mercoledì, 24 Luglio, 2024
Politica

Migranti: Mattarella sprona l’Europa. Intanto il Governo…

“Regole preistoriche” sono quelle che l’Unione europea usa in tema di immigrazione. Così da Varsavia il Presidente della Repubblica, senza mezzi termini, tira le orecchie all’Europa e spezza una lancia in favore di Meloni che insiste perché le istituzioni di Bruxelles si facciano carico di un problema che nessuno Stato può risolvere da solo.

A Palazzo Chigi queste parole saranno state ben accolte e percepite come un autorevole sostegno alla linea che il Presidente del Consiglio sta cercando di far valere nei vertici europei e che dovrebbe portare a radicali cambiamenti nella normativa con una modifica non più rinviabile del Regolamento di Dublino.

Mattarella su questo tema è stato sempre molto attento e ha vigilato in maniera occhiuta sugli atti dei governi precedenti, in particolare su quei famosi decreti Salvini del primo governo Conte che furono oggetto di una sua lettera ai Presidenti delle Camere.

Da più parti si annuncia una vigilanza altrettanto rigorosa che il Quirinale si appresterebbe ad esercitare sul decreto Cutro e sulle modifiche in tema di protezione speciale. Su questo argomento lo scontro tra maggioranza e opposizione è molto aspro, c’è anche un fronte di sindaci di centrosinistra che alza la voce e che si somma alla freddezza con cui i presidenti di 4 Regioni hanno accolto le nuove procure commissariali.

Il tema è molto delicato. La Chiesa cattolica si è già pronunciata auspicando che non ci siano arretramenti nella politica umanitaria. Meloni sa che su questo terreno non può concedere vantaggi a Salvini che è sempre pronto a usare l’immigrazione come cavallo di battaglia che nel 2018 gli fece guadagnare consenso. D’altro canto il Governo si trova a fronteggiare un aumento record degli sbarchi ed è comprensibile che voglia dimostrare che la situazione non sta sfuggendo di mano. Ma un po’ di prudenza è sempre d’obbligo. Meloni non può irritare né il Quirinale né l’Europa. Ha bisogno del sostegno di entrambi per poter sperare in una nuova politica europea che dia davvero, una volta per tutte, una mano all’Italia.

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