giovedì, 25 Luglio, 2024
Politica

Con gli Emirati un possibile piano di pace per l’Ucraina

Abu Dhabi. La tragedia di Crotone. Meloni: Non è vero che non abbiamo voluto salvarli

“Colpita”, dalle morti di Crotone e dalla ricostruzione che si vuole “raccontare”. Il premier Giorgia Meloni sulla tragedia di Cutro, osserva: “Queste persone non erano nelle condizioni di essere salvate da qualcuno che non ha voluto salvarle, come qualcuno vuole raccontare”. Al punto stampa con i giornalisti ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, il presidente del Consiglio puntualizza e incalza.
Il premier parte dalla lettera inviata al presidente del Consiglio, dal sindaco di Crotone, Vincenzo Voce, “questo popolo aspettava una testimonianza della presenza dello Stato, che è arrivata altissima dal Capo dello Stato. Ma qui è mancato il Governo, è mancata lei presidente. Abbiamo aspettato una settimana. La comunità crotonese, colpita da un dolore enorme, ha aspettato un suo messaggio, una sua telefonata, un suo cenno, che non sono arrivati”. “La lettera del sindaco di Crotone non l’ho letta tutta”, commenta il premier, “posso solo dire che io sono rimasta colpita dalle ricostruzioni di questi giorni. Ma davvero, in coscienza, c’è qualcuno che ritiene che il governo abbia volutamente fatto morire 60 persone? Vi chiedo se qualcuno pensa che se si fosse potuto salvare 60 persone, non lo avremmo fatto. Vi prego, siamo un minimo seri”.

Da Frontex nessun avviso

Il premier rivela un particolare della tragedia e delle possibili azioni di salvataggio. “La questione è semplice nella sua tragicità: non è arrivata alle nostre autorità nessuna comunicazione di emergenza da Frontex. Non siamo stati avvertiti del fatto che questa imbarcazione rischiava il naufragio”. Giorgia Meloni puntualizza come la rotta usata dai naufraghi non fosse coperta dalle navi delle organizzazioni non governativa. Motivo per il quale, secondo il presidente del Consiglio, il dramma di Crotone “non ha nulla a che fare con i provvedimenti del Governo”, che “continua a lavorare per fermare i flussi di migrazione illegale”. Alla domanda sul pressing sul ministro dell’Interno Piantedosi affinché si dimetta, il premier replica. “L’opposizione che chiede dimissioni non fa notizia. Occorre fermare le partenze illegali per evitare che la gente muoia”.

Consiglio dei ministri a Cutro

Nel suo intervento Giorgia Meloni spiega di valutare sul tema dell’immigrazione la possibilità di convocare il prossimo Consiglio dei ministri a in Calabria a Cutro. “Penso che il modo migliore per onorare quelle vittime sia impedire che accada ancora. Questo è il compito del governo e questo è ciò che un governo serio deve fare”, sottolinea Meloni, parlando di “ricostruzioni abbastanza surreali”. “Il governo è andato in Calabria il giorno stesso della tragedia”, ricorda Meloni, e aggiunge come ora sia necessario “dare risposte” e concentrarsi sui “prossimi passi da fare” per evitare, appunto, il ripetersi di tragedie di questo tipo. “Il modo migliore per onorare il ricordo di queste vittime innocenti è cercare soluzioni perché non accada di nuovo”, insiste il presidente del consiglio, nel ribadire come l’Italia possa fare “una parte di lavoro importante” ma “non può risolvere la questione da sola”. Questa è la storia. Io davvero non credo ci siano materie su cui esagerare così per colpire ciò che si considera un proprio avversario. Se qualcuno ne vuole raccontare un’altra, lo deve fare in coscienza”.

Il ruolo degli Emirati Arabi

Sulla missione nei paesi del Golfo il premier dopo l’incontro con il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohammed bin Zayed al Nahyan, pone l’accento sui temi discussi. In particolare sul ruolo “molto importante” che gli Emirati possono giocare nel “Piano Mattei” del governo italiano per l’Africa. “Con gli Emirati storicamente l’Italia ha un rapporto molto forte e negli ultimi anni ha avuto grandi difficoltà. Mi pare che i colloqui di questa mattina siano andati molto bene. Stiamo tornando a un partenariato strategico che secondo me è soprattutto di carattere politico”, illustra Giorgia Meloni, sottolineando come gli Emirati abbiano e possano avere “un ruolo cruciale per alcuni dossier che interessano l’Italia” come la stabilizzazione della Libia e la risoluzione delle difficoltà finanziarie della Tunisia, due questioni peraltro “entrambe legate alla vicenda dei flussi migratori”.

Ucraina, con gli Emirati un percorso di pace

Sui temi sicurezza e risorse energetiche, l’incontro con gli Emirati ha dato risultati positivi,
Giorgia Meloni, le illustra, ad esempio, sulla transizione energetica e la sicurezza energetica “mi pare ci sia stata ampia disponibilità da parte dello sceicco Mohamed bin Zayed di dare una mano”. “L’Italia ha ricevuto dagli Emirati Arabi Uniti la disponibilità a contribuire a facilitare un percorso di pace tra Russia e Ucraina”, evidenzia il presidente del Consiglio. Per il premier l’India così come gli Emirati sono una nazione che sul piano diplomatico hanno “facilità di dialogo” con Mosca e possono giocare un ruolo importante per arrivare alla pace. “Sempre”, puntualizza il presidente del Consiglio, “partendo dal nostro punto di vista di una pace giusta per gli ucraini”.

Visita a Pechino da definire

Altro tema il rapporto con la Cina. Giorgia Meloni al termine delle dichiarazioni al punto stampa ha reso noto di esser stata invitata dal presidente cinese, Xi Jinping. Invito avuto a margine del G20 tenuto in India, a recarsi in visita a Pechino, ma per ora la possibile missione “non è stata calendarizzata”.
Sul futuro dell’intesa sulla via della Seta con la Cina, il premier evidenzia il fatto che “sono due materie diverse, non necessariamente collegate tra loro. Volevamo rafforzare i nostri rapporti con l’India. Il tema della Cina è ancora oggetto di valutazione”, Quanto alla crisi ucraina, “credo che il tentativo di Pechino di inserirsi sul piano diplomatico possa essere visto con interesse”.

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