto dalle decisioni delle banche centrali, manteniamo una prudente fiducia nel raggiungimento dell’obiettivo di crescita dell’1% stabilito nell’ultimo Documento di economia e finanza (Def). Questo obiettivo non è una mossa politica accomodante, ma è stato e rimane basato su criteri di realismo e responsabilità”.

Taglio delle tasse

“Il taglio del cuneo fiscale sul lavoro – ha proseguito il Ministro – è stato efficace nel compensare l’aumento dei costi della vita degli ultimi due anni, senza alimentare inflazione salariale. In questo momento delicato, è auspicabile che la riduzione dei tassi di interesse acceleri gradualmente ma con decisione: ulteriori restrizioni della domanda potrebbero risultare insostenibili per economie come quella italiana, che necessitano di spazi di crescita”. Il titolare del dicastero dedicato all’economia ha assicurato poi che “il nostro piano strutturale di bilancio, che sarà approvato entro la fine dell’estate, mira al rispetto delle nuove regole fiscali europee e a raggiungere, nel prossimo quinquennio, un saldo strutturale in linea con una significativa riduzione del rapporto debito-Pil nei successivi anni. Il nostro impegno è portare il bilancio in pareggio escludendo il servizio del debito passato, un obiettivo che percepiamo non solo come politico ma come un imperativo morale verso le generazioni future” ha detto Giorgetti aggiungendo che “ridurre il debito è un obiettivo realizzabile che perseguiremo con determinazione. Contrariamente a quanto spesso si legge, non richiede manovre dolorose, ma una seria politica di controllo della spesa pubblica e miglioramento dell’efficienza fiscale”. Economia indebolita Una visione più negativa, ma con punti di forza, è quella rimarcata dal Governatore Panetta, per il quale “nella nostra nazione, la stretta monetaria della Bce ha significativamente indebolito la dinamica del credito, portandola a livelli simili a quelli della crisi di quindici anni fa. Questo ha colpito sia i finanziamenti alle imprese, con una marcata contrazione ora in fase di attenuazione, sia i prestiti alle famiglie, che hanno rallentato fino a stabilizzarsi nel corso dell’ultimo anno. I tassi di interesse sui nuovi prestiti hanno registrato un notevole aumento, mentre l’impatto sull’economia reale è stato meno grave rispetto alle crisi passate”. “Le previsioni di Consensus Economics” – ha proseguito il Governatore – “per l’intero anno 2024 indicano una crescita dello 0,8%. Nel contesto europeo, c’è stata una moderata espansione economica nei mesi recenti, segnale positivo dopo un lungo periodo di stagnazione, ma l’andamento futuro rimane incerto”.

Per Panetta, però, “non emergono ancora segnali evidenti di un miglioramento significativo della domanda interna in Italia. Le condizioni monetarie restrittive continuano a pesare, insieme alle preoccupazioni legate alle tensioni geopolitiche e agli sviluppi politici internazionali”. Proprio per questo, per il numero uno di Palazzo Koch, “è necessario evitare un ottimismo eccessivo, considerando che il protrarsi della debolezza del credito potrebbe incidere su un contesto vulnerabile, dove sarebbe difficile replicare gli interventi pubblici eccezionalmente generosi attuati dopo la pandemia”.

Il sostegno delle banche

“Le banche – ha aggiunto Panetta – sono chiamate a sostenere l’economia reale attraverso il credito, ma devono far fronte a complessità aggiuntive, tra cui il possibile aumento dei costi di emissione delle obbligazioni bancarie e la concorrenza nel mercato dei depositi bancari. L’incertezza geopolitica globale e le dinamiche politiche interne continuano a contribuire all’incertezza di fondo”. In questo contesto, ha concluso il Governatore, “un prolungamento dei tassi di interesse elevati potrebbe influenzare negativamente la capacità delle imprese di ripagare i debiti, come indicato dall’aumento dei prestiti deteriorati nel primo trimestre del 2024. Le banche italiane, grazie alla loro solidità, hanno ora l’opportunità di svolgere un ruolo chiave nel sostenere la ripresa economica, facilitando consumi e investimenti senza frenare la crescita”.

Cuneo fiscale troppo alto

A esprimere il proprio pensiero sull’argomento economia durante l’assemblea anche il Presidente dell’Abi. Per Patuelli “nel nostro Paese, i risparmiatori affrontano una pesante tassazione che spesso li spinge a investire all’estero. È urgente promuovere gli investimenti a medio e lungo termine e ridurre la pressione fiscale sui risparmiatori che scelgono di investire in questo modo. Attualmente, la tassazione sui redditi prodotti dalle banche è quasi del 60%, includendo l’Ires, un’addizionale del 3,5% e tasse locali, oltre alla cedolare secca sui dividendi, l’Irap, l’Imu e l’imposta di bollo”. Per il Presidente “il risparmio investito a medio e lungo termine nei prodotti di liquidità bancaria deve competere con i rendimenti più elevati offerti dai titoli di Stato dell’Eurozona” concludendo con il sottolineare che “è cruciale per le banche nel fornire prestiti a lungo termine”.

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