martedì, 5 Marzo, 2024
Politica

Oggi i sindacati dal Governo. Pesa la spaccatura sullo sciopero

Manovra a rilento in Senato

Torna il confronto sindacale dopo divergenze e contrasti. I leader di Cgil e Uil, Landini e Bombardieri archiviato lo sciopero del 16 dicembre si troveranno oggi a ricucire lo strappo con la Cisl e, nel contempo a ritrovare le ragioni di un dialogo con Draghi. Tema dell’incontro la previdenza, riforma che il premier ha deciso di portare a termine a tappe, con una parentesi che varrà per tutto il 2022, anno che il Governo giudica di transizione per riallineare, con la fine di Quota 100, il sistema previdenziale ad un metodo interamente contributivo. Un passaggio contestato dai sindacati che vedono nella iniziativa del Governo le premesse per un sistema che penalizza i lavoratori e le loro pensioni. Questo pomeriggio Draghi, secondo indiscrezioni, sarà disponibile ad accogliere alcune proposte del sindacato a condizione che non ci si allontani da quanto già stabilito, per il 2022.

L’apertura, se ci sarà riguarderà l’ampliamento delle categorie che possono rientrare tra i lavori usuranti, – l’ennesima tragedia dei tre lavoratori edili morti a Torino avrà un suo peso – con un taglio degli anni per accedere alla pensione e più norme flessibili in uscita. Cosi per le lavoratrici, e quanti avranno i requisiti per accedere all’Anticipo di pensione con Ape sociale. Per il premier tutto potrà andare bene ma solo nel solco della tenuta dei conti dell’Inps.
Nel confronto di oggi, convocato per le 1530 a Palazzo Chigi, (segno che la discussione si protrarrà per ore), saranno discussi anche i temi caldi dell’attualità Parlamentare, quella legge di Bilancio che a giudizio di Cgil e Uil va cambiata in modo da dare più tutele a lavoratori, pensionati e alle famiglie in difficoltà.

Manovra, sindacati divisi

Se la riforma delle pensioni è all’inizio appare al capolinea la sfida politico-sindacale sulla manovra di bile ciò. Il primo problema finora senza soluzione, è il taglio delle tasse, considerato dalle parti sociali insufficiente per i ceti medio-bassi. Questioni che hanno motivato la protesta di Cgil e Uil, che subiranno degli aggiustamenti ma che appaiono ancora insolute. “Noi vogliamo dei risultati concreti che diano il senso di un cambiamento”, sottolinea Landini. Una posizione contestata dal leader della Cisl, Luigi Sbarra, che torna a criticare i colleghi: “trasformare i luoghi di lavoro in campi di battaglia e distruggere il dialogo sociale col governo è assolutamente sbagliato. Serve più responsabilità”. A Sbarra replica il segretario Uil. “Ho molto rispetto per le posizioni della Cisl”, osserva Bombardieri, “ma ricordo che in questo Paese non c’è un sindacato unico ci sono sindacati diversi”.

Bilancio, il Senato rallenta

Questa mattina si riaprirà anche il dibattito in Senato sulla legge finanziaria. Nell’aula di Palazzo Madama le difficoltà non mancano e sono inusuali, sia per la lentezza delle decisioni sia perché il tempo stringe. A meno di 10 giorni dall’approvazione del testo, i parlamentari non hanno avuto modo di esaminare un solo emendamento e di esprimere un voto. La manovra, appesantita dalle richieste dei partiti che nelle votazioni nelle Commissioni fanno sentire le loro richieste, procede a tale rilento che alcuni commentatori ipotizzano che il maxi emendamento possa arrivare direttamente in Aula. Il primo nodo sono i tagli a Irpef e Irap, (imposte su cui il sindacato ha costruito lo sciopero), ma su questo i leader di maggioranza hanno stretto un patto che difficilmente potrà cambiare.
Sulle riformulazioni e modifiche al Superbonus, c’è apertura. Tra l’altro è sceso direttamente in campo il ministero dell’Economia che dovrà valutare il peso economico degli “aggiustamenti”, che prevedono tra l’altro l’abolizione del tetto Isee per le villette, come chiesto dalle forze della maggioranza. Malgrado gli accordi però la finanziaria procede a passettini. Con annunci e smentite su proposte che arrivano sul tavolo della Commissione finanze. Si discute del prolungamento degli incentivi al fotovoltaico e sull’aumento del bonus mobili da 5mila a 10mila euro. Per le coperture economiche, tuttavia, serviranno 600 milioni di euro, fondi che devono essere ancora trovati.

Cartelle fiscali, regge il rinvio

Altro dibattito accesso è quello sulle cartelle esattoriali (bloccate dal 2020): il centrodestra preme per una nuova proroga, il Pd invece frena, per evitare che a beneficiare di ennesimi rinvii, siamo i morosi “seriali”, per evitare tensioni emerge l’ipotesi di uno slittamento dei pagamenti a 180 giorni per quelle che arriveranno dal 1 gennaio. Tra le decisioni della commissione finanze del Senato anche la riscrittura del patent box e il rifinanziamento del bonus tv. Un punto su cui i partiti non sono ancora d’accordo è la definizione di una legge che eviti le delocalizzazioni “selvagge”. C’è chi punta ad inasprire le regole e le sanzioni per avere imprese che abbiano come valore una “responsabilità sociale”, e chi temendo la desertificazione produttiva, chiede regole meno restrittive, perché le imprese possono “espandersi”, ma anche “chiudere”.

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