martedì, 12 Novembre 2019
Economia Editoriale

Economia, sale il debito giù il lavoro Bruxelles: Italia ultima in Europa

Niente da fare, il debito pubblico Nazionale è un Moloch che richiede costosi sacrifici e rinunce, che nessuno è pronto a fare. Così si elevano ogni mese di più deficit e conti in rosso e nessuna politica di governo o di opposizione riesce a scalfire. C’è in ballo un prezzo politico che nessuno vuole pagare, e l’idea fatale è quella del rinvio. Così le attese di allarme sullo stato dell’economia e del deficit nazionale sono puntualmente confermate in negativo. Il debito italiano nelle previsioni autunnali dell’Unione europea è destinato a salire a fine 2019 a 136,2% e nel 2020 a 136,8%.

Niente rinunce niente tagli, e arrivano le stime giù con Bruxelles che vede la nostra economia non più in difficoltà e in affanno ma da tempo malata cronica. I motivi sono noti e i burocrati europei pongono l’accento “sulla debole crescita del Pil nominale, deterioramento dell’avanzo primario e costo in aumento delle misure passate”. In altri versi pesano sui già traballanti conti dello Stato il reddito di cittadinanza e quota 100. Ieri a questo quadro difficile si è aggiunta la notizia non certo entusiasmante che i conti della Grecia vanno meglio di quelli di casa nostra, così in sintesi l’Italia ha ufficialmente superato la Grecia come Paese debitore più rischioso dell’Area euro.

A dimostrazione dei nostri guai ci sono i rendimenti dei bond emessi da Atene sono scesi sotto quelli dell’Italia per la prima volta dal 2008. Il rendimento dei nostri titoli di debito a dieci anni è all’1,16%. Mentre il tasso sulle obbligazioni elleniche è sceso all’1,10%. Il rendimento dei bond a 10 anni della Grecia,
ha certificato il giornale economico londinese, Financial Times, si è attestato all’1,10%. Il rendimento di titoli equivalenti italiani è salito all’1,16%. Tecnicismi a parte, ora si parla quindi di sorpasso, di una accelerazione dovuta ai migliori risultati ottenuti dalla Grecia la cui ripresa economica appare migliore. “I rendimenti di tutti e due i Paesi”, fa presente il giornale della City, “schizzati durante la crisi del debito, restano molto bassi rispetto agli standard storici, ma la ripresa del mercato dei bond della Grecia è stata più spettacolare”.

Per l’Italia c’è, inoltre, una attesa preoccupata sul come peseranno sui conti 2020 il costo del reddito di cittadinanza e di quota 100. La Commissione Ue prevede, infatti, un deficit in aumento al 2,3% nel 2020. “La spesa aumenta per l’introduzione del reddito di cittadinanza e delle misure che ampliano la possibilità di pensionamento anticipato”, visto che entrambe le misure mostreranno solo a partire dal 2020, “il loro pieno costo annuale”, osserva Bruxelles. C’è poi il triste computo di dice finirà il Paese nella graduatoria economica della Ue, è anche in questo caso arriva la conferma che l’Italia è ultima in Europa sia nel 2019 che nel 2020. Per analisti e investitori l’economia italiana “è in stallo dall’inizio del 2018 e ancora non mostra segnali significativi di ripresa”, scrive ancora Bruxelles nella sua nota economica.

Non fa sperare bene nemmeno una timida ripresa segnalata per il 2020. Perché si sperava in un maggior export e in una crescita dei consumi delle famiglie, cose che magari ci saranno, ma il contrappeso negativo questa volta è rappresentato dal “deterioramento del mercato del lavoro”. In primo luogo i contratti a termine non diventano indeterminati e la disoccupazione torna a farsi sentire. “Il mercato del lavoro è rimasto resiliente di fronte al recente rallentamento economico, ma gli ultimi dati puntano a un deterioramento”, con la prospettiva di tagli di posti di lavoro e il ritorno massiccio dei contratti a termine.

“Il numero dei senza lavoro”, prosegue la nota di Bruxelles, “difficilmente calerà anche a causa del nuovo reddito di cittadinanza che indurrà progressivamente più persone a registrarsi come disoccupate”.
Le osservazioni critiche della Ue, lo stato dei conti e le previsioni non rosee del mercato del lavoro sono state commentate dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, per lui le previsioni Ue non sono una sorpresa ma in “linea” con quelle formulate di recente dal Governo, addirittura per il ministro c’è una lieve nota di ottimismo, “in realtà dati più recenti dell’Istat”, osserva Gualtieri, “ci dicono che si potrebbe chiudere anche a 0,2. Sul 2020 lo scostamento è molto limitato, ma noi pensiamo che la nostra previsione sia corretta, e anzi prudente, e quindi contiamo in una crescita maggiore nel 2020”. Sui dati negativi del 2019 il ministro per l’economia taglia corto e dice: “una situazione che abbiamo ereditato”.

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