sabato, 14 Dicembre, 2019
Politica

Piove sul governo. Tutti scappano e resterà solo Zingaretti a prendersi tutta l’acqua?

….E seguita a piovere in Italia, non solo sul territorio, ma anche su un Governo che non sembra sia capace di ripararsi. In questo governo Conte bis ognuno sembra parli per sé stesso e non in nome di una coalizione da difendere.

Il Ministro Luigi Di Maio già parla di un contratto di governo da sottoscrivere i primi di gennaio. Se glielo abbia suggerito Beppe Grillo non lo sappiamo però sappiamo che Di Maio, in un prossimo futuro – è lui a dirlo – sarà affiancato addirittura da un direttivo di venti persone. Come farà il Ministro degli esteri e Capo del Movimento a gestire una riunione con venti teste e venti idee probabilmente diverse non sappiamo dirlo. Come riuscirà a fare sintesi dovrà spiegarlo lui a Grillo e a Casaleggio jr, che probabilmente hanno voluto questo mega direttivo. Noi non ci sforziamo a capire perché occorrano venti menti per guidare un partito, ma qualcosa, comunque, ci viene in mente: non sarà che senza dare la possibilità a questi 20, il movimento si sfaldi e frani definitivamente?

Poi ci sono le Sardine, ora, ad alleggerire le tensioni del PD e dell’M5s. Sono loro che stanno assumendosi l’onere di convogliare l’odio della sinistra verso Salvini. Abbiamo sentito il loro ideatore Mattia Santori a “mezz’ora in +” su Rai Tre e, francamente, è stata un po’ una delusione. Ma le correnti sono così, si ingrandiscono finché c’è la pioggia, seguono il corso del fiume, e poi col sole evaporano e nessuno ne sa più nulla.

Vorremmo sperare in un Governo che sappia prendere decisioni politiche vere ma anche questi neo Ministri non ci convincono, anche loro restano come le sardine stretti stretti attorno al loro Consiglio dei Ministri e non prendono nessuna posizione di coraggio. Solo Giuseppe Conte sta rischiando. Li hanno messi lì e vogliono starci senza creare e crearsi problemi. Non è così però che si fa politica. In politica ci si assume la responsabilità delle proprie idee e si prendono le decisioni conseguenti. Se quelle idee non saranno convincenti si prende e si va a casa ….. a ripensare e a studiare i fenomeni sociali, i problemi e le nuove soluzioni da proporre ai cittadini per farsi ri-votare.

Possibile che non si capiscano i fondamentali della Democrazia? Non vogliamo accettare che la politica debba necessariamente fomentare sempre più odio verso l’avversario. Vogliamo pensare e sperare in una politica “discussa” che sappia rigenerarsi senza insultare e offendere le idee altrui, che poi sono le idee dei cittadini. Senza una politica che si mette in “Discussione” coscienziosa, le Piazze saranno sempre una contro l’altra.

Non possiamo neppure accettare la volatilità di quello che si dice e si vota, in politica. Non possono dire e fare quello che vogliono e poi fare, dopo poco tempo, per questioni elettoralistiche, esattamente il contrario. Non è per fermare l’avversario che si forma un Governo. il Governo del Paese bisogna conquistarselo con i voti che si ottengono per l’apprezzamento delle proprie idee.

Stiamo seguendo anche il discorso di Carlo Calenda che, con il suo nuovo partito, Azione (più di 10.000,00 tesserati), vorrebbe ri-formare l’Italia. Anche lui però, tende a mediare. Troppo.

Al centro non c’è il “compromesso” ma un’idea concreta e diversa da quelle della sinistra e della destra. Lo abbiamo ascoltato, anche lui a “mezz’ora in +”, e a un certo punto, a nostro avviso, si è perso nella palude di un Centro visto come lo vedo lui, dove troppi sono stati risucchiati senza speranza.

Vogliamo sperare che Calenda, come Renzi e gli altri fuoriusciti dal PD non lo abbiamo fatto perché fuori “piove” e perché all’orizzonte ci sono “nuvolacce nere” che non lasciano presagire nulla di positivo.

Ma se tutti scappano e cercano riparo resterà solo Zingaretti a prendersi tutta l’acqua. E allora non è detto che Zingaretti non scappi anche lui a ripararsi.

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