mercoledì, 29 Maggio, 2024
Politica

Calenda diventa “popolare” con Rosato e Bonetti

Terzo Polo, lite continua

Quando le coppie scoppiano, si separano e divorziano, lo fanno con lo stesso stile con cui hanno gestito con i loro problemi familiari. Renzi e Calenda potevano dar vita ad un polo che avrebbe potuto superare la soglia del 10% e rappresentare l’ago della bilancia di un sistema politico ancora in cerca di equilibrio. 

Ma Renzi è Renzi: fa di testa sua, cambia strategia  e non avvisa neanche gli amici più stretti. Calenda è Calenda: quando si sente trattato come non merita reagisce a voce alta e ne dice di tutti i colori. La convivenza tra i due sembrava tratta dal film ”La guerra dei Roses” (1989)

Alle europee andranno separati. Ma Renzi vuol umiliare Calenda costringendolo a finire nel gruppo misto del Senato perché Azione ha solo 4 senatori, mentre Italia viva ne ha sette. Ne servono sei per formare un gruppo parlamentare. Finisce qui? Neanche per sogno. Perchè Calenda sostiene che Renzi non ha rispettato le regole del Senato per lo scioglimento del gruppo. Insomma la telenovela continua anche se non appassiona più nessuno, neanche i vignettisti che prima si divertivano a ironizzare sui due.

Per fortuna in questo scenario c’è un segnale nuovo e positivo. Viene da due personalità politiche di spessore, persone serie poco propense a sceneggiate, Elena Bonetti e Ettore Rosato. Costretti a uscire da Italia Viva dalle scelte e dai metodi di Renzi, non si sono limitati ad entrare in Azione, ma hanno dato vita ad un’iniziativa politica che non sarà un altro partito. Si chiama PER, acronimo di Popolari, Europeisti Riformisti.

Tre aggettivi impegnativi, in particolare il primo. Calenda è stato spesso accusato di avere atteggiamenti elitari e di rivolgersi più all’ establishment che alla gente comune. Ora Rosato e Bonetti voglio allargare il consenso verso Azione proprio andando ad intercettare il consenso popolare. 

Il popolarismo è tornato di moda. Per fortuna. I passato è stata l’anima principale della vecchia Democrazia cristiana, in qualche modo ha permeato anche alcune forze di sinistra ed è stato il cemento della nostra democrazia. Poi è andato in desuetudine. Soppiantato dal nefasto populismo che è ben altra cosa. 

Mentre il popolarismo vuol ascoltare i problemi del popolo e costruire soluzioni nell’interesse delle persone il populismo sfrutta e manipola il popolo e i suoi disagi per denigrare le istituzioni, alimentare l’antipolitica e di fatto rafforzare il potere di demagoghi pronti ad ingannare la gente promettendo paradisi irraggiungibili e varando provvedimenti che solo in apparenza vanno incontro alle esigenze popolari.

Dopo “ Verde è popolare” di Gianfranco Rotondi, il PER di Bonetti e Rosato è un nuovo, e in parte diverso, tentativo di  dar voce ad un sano popolarismo che costringa la politica a guardare ai problemi che toccano la carne viva della società senza schematismi ideologici e senza slogan ingannevoli. Speriamo bene.

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