mercoledì, 3 Marzo, 2021
Economia

Prodotti agricoli costi in altalena. Prezzi su nei negozi, vendite di realizzo nei campi

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Brutta sorpresa per le massaie e per i conti delle famiglie. Rialzi dei prezzi del carrello della spesa si erano già manifestati a inizio mese ma ora la batosta arriva con i prezzi della frutta che salgono del 4%. Con un problema non indifferente per i fruttivendoli e grande distribuzione, quello che nei campi, complice il freddo e la deperibilità, alcuni prodotti vengono venduti a prezzi stracciati.

Così al banco alimentare i prezzi salgono nei campi subiscono un drastico calo. La responsabilità non è degli agricoltori che cercano di poter equilibrare investimenti e perdite, ma del maltempo che a gennaio ha prodotto danni a numerose colture. La Coldiretti, attenta alle oscillazioni dei prezzi e in generale al rapporto tra filiere produttive e consumatori parla di “speculazione al ribasso” con clementine e carciofi sottopagati nei campi nazionali dove ha colpito il maltempo. L’analisi della Coldiretti si sovrappone ai dati Istat relativi all’andamento dell’inflazione a dicembre che evidenziano un aumento dei prezzi alimentari dello +0.8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

A dimostrazione che l’agricoltura, come molti altri prodotti è interconnessa a ciò che accade negli altri Paesi Ue, così in questi giorni con l’Unione Europea nella morsa del gelo è scattato l’allarme per le forniture di verdure, frutta e ortaggi sugli scaffali. Carenza per effetto del crollo dei raccolti in molti Paesi a partire dalla Spagna che è il principale produttore europeo ed esportatore anche in Italia. Gli eventi climatici estremi che hanno interessato il territorio iberico con gelate e temperature polari hanno danneggiato coltivazione di agrumi e ortaggi con i prezzi che sono esplosi per i principali prodotti, dai cetrioli ai cavolfiori fino alle zucchine con effetti anche sui mercati all’ingrosso in Italia. I problemi delle variazioni climatiche, tuttavia, nelle ultime ore colpito anche l’Italia e in modo pesante. Secondo la prima ricognizione fatta dagli agricoltori le difficoltà maggiori si concentrano per le coltivazioni in campo come cavoli, verze, cicorie, finocchi, carciofi, radicchio e broccoli ma lo sbalzo termico improvviso ha inevitabilmente un impatto anche sull’aumento dei costi di riscaldamento delle produzioni coltivate in serra. Per gli acquirenti non è facile destreggiarsi negli acquisti dal momento che è chiamato a valutare più “parametri”, come qualità, convenienza, luogo di produzione. Un aiuto è dato dalla Coldiretti che ha elaborato un vademecum per la frutta e verdura dove si consiglia di verificare l’origine nazionale per essere sicuri della stagionalità, di preferire le produzioni locali che non sono soggette a lunghi e difficili trasporti e di privilegiare gli acquisti diretti dagli agricoltori. Un modo, almeno secondo i suggerimenti delle associazioni di categoria, per aiutare in un momento di difficoltà l’agricoltura e quanti ci lavorano.

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