lunedì, 6 Aprile, 2020
Politica

Sfiducia senza dimissioni

Sono così bravi che non sanno nemmeno aprire una crisi di governo.

Da una decina di giorni un partito di governo ha presentato la sfiducia al governo ma finora non si è dimesso nessuno, nemmeno un sottosegretario. Molti giornali stranieri parlano della crisi di governo più strampalata e pazza che sia mai vista. Dopo che il capo della Lega ha chiesto di avere “pieni poteri” e dice che in Italia ci vuole un “uomo forte” oggi si accorge che esiste in Parlamento una maggioranza che può formare un governo senza di lui. E, preso di spavento, torna in ginocchio dai 5s e da Berlusconi per salvare le poltrone e gli strapuntini della Lega.

Oggi, pur non essendo formalmente aperta la crisi di governo, siamo tornati alla situazione del 5 marzo dello scorso anno quando il primo e il terzo partito delle elezioni politiche si accordarono per un governo cosiddetto giallo-verde.

La Lega, ponendo la sfiducia al governo, si è ora resa conto che un accordo fra primo e secondo partito del Parlamento è possibile e non sa come fare retromarcia. Sia che i 5s restino con la Lega, sia che si formi un governo con il Pd, sia che si faccia un governo tecnico, è ora evidente a tutti che Salvini non è un genio.

E pensare che voleva sfasciare l’Europa! Certo non è un uomo di Stato… Riesce perfino a fare un decreto contro lo sbarco di immigrati che poi gli viene bocciato dal Tar del Lazio. E chi decide su questo tema è ora Conte che a suo confronto appare come uno statista. Intanto gli italiani si chiedono se l’IVA aumenterà del 3%, se Alitalia chiude a metà settembre, se l’Italia avrà un commissario europeo, se le numerose aziende in crisi sopravviveranno, se la cassa integrazione che quest’anno è raddoppiata continuerà a crescere, se la ricchezza prodotta (Pil) continuerà a calare ecc ecc.

l’Italia è nei guai e Salvini che fa? Vuole andare a elezioni anticipate per incassare qualche poltrona in più. Condividiamo l’opinione di tutti i moderati che chiedono un governo di “responsabilità nazionale” che risolva i problemi e non speculi sulle paure. In questo riteniamo molto apprezzabile la posizione dell’On. Gianfranco Rotondi, Presidente della Fondazione DC che va in questo senso nonostante i mille dubbi del centro destra.

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