mercoledì, 5 Ottobre, 2022
Attualità

Green pass. Draghi non cede ai ricatti. Accordo con i sindacati su lavoro nero e Cig. Tamponi deduzioni per le imprese. Il Garante: illegittimo bloccare porti

La commissione di Garanzia sugli scioperi, presieduta da Giuseppe Santoro Passarelli, boccia lo sciopero indetto dal sindacato Clpt al porto di Trieste – così come gli altri proclamati dal 15 al 20 ottobre in altre località italiane. È “illegittimo” e c’è «preoccupazione per il possibile verificarsi, alla luce del delicato contesto sociale, di gravi comportamenti illeciti». I sindacati e il premier Draghi sempre più in sintonia rilanciano gli impegni su cassa integrazione e sicurezza sul lavoro. Nel Consiglio dei ministri di oggi oltre al decreto su Cig e lavoro, ci saranno misure fiscali come la rimodulazione dei pagamenti delle rate, per favorire i cittadini in mora con l’Agenzia delle entrate. Sui tamponi il Governo si è impegnato a trovare presto una intesa con le Associazioni di categoria e datoriali. “Non ci sarà un azzeramento dei costi per le aziende che vogliano pagare i tamponi ai dipendenti”, questa l’ipotesi circolata, “ma il governo valuta in queste ore di introdurre ulteriori deduzioni per le imprese”.

Il Vertice

L’incontro tra i sindacati e governo a Palazzo Chigi ha avuto risultati che soddisfano i leader di Cgil, Cisl e Uil che hanno ottenuto il rifinanziamento di altre 13 settimane di Cassa integrazione Covid, per alcuni settori in difficoltà come terziario, servizi, commercio, tessile e moda. Il decreto sarà presentato nella seduta del Consiglio dei ministri prevista per venerdì. Il giudizio a termine del vertice è stato positivo.

Gli aiuti

“Nel decreto fiscale ci sarà la proroga della cassa integrazione per alcuni comparti”, commenta segretario Cgil, Maurizio Landini, al termine dell’incontro a Palazzo Chigi, “terziario, servizi, commercio, tessile e sistema della moda per scongiurare altri licenziamenti e si rifinanziano le indennità di malattia per le persone in quarantena”. “Un incontro breve ma positivo. Il governo assicura un forte intervento già nelle prossime ore”, conferma il segretario Cisl, Luigi Sbarra.

Lavoro nero, nuove norme

Con i sindacati il Governo ha deciso di rivedere alcune norme per renderle più stringenti a tutela della sicurezza.

“Sarà potenziata e affrontata la sospensione delle attività dove non sono rispettate le norme sulla sicurezza sul lavoro”, sottolinea Landini, “è molto importante: oggi c’era una soglia del 20% di lavoro nero, viene abbassata al 10% di lavoro nero e sono individuate le casistiche che permettono da subito di poter sospendere le attività”

Aziende non in regola, scatta il blocco

Maggiori controlli sulle imprese e più ispettori dovranno vegliare sulla sicurezza. In caso di aziende non in regola scatterà il blocco dell’attività.

“Abbiamo finalmente notizie positive”, rimarca il segretario della Uil, Pierpaolo Bombardieri, “sarà possibile da dopodomani sospendere subito l’attività delle aziende non regolari, che dovranno mettersi a norma e pagare la retribuzione ai lavoratori. Ci sono anche le assunzioni e il coordinamento all’Ispettorato. Tre punti importanti per dare una prima risposta alla questione dei morti sul lavoro”.

Decreto fiscale

Oltre alle questioni su sicurezza e lavoro, nel Consiglio dei ministri ci sarà un decreto unico, anche con misure fiscali. Infatti il Cdm potrebbe dare una libera al pagamento differito rispetto alla notifica delle nuove cartelle esattoriali emesse dal 1° settembre 2021 e la riapertura dei termini per chi ha interrotto la definizione agevolata tramite Rottamazione-ter o Saldo e stralcio se ha aderito alla pace fiscale.

Tamponi, nuova ipotesi

Sul difficile e tormento tema dei Green Pass, il Governo si è impegnato con i sindacati a ridurre i costi dei tamponi. Una iniziativa che Draghi ha dato per imminente. “Sul Green Pass”, ricorda il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra, “abbiamo chiesto al governo di valutare l’opportunità di ridurre ulteriormente i costi dei tamponi e di sostenere impresa e lavoro sul tema della salute e sicurezza. “Il presidente del Consiglio ci ha assicurato che nelle prossime ore il governo deciderà anche eventuali iniziative in questo senso”. Il segretario della Cgil, inoltre confida che i tamponi siano resi gratuiti per i lavoratori. L’idea circolata è quella che non non ci sarà un azzeramento dei costi per le aziende che vogliano pagare i tamponi ai dipendenti, “il governo”, tuttavia, si è appreso, “valuta in queste ore di introdurre ulteriori deduzioni per le imprese”.

Confindustria e Cna

Sui tamponi a carico delle imprese la posizione di Confindustria è critica.

“Dico no ai tamponi a carico delle aziende, li paga chi li deve fare”, sottolinea il presidente degli industriali, Carlo Bonomi, replicando alle richieste portate dai sindacati sul tavolo di Mario Draghi. “Siamo preoccupati, c’è chi soffia sul fuoco” “Francamente”, prosegue Bonomi, “scaricare di nuovo sulle imprese o sulla fiscalità generale, quindi sulle tasche dei cittadini, il costo del green pass non mi sembra corretto”. A segnalare la difficoltà nel controllo dei Green Pass anche la Confederazione degli artigiani. “Molte delle nostre imprese associate hanno difficoltà reali ad applicare questo regolamento”, evidenzia il presidente della Cna, Daniele Vaccarino, “Ad esempio chi non passa dalla sede centrale per recarsi sul posto di lavoro come gli installatori, gli addetti alle pulizie o ancora gli operai edili che si recano direttamente in cantiere, dove risulta quasi impossibile controllare il Green Pass”.

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