sabato, 27 Novembre, 2021
Attualità

L’antiriciclaggio, eccellenza italiana, fa scuola

In attesa di sapere se la nuova Authority for Anti-Money Laundering and Countering the Financing of Terrorism (AMLA) svolgerà dall’Italia i lavori di coordinamento delle FIU europee, il sistema italiano di Antiriciclaggio e di contrasto al finanziamento del terrorismo si conferma tra i più innovativi e virtuosi, al punto che al modello AML nazionale continuano a ispirarsi alcuni ordinamenti giuridici esteri, anche extraeuropei.

 

In vista del Vertice di Roma e del G20, si sono conclusi i colloqui di cooperazione e collaborazione fra l’Ufficio esecutivo per l’antiriciclaggio e il finanziamento del terrorismo (AML/CTF) degli Emirati Arabi Uniti e rappresentanti del.governò italiano.Il Direttore Generale dell’Ufficio Esecutivo AML/CTF, Hamid Al Zaabi, ha espresso grande soddisfazione verso i risultati raggiunti a Roma.

Italia proattiva per l’armonizzazione delle norme penali 

Già in un nostro precedente articolo, avevamo dato conto del costante impegno della Commissione europea sul fronte della prevenzione e del contrasto al riciclaggio di denaro sporco e al finanziamento del terrorismo (AML/CFT). 

Sul piano nazionale ne sono scaturiti due schemi di decreto legislativo, approvati in esame preliminare dal Consiglio dei Ministri: l’Atto Governo n. 286, che dovrà dare attuazione alla Direttiva (UE) 2018/1673 sulla lotta al riciclaggio mediante il diritto penale e che stabilisce norme minime relative alla definizione dei reati e alle sanzioni in materia di riciclaggio; e l’Atto Governo n. 271, che darà attuazione alla Direttiva (UE) 2019/713 relativa alla lotta contro le frodi e le falsificazioni di mezzi di pagamento diversi dai contanti, in sostituzione della decisione quadro 2001/413/GAI.

Per effetto del primo, tutte le fattispecie di delitto, sia dolosi che colposi, a prescindere dalla pena prevista, entrano nel catalogo dei reati presupposto del riciclaggio. Anche da qui emerge quel carattere innovativo e virtuoso del modello AML italiano che mostra di voler ampliare l’ambito di operatività degli artt. 648-bis e 648-ter.1 c.p. (che puniscono appunto il riciclaggio e l’autoriciclaggio) applicando un maggior rigore, persino rispetto a quello richiesto dall’UE. Un rigore che viene temperato da un trattamento sanzionatorio che prevede pene dimezzate nei casi in cui il “reato presupposto” appartenga alla categoria di minore gravità della contravvenzione.

Sul fronte dell’utilizzo dei cripto-asset, invece, mentre si registra la decisione di alcuni governi esteri di legalizzare l’utilizzo delle criptovalute, l’Italia punta a scrivere una propedeutica regolamentazione, per evitare di imbattersi in scelte avventate. Il MEF in risposta all’interrogazione presentata in VI Commissione, ha dichiarato che lo schema di decreto che regolamenta il Registro speciale dei prestatori di servizi relativi alla valuta digitale istituito presso l’Organismo agenti e mediatori (Oam) è stato trasmesso al Garante per la protezione dei dati personali per un parere, all’esito del quale il decreto sarà emanato.

In Messico sarò presto operativa la Guardia Financiera Nacional (GFN)

E, così, mentre nella vicina Germania si affronta con imbarazzo la notizia delle perquisizioni effettuate presso il Ministero delle finanze e quello della giustizia, per il presunto coinvolgimento dell’Unità di Informazione Finanziaria tedesca in una indagine Antiriciclaggio; dall’Italia si apprende con orgoglio che in Messico sta per diventare operativo un nuovo Corpo di polizia finanziaria. La Guardia Financiera Nacional (GFN) messicana – stando a quanto riporta il quotidiano di informazione locale Puntodiincontro – ricalca l’ordinamento di tipo militare e le funzioni di polizia economico-finanziaria che sono prerogative tipiche della nostra Guardia di Finanza.

Il progetto di istituzione della Guardia Financiera Nacional che risale al 2019 è stato fortemente voluto dal Direttore della FIU del Messico, Santiago Nieto, e ha potuto contare, oltre che sulla collaborazione dei militari della GdF dislocati in Messico con l’incarico di ufficiali di collegamento, anche dell’intervento della nostra rappresentanza diplomatica, in primis, dell’Ambasciatore d’Italia Luigi di Chiara.

L’Italia fa scuola in materia di Antiriciclaggio!

I Paesi al mondo che hanno finora legalizzato l’utilizzo delle criptovalute sono:

Germania

Lussemburgo

Singapore

El Salvador

Le criptovalute saranno presto legalizzate in:

Ucraina

 

*Giuseppe Miceli,  Curatore editoriale e Autore de Atlante dell’Antiriciclaggio, edizione Maggioli 2019-2020

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