mercoledì, 19 Febbraio, 2020
Editoriale Politica

Salvo intese naturalmente: ma tra di noi

Ed anche questo mille proroghe 2020 va alla Camera dei Deputati, salvo intese. Sono stati infatti respinti i 1.130 emendamenti presentati.

Sul provvedimento si voterà la fiducia e così addio discussione e democrazia parlamentare.

Salvo intese va interpretato come un salvo intese tra di noi, che in sei ore di discussione non siamo riusciti a decidere tutto.

Ci sembrava che questo governo Conte bis inneggiasse alla democrazia parlamentare come se fosse una cosa irrinunciabile. Così non ci sembra che sia. Ricordate Giolitti? Per gli amici la legge si interpreta per i nemici si applica. La democrazia parlamentare si invoca per i nemici e si ignora per gli amici.

Per fortuna che L’onorevole Matteo Renzi, da quella maggioranza strana, ancora si fa sentire. Ma deve farlo fuori dell’aula parlamentare perché in Aula, non si discute, si vota, e basta! Guai a voler discutere, poi proprio la legge di bilancio, andiamo, non scherziamo.

Il premier Conte ha detto di avere il cuore un po’ più a sinistra che a destra; non ce ne eravamo accorti.

È l’onorevole Di Maio che non capiamo dove voglia collocarsi. Per lui destra e sinistra non esistono, e neppure il centro. Non ci convince troppo, Di Maio, anzi, sembra quasi che stia ballando “la morte del cigno”, tipico balletto russo. E Si racconta anche che la ballerina che per prima l’ha interpretato, Pavlova, sul suo letto di morte a l’Aia, gridò: “Datemi il mio costume di cigno“. Onorevole Luigi, si fermi un attimo a pensare a cosa dovrà fare, dopo. E a quale costume indossare a fine balletto. Non vesta costumi scomodi.

Meno giri per il mondo e più giri nelle biblioteche.

Faccia qualcosa che per l’Italia che possa restare anche a lei.

Certo, provvedimenti ne ha sponsorizzati e ne ha fatti, sia quando era con Salvini che ora che è con Zingaretti. Noi talvolta pensiamo a come sia possibile questo suo “voglio fare”. Però qualche parlamentare lo sta perdendo, e non solo formalmente. Anche dal punto di vista amicale. L’onorevole Paragone non dovrebbe perderlo, dovrebbe starlo più a sentire. Non si può avere un pensiero unico: il suo. E di senatori e deputati che possono aiutarla a riflettere ce ne sono diversi; li ascolti e non faccia riunioni solo per “dire” quello che pensa lei e rimandare la riunione ad un salvo intese che è come quello del mille proroghe: tra di noi e vi farò sapere.

Il rinvio delle concessioni autostradali, quello sulle intercettazioni, le nomine e tutto il resto non danno un buon segnale per il futuro, anzi, dimostrano una certa incapacità a saper decidere e di un tira a campare fino alle regionali dell’Emilia Romagna. Se ne stanno accorgendo tutti.

Anche Lei Segretario Zingaretti, non tiri troppo furbescamente la corda perché gli Italiani sono sempre a guardare, e … a sperare in una svolta che ancora non viene. Si aspetta. Non possiamo più aspettare Segretario. Prendete delle decisioni oppure se ne faccia una ragione e si faccia eleggere, se ci riesce.

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