sabato, 4 Luglio, 2020
Economia

Confagricoltura: dazi USA per l’Italia danni per 2 miliardi. Giansanti al commissario Ue: i prodotti italiani ed europei vanno difesi

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I venti di guerra in Medio Oriente, le sanzioni chieste dagli USA contro l’Iran e in mezzo c’è l’Italia, non solo militare ma quella economica. Per questa ultima, infatti, dazi e sanzioni hanno un loro peso che diventa ogni giorno più gravoso tanto che dalle preoccupazioni delle associazioni produttive si è passati agli all’allarmi.

Per rimanere solo ai dazi imposti dagli USA sui prodotti importati il calcolo dei danni per l’Italia supera i due miliardi di euro. Il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti ha così scritto al Commissario europeo al commercio, Phil Hogan, in vista della sua missione negli Stati Uniti, che avrà inizio il 14 gennaio.

Nella missiva Giansanti riprende alcuni temi già affrontati con lui nell’incontro di dicembre a Bruxelles in relazione ai dazi che potrebbero essere applicati già nelle prossime settimane su vini e olio d’oliva italiani. Attualmente i dazi USA applicati nell’ambito del contenzioso sugli aiuti pubblici al consorzio Airbus sono già in vigore sulle nostre esportazioni di formaggi, salumi e agrumi.

Le consultazioni con gli operatori economici promosse dall’amministrazione statunitense per questa seconda tornata di dazi si concluderanno lunedì prossimo, 13 gennaio, il giorno prima della missione di Hogan. Le nuove tariffe potrebbero scattare al massimo nel giro di un mese. Per l’Italia significa andare a colpire due comparti che rappresentano 2 miliardi di euro, la metà dell’intero valore delle esportazioni agroalimentari verso gli States.

“Sono convinto che il sistema agroalimentare in Italia e a livello europeo”, scrive Giansanti, “abbia molto da perdere nell’eventualità di un inasprimento delle tensioni commerciali con gli Stati Uniti. Pertanto il nostro auspicio è che possa essere avviato un negoziato diretto per evitare l’aumento dei dazi e le inevitabili misure di ritorsione. La firma della ‘fase uno’ dell’accordo con la Cina e l’intesa raggiunta con il Giappone, che riguarda anche i prodotti del settore agroalimentare, fanno ritenere che, con tutta probabilità, le pressioni degli Stati Uniti si concentreranno ora sull’Europa. Ogni possibile iniziativa va posta in essere da parte dell’Unione”, fa fa presente il presidente di Confagricoltura, “per evitare questo scenario fortemente negativo”.

Un inasprimento delle tariffe su formaggi, salumi e agrumi, e l’applicazione di nuove tasse su vino e olio, spingerebbero i prodotti italiani fuori mercato rispetto alla concorrenza dei Paesi terzi, con danni economici enormi per le imprese italiane e anche per il sistema americano basato sul florido business agroalimentare con l’Italia.

Confagricoltura ribadisce che, in via precauzionale, occorre accelerare le procedure per il varo delle misure compensative che si rendessero necessarie per i settori produttivi più colpiti. “I negoziati diretti possono dare risultati positivi anche per il settore agricolo”, spie ancora Giansanti, “in attesa dell’auspicabile rilancio del sistema multilaterale di gestione del commercio internazionale. Ovviamente, dal nostro punto di vista, esistono alcuni punti fermi non negoziabili, quali la massima sicurezza alimentare, la protezione delle risorse naturali e la salvaguardia della normativa europea in materia di indicazioni geografiche protette”.

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