sabato, 2 Luglio, 2022
Sanità

Sanità. Cliniche private e Regioni, assunzioni per specializzati e 600 milioni per abbattere i debiti

Novità per le cliniche private e milioni per le Regioni per ripianare i debiti della sanità. Il testo che da il via a iniziative finanziarie e ad alcune riforme è passato all’esame della Camera. Tra le proposte la possibilità anche per le strutture private accreditate appartenenti alla rete formativa di assumere specializzandi. C’è poi l’istituzione presso il Ministero dell’economia e finanze di un fondo da 600 milioni in favore delle regioni per l’emergenza pandemica. L’Agenas potrà invece assumere 40 unità di personale e diverse novità in favore della Regione Calabria per il rientro dal dissesto finanziario.

Cliniche fondi e assunzioni

Oltre alle aziende ed enti del Sistema sanitario nazionale, anche le strutture sanitarie private accreditate appartenenti alla rete formativa potranno procedere all’assunzione con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato con orario a tempo parziale in ragione delle esigenze formative. Le strutture private accreditate la facoltà assunzionale sarà limitata agli specializzandi che svolgono attività formativa presso quelle strutture.

Soldi alle Regioni

Nello stato di previsione del Mef viene istituito per il 2021 un fondo da 600 milioni quale contributo statale per ulteriori spese delle Regioni collegate all’emergenza sanitaria. Al fondo accedono tutte le Regioni secondo una ripartizione da definire in sede di Conferenza Stato Regioni.

Gli obiettivi

Secondo le indicazione del Mef e del Ministero della sanità, il fondo servirà a favorire il completamento dei processi di riorganizzazione della rete delle strutture pubbliche e private accreditate eroganti prestazioni specialistiche e di diagnostica di laboratorio, le autonomie speciali accedono al finanziamento statale per gli anni 2021 e 2022 in deroga alle disposizioni vigenti in materia di compartecipazione alla spesa sanitaria corrente. Il finanziamento verrà erogato per stati di avanzamento delle attività secondo il cronoprogramma approvato e verificato dal Comitato Lea. In caso di mancato completamento entro il 2022 la regione decade dal diritto al finanziamento per la quota non maturata che è riassegnata e ripartita tra le regioni che hanno completato l’attività.

Regioni, nuovo impegno

Le Regioni entro il 23 dicembre 2021 dovranno trasmettere al Ministero della Salute una relazione dettagliata, attestante le prestazioni assistenziali destinate a fronteggiare l’emergenza Covid erogate nel 2021. Entro il 31 dicembre 2021 il Ministero della Salute dovrà poi verificare la coerenza delle informazioni contenuta con le attività assistenziali previste dalla normativa, con particolare riferimento al recupero delle liste d’attesa.
Sulla base delle verifiche le Regioni possono rendere disponibili per i rispettivi servizi sanitari le risorse correnti a valere sul Fondo sanitario nazionale 2021.

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