venerdì, 25 Giugno, 2021
Economia

Confcommercio: la crescita rimane un auspicio. Economia e imprese in sofferenza 

La crescita? Per ora solo un auspicio più che realtà. È la risposta della Confcommercio a quanti oggi, compresa la politica, vedono con ottimismo la risalita nei consumi. A mettere in evidenza che le ombre sono ancora dense sull’economia italiana è la ricerca di Confcommercio sulla congiuntura di maggio. Studio che fotografa una situazione in evoluzione. Certamente la tendenza è in miglioramento per quel che riguarda la ripresa della vita economica del Paese come testimonia anche la crescita del Pil al 3,7% rispetto al livello di aprile che segnava un -1,8%. “Ma stiamo parlando di un’economia sostanzialmente ancora in sofferenza”, commentano gli analisti del Centro di ricerca della Confederazione. Il recupero, infatti, è sostanzialmente “statistico” ed interessa in misura principale il settore dei servizi.

 

RISCHI DI CHIUSURE DI ATTIVITÀ

Nella realtà dell’economia e delle imprese, gli incrementi sono davvero minimi rispetto a un livello di attività che, da marzo del 2020, è stato praticamente nullo. Nel confronto con aprile 2019 emergono, in molti casi, crolli prossimi o superiori al 70%. “Ed è proprio in questi settori”, sottolinea il Centro studi, “soprattutto della filiera turistica e ricreativa, che si concentrano i rischi di chiusure di attività se non verrà data al più presto la possibilità di operare in modo meno restrittivo, oltre che a intervenire con adeguati sostegni”.“Ancora oggi”, commenta il direttore dell’Ufficio Studi Confcommercio, Mariano Bella, “molte attività dei servizi operano a ritmi estremamente contenuti.

Il terreno da recuperare è molto ampio e solo a partire da giugno, se confermate le tendenze in atto e le correlate riaperture, la ripresa potrà assumere intensità soddisfacente”. Quindi una cosa sono i numeri e le variazioni in percentuale, altra cosa sono i risultati effettivi.”Per adesso”, calcola Bella, “nonostante molti indicatori per effetto del confronto statistico con marzo ed aprile del 2020 evidenzino tassi di variazione straordinari, la crescita è ancora più un auspicio che una realtà”. Come già accaduto a marzo, il recupero dei consumi, avvenuto peraltro in mese di forti restrizioni, “è solo apparente”, rivela Confcommercio.

 

VUOTO DI DOMANDA

Guardando al confronto con aprile del 2019 si rileva come il vuoto di domanda che si è generato a partire da marzo dello scorso anno sia stato solo minimamente recuperato. Ad oggi la domanda di abbigliamento e calzature è quasi del 50% inferiore a quella di due anni fa. Il recupero di questo segmento, come di altri beni, è reso sicuramente complicato anche dalla chiusura dei centri commerciali nei weekend momento in cui è più facile per le famiglie effettuare gli acquisti.“Ancora più complicata”, conclude la nota del Centro studi, “è la situazione per i servizi legati alla mobilità, al turismo ed all’intrattenimento per i quali il deficit di consumi rispetto ad aprile del 2019 si approssima, o supera, il 70%”.

 

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