sabato, 15 Giugno, 2024
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Zelensky: “Anno di resistenza, dolore e speranza”

il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha tenuto un discorso emozionante nell’anniversario dell’invasione su vasta scala della Russia.

“Il 24 febbraio – ha detto Zelensky – milioni di noi hanno fatto una scelta: non una bandiera bianca, ma una bandiera blu e gialla. Non hanno scelto di fuggire, ma hanno scelto di andare incontro al nemico. Hanno scelto di resistere e di lottare. È stato un anno di dolore, di fede e di unità”.

Proseguendo nel suo messaggio, Zelensky ha poi aggiunto: “Un anno fa in questo stesso giorno, dallo stesso luogo da cui vi sto parlando oggi, verso le sette del mattino, mi rivolsi a voi con una breve dichiarazione, della durata di soli 67 secondi. Due le cose più importanti dette allora che risuonano ancora adesso. Il fatto che la Russia aveva lanciato una guerra su vasta scala contro di noi e che noi siamo forti, siamo pronti a tutto, che li sconfiggeremo, perché siamo l’Ucraina!”.

È un fiume in piena il Presidente ucraino. “È così che è iniziato – dice Zelensky – il 24 febbraio 2022. Il giorno più lungo della nostra vita. Il giorno più difficile della nostra storia recente. Ci siamo svegliati presto e da allora non abbiamo dormito. Qualcuno aveva paura, qualcuno era sotto shock, qualcuno non sapeva cosa dire, ma tutti sentivano cosa fare. […] Hanno minacciato che in 72 ore non saremmo esistiti, ma abbiamo resistito e oggi, siamo giunti ad un anno e siamo qui. […] Sappiamo che questo sarà l’anno della nostra vittoria!”.

Nel suo discorso ha citato gli eventi più eroici e tragici di questa guerra di liberazione, combattuta dagli ucraini contro gli invasori russi. Ha ricordato il bombardamento della maternità e del teatro di Mariupol, dove neanche la scritta “bambini” sul piazzale aveva fermato la mano assassina dei piloti dell’aviazione russa che hanno sganciato i loro micidiali ordigni. Gli attacchi sferrati contro l’amministrazione regionale di Nikolaev, sulla piazza Svobody a Kharkov, contro i passeggeri in attesa vicino alla stazione ferroviaria di Kramatorsk.

“Abbiamo visto Bucha, Irpen, Borodyanka. Il mondo intero ha chiaramente capito cosa significa veramente il ‘mondo russo’. Di cosa è capace la Russia. Tutti hanno visto la vera natura del nostro nemico. Allo stesso tempo, il mondo intero ha visto anche di cosa è capace l’Ucraina. Il mondo ha conosciuto i gesti di eroismo compiuti dagli ucraini. Ha conosciuto la determinazione dei difensori di Kiev, dei difensori di Azovstal. Le imprese compiute dalle città di Kharkiv, Chernihiv, Mariupol, Kherson, Nikolaev, Gostomel, Volnovakha, Bucha, Irpin, Akhtyrka. Città eroiche, divenute capitali dell’invincibilità”.

L’Ucraina non è caduta in soli tre giorni, come avrebbe voluto Putin, ed ha fermato il secondo esercito del mondo.

Dice Zelensky: “Siamo sopravvissuti grazie a chi ogni giorno ha dato il massimo per gli altri. Come i nostri medici, che salvano le vite dei soldati feriti in prima linea, eseguono operazioni sotto i bombardamenti, aiutano le madri a partorire nei rifugi antiaerei e rimangono in servizio per intere settimane senza concedersi una sosta. Come i nostri soccorritori e vigili del fuoco che tirano fuori le persone da sotto le macerie, 24 ore su 24, 7 giorni su 7. I nostri ferrovieri, che hanno evacuato centinaia di migliaia di ucraini senza dormire e senza mai fermarsi dall’inizio della guerra”.

“L’Ucraina ha sorpreso il mondo. L’Ucraina ha ispirato il mondo. L’Ucraina ha unito il mondo. Ringrazio tutti i nostri partner, alleati e amici che sono stati al nostro fianco durante tutto l’anno. […] Ringrazio anche il nostro corpo diplomatico. I nostri ambasciatori ed i nostri rappresentanti nelle organizzazioni e nelle istituzioni internazionali. Hanno usato la ‘spada’ del diritto internazionale per chiedere nuove sanzioni ed il riconoscimento della Russia come Stato terrorista”.

Molto toccante il passaggio del discorso in cui il Presidente Zelensky ha parlato delle vittime della violenza russa. “La guerra ha cambiato il destino di molte famiglie. Ha riscritto la storia delle nostre famiglie. Cambiato i nostri usi e costumi. Un anno dopo, praticamente ogni ucraino ha perso qualcuno. Padre, figlio, fratello, madre, figlia, sorella. Persona amata. Un caro amico, collega, vicino di casa, conoscente.

Quasi tutti i telefoni hanno almeno un contatto che non risponderà mai più. Non risponderà agli sms “Come stai?”. Queste due semplici parole hanno acquisito un nuovo significato durante questo anno di guerra. Ogni giorno, milioni di ucraini hanno scritto questa domanda a parenti e amici, milioni di volte. Ogni giorno qualcuno non riceveva risposta. Ogni giorno gli invasori uccidevano i nostri parenti e amici.

Non cancelleremo i loro nomi né dal telefono né dalla nostra memoria. Non li dimenticheremo mai. Non perdoneremo mai i responaabili. Non ci fermeremo mai finché gli assassini russi non riceveranno la meritata punizione da parte di un tribunale internazionale, o per mano dei nostri difensori. Finché non subiranno il giudizio di Dio”.

Il Presidente ucraino ha espresso le condoglianze a coloro che hanno perso i propri cari a causa delle azioni criminali degli occupanti russi.

“Nove anni fa, il vicino [la Russia] è diventato l’aggressore. Un anno fa, l’aggressore è diventato carnefice, predone e terrorista. Non abbiamo dubbi che saranno ritenuti responsabili. Non abbiamo dubbi che alla fine ci attende la vittoria”.

Il Presidente ucraino ha anche sottolineato alcuni momenti di questo ultimo anno. “In estate abbiamo ricevuto lo status di candidato all’UE. […] Agosto è stato il primo mese in cui gli invasori non hanno preso una sola città ucraina. […] In autunno la nostra controffensiva. La liberazione di Izyum, Balakleya, Kupyansk, Liman, della Regione e della città di Kherson. Abbiamo visto come le persone hanno accolto i nostri soldati. Come avevano conservato la bandiera ucraina. Come hanno aspettato il ritorno dell’Ucraina. Voglio rivolgermi ora a coloro che stanno ancora aspettando. Ai nostri cittadini che ora sono in occupazione temporanea. L’Ucraina non vi ha lasciato, non vi ha dimenticato, non vi ha abbandonato. In un modo o nell’altro, libereremo tutte le nostre terre. Faremo di tutto per garantire il ritorno dell’Ucraina. E a tutti coloro che ora sono costretti a vivere all’estero dico: faremo di tutto per farvi tornare in Ucraina. Per renderlo possibile”.

Un pensiero rivolto anche a coloro che sono stati catturati dai russi. “Combatteremo e restituiremo ciascuno dei nostri prigionieri”.

In conclusione, il Presidente dell’Ucraina ha detto: “Lo vediamo anche al buio. Nonostante i continui massicci attacchi missilistici e le interruzioni di corrente, vediamo la luce della nostra vittoria.

Nei ricordi delle prime sensazioni del 24 febbraio 2022, le persone parlavano di shock, dolore, incertezza. Un anno dopo l’invasione, la fiducia nella vittoria è del 95%. L’emozione principale che proviamo quando pensiamo all’Ucraina è l’orgoglio. Siamo diventati uno. I nostri giornalisti e media stanno combattendo, come un fronte unito, contro le bugie ed il tentativo di generare panico da parte del nemico. Siamo diventati un’unica famiglia. Non ci sono più estranei tra noi.

Resistiamo alle minacce, ai bombardamenti, alle bombe a grappolo, ai missili da crociera, ai droni kamikaze, ai blackout, al freddo. Siamo più forti di tutto questo.

È stato un anno di perseveranza. Un anno di coraggio. Un anno di dolore. Un anno della speranza. Un anno di resistenza. Un anno di unità.

Questo anno è stato l’anno dell’indistruttibilità. Fiero anno dell’indistruttibilità.

Il principale risultato è che siamo sopravvissuti. Non siamo stati sconfitti. E faremo tutto ciò che è in nostro potere per vincere quest’anno!

Gloria all’Ucraina!”.

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