venerdì, 1 Luglio, 2022
Società

Salute e sicurezza? Si imparano a scuola

L’integrazione della Salute e Sicurezza sul Lavoro nel mondo dell’istruzione, comporta il suo inserimento sistematico nelle lezioni scolastiche, affinché gli specifici argomenti entrino idealmente a far parte della vita quotidiana degli allievi, dei genitori e del personale.

Solo in questo modo si potrà concretizzare il percorso della  “cultura della sicurezza” auspicato a livello istituzionale nel recente protocollo del 30 maggio 2022 tra il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Andrea Orlando, il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, il direttore dell’Ispettorato nazionale del lavoro (INL), Bruno Giordano e il presidente dell’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL), Franco Bettoni  per la promozione e la diffusione della cultura della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro nell’ambito dei percorsi per le competenze trasversali e orientamento (ex Alternanza scuola/lavoro).

E pensare che la scuola, proprio sul versante della prevenzione e sicurezza nei posti di lavoro, 21 anni fa, in una circolare del 2001, la n.85, richiamava l’attenzione su un duplice impegno: la scuola è non solo destinataria, insieme ad aziende e pubbliche amministrazioni,  a garantire la sicurezza degli alunni e degli operatori del settore, ma anche e soprattutto a costruire, incidendo direttamente sui comportamenti e sulle coscienze dei giovani, quella cultura della prevenzione e della sicurezza che non si risolva nel solo timore delle sanzioni ma costituisca il convinto fondamento dell’azione quotidiana e dei comportamenti singoli e collettivi.

Ecco, in sintesi, cosa sottolinea l’Agenzia Europea sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro in un recente documento.

Se i bambini cominciano a conoscere la salute e la sicurezza sul lavoro quando imparano a leggere e a scrivere, la SSL diventerà una componente naturale del loro modo di lavorare, giocare e vivere, ed essi svilupperanno un atteggiamento positivo nei confronti della SSL che li accompagnerà per tutta la loro vita lavorativa.

Si ottengono risultati migliori integrando la SSL nelle singole materie scolastiche che non insegnandola come argomento autonomo. L’apprendimento basato sulle attività ed esempi tratti dalla vita reale contribuiranno a trasmettere nelle case dei bambini e dei giovani i messaggi chiave, che possono essere ripetuti in maniere diverse per fasce d’età differenti, sia nelle scuole primarie che negli istituti di formazione professionale.

L’approccio sistemico nell’insegnamento scolastico rappresenta il modello ideale. L’integrazione della SSL nell’istruzione superiore è più complessa e meno sviluppata, soprattutto nelle università. Tuttavia, viene applicato lo stesso modello “panistituzionale”. La creazione di reti e il lavoro in collaborazione con le autorità della SSL sono fattori chiave che contribuiscono a una buona integrazione.

Non solo. L’approccio sistemico nell’insegnamento scolastico combina l’istruzione con la direzione delle scuole. Gli allievi e il personale lavorano insieme per rendere la scuola un posto sano e sicuro dove lavorare e imparare mediante:

  • l’educazione al rischio e la gestione della SSL, per esempio coinvolgendo gli studenti nell’individuazione dei pericoli;
  • l’educazione alla salute e la sua promozione, per esempio tramite iniziative “scuole sane”;
  • la promozione della dignità e del rispetto per tutti, per esempio con campagne anti-bullismo;
  • la cura dell’ambiente, per esempio con il riutilizzo e il riciclo.

Grazie agli studi di casi sappiamo cosa occorre per far funzionare l’approccio sistemico nell’insegnamento scolastico:

  • una leadership a partire dal capo istituto per motivare il personale e gli allievi;
  • coinvolgere gli allievi, i genitori e il personale;
  • fornire aiuti e strumenti pratici; la risorsa “Napo per gli insegnanti” si è rivelata utile nel caso in questione;
  • la formazione degli insegnanti;
  • la creazione di reti tra scuole;
  • la cooperazione tra autorità della SSL e autorità in materia di istruzione;
  • un insegnamento pratico che integri nelle materie scolastiche l’educazione al rischio.

L’educazione alla salute e sicurezza sul lavoro rappresenta un punto importante per la crescita del cittadino. Anche la normativa in materia (d.lgs. 9 aprile 2008, n.81 e s.m.i.) ha rafforzato la necessità di avvicinare l’individuo al concetto di prevenzione sin dalle prime istanze di sviluppo della sua coscienza civile di uomo e di cittadino.

La scuola, ambiente di vita per gli alunni e ambiente di lavoro per gli insegnanti, è il luogo primario della prevenzione, dove la formazione alla salute e alla sicurezza può trovare un terreno fertile sul quale radicarsi e diventare patrimonio dell’individuo e del gruppo, fin dai primi momenti di socializzazione.

L’educazione scolastica è, infatti, determinante nell’impostare negli individui i comportamenti adeguati e gli stili di vita sani, oltre che nel favorire l’interiorizzazione delle regole e dei valori fondamentali di responsabilità sociale e civile. Di fronte all’incremento del tasso di mortalità e malattia dovuto agli infortuni sul lavoro e alle malattie professionali, è fondamentale rivalutare il ruolo educativo e formativo della scuola nel fornire gli strumenti culturali e le competenze relazionali utili all’inserimento in una futura realtà lavorativa e, in generale, nella società.

La Consulta Italiana Interassociativa della Prevenzione (CIIP) i, in un articolato documento del 1 giugno scorso elaborato alla luce della revisione dei percorsi formativi da avviare per i dirigenti e gli operatori del mondo del lavoro, come prescritto dalla legge 215/2021, sottolinea, tra l’altro, queste interessanti proposte:

  1. La scuola ha già oggi l’obbligo di formare alla sicurezza i suoi alunni che nella didattica utilizzano laboratori ed attrezzature (equiparati al lavoratore, e spesso cominciano ad utilizzarle già in classe prima…)
  2. La scuola superiore deve formare alla sicurezza gli alunni che fanno l’ex Alternanza scuola lavoro (ora PCTO), equiparati ai lavoratori
  3. Insegnamento della CULTURA della sicurezza, che è più ampia della Formazione mirata, è un percorso quinquennale che dà una forma mentis e delle competenze che si basano su conoscenze
  4. Percorsi universitari relativi al mondo scolastico: È opportuno che almeno nel Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria si introduca un insegnamento con CFU sull’Igiene e Sicurezza dei docenti e degli allievi

La CIIP indica anche il percorso da seguire:

  1. erogandola direttamente a scuola
  2. affidandola a enti esterni
  3. forma mista tra le 2 precedenti
  4. attuando l’inserimento curricolare permanente della cultura della SSL, suddiviso tra le varie discipline di insegnamento.
Sponsor

Articoli correlati

Vaccino: Ordini territoriali garanti di prevenzione e sicurezza

Romeo De Angelis

Epatocarcinoma, la sopravvivenza puo’ aumentare grazie a nuovi farmaci

Redazione

Bullismo, Falco (Corecom Campania): Aumentano le violenze ma nel 2019 solo 500 denunce

Redazione

Lascia un commento