mercoledì, 24 Febbraio, 2021
Sanità

La richiesta. Cgil, Cisl e Uil: Sì al Mes, fondi alla sanità per assunzioni, strutture socio sanitarie e ridurre i divari nord-sud

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C’è chi non lo vuole, chi lo vuole riformato e chi per intero, il Meccanismo europeo di stabilità (Mes) sarà la fine del Governo Conte, oppure il suo sofferto rilancio? Sulle tante ipotesi ora si aggiunge quella perentoria e favorevole al Mes di Cgil, Cisl e Uil. Soldi, scrivono, che serviranno al rilancio del Welfare sanitario e socio sanitario. In un documento inviato a Governo, Regioni, Comuni e presidenti di Camera e Senato, i sindacati ricordano che per loro i 37 miliardi europei del Mes rilanceranno la sanità ad iniziare dalle assunzioni, per poi potenziare prevenzione e le reti dei servizi territoriali.

E, ancora, per affrontare quelle che l’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce “le nuove epidemie”: le Cronicità, la Non Autosufficienza, il disagio mentale. Il tutto, inoltre, finalizzato a uniformare al meglio i modelli sanitari delle regioni in particolare quelli del sud, con una priorità, quella di ridurre le forti disuguaglianze tra aree urbane e quelle montane dov’è i servizi sanitari sono carenti. Il documento rivolge particolare attenzione agli investimenti del Mes per le assunzioni. I sindacati riconosco che sono in atto ampliamenti di piante organiche, “ma ancora insufficienti”, osservano, “le misure e le somme messe a disposizione dai provvedimenti legislativi approvati in questi ultimi mesi, concernenti principalmente la gestione della pandemia in atto, e ritengono che il Sistema sanitario nazionale necessiti di ingenti finanziamenti strutturati e non provvisori”.

Inoltre sollecitano come sia “prioritario avviare, d’intesa con le Regioni”, si legge nel documento, “un piano di assunzioni straordinarie stabili di medici, infermieri e professionisti sanitari, sociosanitari e amministrativi, fortemente carente a seguito dei blocchi decennali delle assunzioni, e un deciso potenziamento delle risorse per la formazione per rispondere ai nuovi fabbisogni di personale, per valorizzare le competenze e qualificare i servizi”.

In merito alle risorse, Cgil, Cisl e Uil sollecitano che siano usate sia le risorse del “Recovery Fund che il MES, che sono una grande opportunità che non può essere sprecata”. Inoltre, ricordano, come il Recovery fund abbia segnato una svolta innovativa nella politica economica della UE, “per la quale si è fortemente battuta la Confederazione Europea dei Sindacati”. Infine Cgil, Cisl e Uil, “ritengono che vada superato ogni indugio anche in merito all’utilizzo delle risorse messe a disposizione dal Mes, perché i 37 miliardi del MES”, concludono i sindacati, “che corrispondono esattamente ai tagli effettuati nella sanità pubblica negli ultimi dieci anni, sono un’occasione velocemente attuabile e irripetibile per ammodernare e rafforzare il Sistema Sanitario Italiano e i sistemi sanitari europei”.

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Redazione

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