martedì, 9 Agosto, 2022
I dialoghi de La Discussione

La crescita e i piani incrociati delle rivoluzioni industriali

La crisi dell’ordine mondiale e dei suoi equilibri di potere si è incrociata negli ultimi decenni, a partire dagli anni ’70 dello scorso secolo, con ben due rivoluzioni industriali dal forte impatto materiale e culturale: la Terza e la Quarta rivoluzione.

La Terza fu e ancora è quella informatica. Essa esercita un poderoso cambiamento nelle relazioni sociali ed economiche e impone connessione globale e rapida assunzione delle decisioni in tutti i campi.

Seguì poi la Quarta rivoluzione, quella robotica, che è oggi all’inizio della sua età matura. Essa aggiunge alla rapidità di comunicazione imposta dalla Terza rivoluzione la crescita costante della qualità dei processi: promuove continue innovazioni tecnologiche e repentini cambiamenti nella cultura scientifica; muta rapidamente la qualità delle decisioni e delle mansioni nel mondo del lavoro e negli assetti e nelle strutture della produzione (industriale, culturale, politica, finanziaria); muta la qualità complessiva dell’organizzazione della scienza, della produzione di beni e servizi, delle mansioni di lavoro, orientati alla progettualità e al comando del cambiamento e dei suoi processi; forte è l’impatto su natura e quantità dei livelli occupazionali  in occidente, in questa parte di mondo che fu ideatrice e promotrice delle prime due rivoluzioni industriali: quella meccanica (‘600-‘700), nel passaggio dall’agricoltura all’industria, e quella energetica e scientifica (‘800- ‘900), nella maturazione dei sistemi industriali.

Oggi i Paesi a forte tasso di crescita, in particolare quelli dei mercati orientali, esaltano la loro espansione, avvantaggiati non solo dai grandi margini di crescita civile ed economica ma dalla rapidità delle decisioni pubbliche dei sistemi politici.

Ciò è assai evidente in Cina, dove, a dispetto della Storia, un partito comunista dirige e indirizza un sistema economico capitalistico. E intanto le vecchie democrazie occidentali faticano a stare al passo e a trovare nuovi modelli di organizzazione, coesione e decisione.

Alcune domande, fra le tante e impegnative.

  • Il mantenimento dei livelli occupazionali è compatibile con le tendenze di crescita della Quarta rivoluzione?
  •  Nel futuro nuovo mondo democrazia e libertà saranno valori e prassi difendibili senza cambiamenti?
  •  Il capitalismo prossimo venturo sarà più vincente con direzioni politiche centralistiche/dittatoriali?
  •  La scienza sarà al servizio dell’uomo?

Su questi temi apriamo un confronto aperto ai contributi dei nostri lettori.

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