venerdì, 3 Aprile, 2020
Politica

Percorso ad ostacoli per il Governo

Oggi il Governo dovrebbe varare la nota di aggiornamento del DEF, il documento di economia e finanza.

Un appuntamento già slittato di qualche giorno per individuare le difficoltà che permangono per far quadrare i conti, nell’obiettivo di attuare una manovra espansiva.

Manovra, questa, ardua senza una disponibilità ad una maggiore flessibilità da parte della Commissione Europea in carica, perché la nuova potrà insediarsi solo dopo le procedure di valutazione delle linee di azione dei nuovi Commissari da parte del Parlamento Europeo.

Per il prossimo futuro sarà importante la strategia del nuovo Commissario per l’economia, l’ex Premier Paolo Gentiloni, che già in vista della sua audizione da parte dei parlamentari della UE ha anticipato la sua determinazione a fare pieno uso della flessibilità consentita per dare sostegno economico ai Paesi che attraversano momenti di difficoltà.

Questi obiettivi, sui quali conta molto il nostro Governo, comporterebbero una revisione del Fiscal Compact (il patto di stabilità e crescita) fino a rendere praticabile il non computare nel deficit le spese per la sostenibilità ambientale, fondamentale per far fronte alla sfida dei cambiamenti climatici.

Intanto, nella previsione di queste scelte strategiche, si fa fatica a quadrare i conti: bloccare l’aumento generalizzato dell’IVA, preservare quota 100 e reddito di cittadinanza, taglio del cuneo fiscale rappresentano già di per se un onere economico difficilmente sostenibile, anche perché all’appello mancano totalmente i 18 miliardi che il Governo precedente pensava di realizzare da privatizzazioni mai avvenute.

Né può essere presentata come miracolistica la lotta all’evasione fiscale attraverso l’uso quasi obbligato delle carte di credito e dei bancomat per la semplice ragione che l’uso del contante è proprio dei poveri e dei vecchi e noi siamo il Paese con il maggior numero di anziani.

Se il nodo dell’economia è quello più stringente per l’azione del Governo, forti criticità restano per la giustizia dove il vertice tra Pd e M5s non si è risolto in un idillio, come i pentastellati hanno fatto apparire, mentre sembra più aperta la prospettiva di un incontro sulle proposte di legge riguardanti la cittadinanza dove si parla non più di diritto acquisito per nascita in Italia ma raggiunto attraverso titoli di studi.

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