lunedì, 15 Aprile, 2024
Europa

Consiglio d’Europa: istituito un Registro dei danni per l’aggressione russa in Ucraina

Un Registro dei danni causati dall’aggressione da parte della Federazione russa in Ucraina come primo passo verso un meccanismo di risarcimento internazionale. È quanto istituito durante il Vertice del Consiglio d’Europa a Reykjavik, Islanda, dove erano presenti i capi di Stato e di Governo di 46 Stati membri dell’Organizzazione. Il Registro riporterà gli elementi di prova e le informazioni relative alle richieste di risarcimento per danni, perdite o lesioni causate a partire dal 24 febbraio 2022 a ogni persona fisica e giuridica colpita, come anche allo Stato ucraino. I capi di Stato e di Governo hanno espresso la loro volontà di partecipare a iniziative internazionali volte a sviluppare tale meccanismo, che potrebbe comprendere una commissione per l’esame delle richieste e un fondo di compensazione, sottolineando l’obbligo della Federazione russa di pagare i danni causati dalla guerra di aggressione che ha condotto.

I leader hanno inoltre accolto con favore i progressi compiuti in vista della creazione di un tribunale speciale per il reato di aggressione e hanno offerto il sostegno del Consiglio d’Europa a tale processo. Hanno chiesto alla Federazione russa di liberare immediatamente tutti i civili trasferiti con la forza o deportati illegalmente nel suo territorio o nelle zone temporaneamente controllate o occupate, in particolare i minori. La Federazione russa deve rispettare i suoi obblighi internazionali e ritirare le sue forze dall’Ucraina, dalla Georgia e dalla Repubblica di Moldova.

Le iniziative di ricostruzione dell’Ucraina saranno sostenute attraverso il Piano d’azione del Consiglio d’Europa per l’Ucraina, intitolato “Resilienza, ripresa e ricostruzione”, e dalla Banca di sviluppo del Consiglio d’Europa. Gli Stati membri hanno adottato una dichiarazione dedicata alla situazione dei minori, in cui si chiede di sostenere le autorità ucraine per assicurare il ritorno immediato dei minori illegalmente trasferiti e deportati dalle forze russe. Tutti i responsabili di questi atti criminali commessi contro i minori devono essere assicurati alla giustizia. Occorre inoltre fornire assistenza agli Stati membri che accolgono temporaneamente i bambini ucraini.

Mettendo in guardia contro la recessione democratica, i leader del Consiglio d’Europa hanno adottato i “Principi di Reykjavik per la democrazia”, una serie di principi da rispettare in ambiti quali la libertà di espressione, di riunione e di associazione, l’indipendenza delle istituzioni, l’imparzialità e l’efficacia del sistema giudiziario, la lotta contro la corruzione e la partecipazione democratica della società civile e dei giovani. I leader dei 46 Stati membri hanno rinnovato il loro profondo e costante impegno a favore della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, il loro incrollabile attaccamento al sistema della Convenzione in quanto meccanismo di promozione della pace e della stabilità e il loro obbligo incondizionato di conformarsi alle sentenze pronunciate dalla Corte.

In relazione all’ambiente, i leader hanno affermato che i diritti umani e l’ambiente sono profondamente legati e che un ambiente pulito, sano e sostenibile è essenziale per il pieno esercizio dei diritti umani. L’operato del Consiglio d’Europa in questo ambito deve fondarsi sul riconoscimento politico del diritto a un ambiente pulito, sano e sostenibile come diritto umano e sull’abbondante giurisprudenza elaborata dalla Corte europea dei diritti dell’uomo.

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