venerdì, 1 Luglio, 2022
Economia

Smart e sostenibile: ecco come si muoverà l’Italia con il Pnrr

Nell’allegato al Def strategie integrate e intermodali per una nuova mobilità sostenibile

Strategie nuove e di largo respiro per le infrastrutture e la mobilità sostenibili quelle presentate oggi dal ministro Enrico Giovannini nell’Allegato al Documento di Economia e Finanze. Previsti finanziamenti per 280 miliardi di euro per il completamento, la messa in sicurezza, la compatibilità ambientale e l’adeguamento tecnologico del Sistema Nazionale Integrato dei Trasporti per la mobilità sostenibile, +8,1% rispetto al 2021, 12 per le infrastrutture idriche e 7 per l’edilizia sostenibile, tutti con l’obiettivo di velocizzare la transizione dell’Italia verso uno sviluppo sostenibile, in linea con il Green Deal europeo. Ma il vero valore del documento è la visione integrata degli investimenti in infrastrutture ferroviarie, stradali, logistiche e portuali, aeroportuali, idriche, per la mobilità sostenibile urbana ed extraurbana, per l’edilizia pubblica sostenibile e di qualità.

“L’Allegato evidenzia il cambiamento profondo del modo di concepire le infrastrutture e la mobilità sostenibili – ha spiegato Giovannini -, sempre più al servizio delle persone e delle imprese. Il documento mostra la messa a sistema di programmi e riforme settoriali, per rendere più rapidi ed efficaci gli interventi, elevare la qualità di tutte le forme di mobilità, delle interconnessioni e della sicurezza di tutte le opere pubbliche, anche alla luce della crisi climatica. Il nuovo approccio è in linea con gli obiettivi della transizione ecologica e di riduzione delle disuguaglianze e contribuisce al cambiamento di paradigma, tanto auspicato, verso uno sviluppo sostenibile”.

Il 55% delle risorse PNRR e PNC al Sud

Il lavoro è frutto di un intenso lavoro svolto negli ultimi dodici mesi dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili in collaborazione e in costante dialogo con il mondo della ricerca, le associazioni imprenditoriali, le organizzazioni sindacali e della società civile, volto anche a colmare il gap tra Nord e Sud. Il tentativo è quello di “ridurre le disuguaglianze territoriali e sociali del nostro Paese attraverso un robusto riequilibrio delle dotazioni infrastrutturali e dei servizi offerti a cittadini e imprese nelle Regioni del Sud”. Per questo “il ministero ha destinato circa il 55% delle risorse PNRR e PNC di sua competenza, che ammontano complessivamente a 61,5 miliardi di euro, per interventi nel Mezzogiorno”.

La ripartizione dei fondi

In particolare, gli investimenti riguardano strade e autostrade per 83.5 miliardi; ferrovie e nodi urbani per 147.4 miliardi; porti per 10.1 miliardi; aeroporti per 3.2 miliardi; trasporto rapido di massa nelle città metropolitane per 32.6 miliardi; ciclovie per 2.6 miliardi. Le risorse già assegnate attraverso i diversi canali di finanziamento ammontano a 209 miliardi, con un fabbisogno residuo di 70.4 miliardi, minore rispetto all’anno precedente.

Vantaggi anche per i voli

Soddisfazione espressa anche dal settore areo per lo sviluppo e l’ammodernamento del settore, quali l’intermodalità, la differenziazione tra scali, al centro del Piano strategico del MIMS e del Piano Nazionale Aeroporti in via di definizione, e per la prossima costituzione del Fondo per la mobilità sostenibile da 2 miliardi che andrà a finanziare anche investimenti per la transizione ecologica degli aeroporti, nonché’ il riferimento alla semplificazione delle procedure amministrative.

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