giovedì, 3 Dicembre, 2020
Europa

Nuove disposizioni Ue. La presidente von der Leyen: da aprile 50 milioni di vaccini al mese. Impennata contagi per allentamento misure. Ecco tutte le indicazioni presentate

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“Nello scenario migliore vi sarà una disponibilità di dosi di vaccino anti-Covid fino a 50 milioni di dosi al mese, possibilmente da aprile”. La notizia è annunciata da la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen nella conferenza stampa in cui ha presentato un nuovo documento che sarà sottoposto ai governi europei, con ulteriori azioni per il contrasto dell’epidemia. La von der Leyen ha posto anche in evidenza alcuni errori che hanno portato alla impennata di contagi.

“Molte cose sono state fatte in modo corretto nella prima ondata, però le strategie di allentamento delle misure sono state troppo veloci”, ha sottolineato la presidente della Commissione Ue, “le misure sono state allentate troppo presto, ecco perché c’è l a seconda ondata, che non sappiamo neppure se sarà l’ultima”.

Von der Leyen ha parlato anche dei vaccini: “La situazione relativa alla COVID-19”, ha spiegato, “è molto grave. La risposta dell’UE deve essere più forte. Oggi variamo ulteriori misure di lotta contro il virus che vanno: da un maggiore accesso ai test rapidi all’agevolazione degli spostamenti in sicurezza, in caso di necessità, passando per la preparazione delle campagne di vaccinazione. Invito gli Stati membri alla massima collaborazione. Agendo oggi con coraggio contribuiremo a salvare vite umane e a proteggere posti di lavoro. Nessuno Stato membro uscirà in sicurezza da questa pandemia se non insieme a tutti gli altri”. Durante l’intervento della presidente von der Leyen è stato fatto il punto della situazione sui contagi.

I contagi

“L’incremento dei tassi di contagio da COVID-19”, ha spiegato Stella Kyriakides, Commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare, “in tutta Europa è molto allarmante. Serve un’azione decisa e immediata dell’Europa per proteggere vite umane e posti di lavoro, alleviare la pressione sui sistemi sanitari e contenere la diffusione del virus. Il mese prossimo compiremo il primo passo verso la creazione di un’Unione europea della salute. Nel frattempo gli Stati membri devono migliorare la cooperazione e la condivisione dei dati. È l’anello più debole del sistema di sorveglianza dell’UE che ne determina la forza. Possiamo superare questa crisi solo dando prova di una vera solidarietà europea e lavorando insieme. Insieme siamo più forti”.

Gli interventi sono stati poi seguiti dalla presentazione di un nuovo documento con le indicazioni aggiornate della commissione Ue.

Le nuove misure

Le misure mirano a comprendere meglio la diffusione del virus e l’efficacia della risposta, a intensificare i test mirati, a rafforzare il tracciamento dei contatti, a migliorare i preparativi per le campagne di vaccinazione e a mantenere l’accesso a forniture essenziali come le attrezzature per la vaccinazione, garantendo nel contempo la circolazione di tutte le merci nel mercato unico e agevolando la sicurezza degli spostamenti. Ciò avviene alla vigilia della riunione virtuale che si terrà il 29 ottobre tra i leader europei sul coordinamento in risposta alla COVID-19, in seguito al Consiglio europeo del 15 ottobre. Anche se gli Stati membri sono più preparati e meglio coordinati rispetto ai primi mesi della pandemia, i cittadini, le famiglie e le comunità in tutta Europa sono tuttora alle prese con una minaccia senza precedenti alla loro salute e al loro benessere.

La comunicazione della Commissione su ulteriori misure di risposta alla COVID-19 indica anche le iniziative da intraprendere per far fronte all’aumento dei contagi di COVID-19.

Migliorare il flusso di informazioni

“È fondamentale”, sollecita il testo, “garantire informazioni accurate, complete e tempestive sui dati epidemiologici, sui test, sul tracciamento dei contatti e sulla sorveglianza della salute pubblica per ricostruire le modalità di diffusione del coronavirus a livello regionale e nazionale”. Per migliorare la condivisione dei dati a livello di UE, la Commissione invita gli Stati membri a fornire tutti i dati necessari al Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) e alla Commissione stessa.

Nuovi test rapidi

I test sono uno strumento decisivo per rallentare la diffusione del coronavirus, puntualizza il documento. Per promuovere un approccio comune e test efficaci, la Commissione adotta una una raccomandazione sulle strategie di test per la COVID-19, compreso il ricorso a test antigenici rapidi. Tale raccomandazione definisce gli elementi essenziali da prendere in considerazione per le strategie di test a livello nazionale, regionale o locale – elementi quali la loro portata, i gruppi da considerare prioritari, aspetti chiave connessi alle capacità di effettuare test e alle risorse necessarie e indicazioni in merito ai contesti in cui può essere opportuno il ricorso ai test antigenici rapidi. La Commissione invita inoltre gli Stati membri a presentare entro metà novembre le strategie nazionali in materia di test.

Fondi per i test

La Commissione mobilita 100 milioni di euro per acquistare direttamente test antigenici rapidi e consegnarli agli Stati membri. Parallelamente sta avviando un appalto congiunto per garantire una seconda modalità di accesso a questi test. A chi viaggia dovrebbe essere offerta la possibilità di sottoporsi a test all’arrivo qualora gli Stati membri impongano l’obbligo di un test preventivo all’ingresso nel paese e non esistano le capacità di effettuare test sui viaggiatori asintomatici nel paese di partenza. Se per una qualsiasi attività sarà imposto o raccomandato un test negativo alla COVID-19, sarà essenziale il riconoscimento reciproco dei test, soprattutto in rapporto agli spostamenti.

Le app di tracciamento

Utilizzo ottimale delle app di tracciamento dei contatti e di allerta a livello transfrontaliero. Le app di tracciamento dei contatti e di allerta aiutano a spezzare le catene di trasmissione. Gli Stati membri hanno finora sviluppato 19 app di tracciamento dei contatti e di allerta, scaricate già più di 52 milioni di volte. La Commissione ha recentemente varato una soluzione per collegare le app nazionali in tutta l’UE attraverso un servizio di gateway federativo europeo. Il collegamento ha interessato per prime tre app nazionali (di Germania, Irlanda e Italia) il 19 ottobre, quando il sistema è entrato in funzione online. Molte altre app si aggiungeranno nelle prossime settimane. Attualmente sono complessivamente 17 le app nazionali che si basano su sistemi decentralizzati e che potranno prossimamente diventare interoperabili attraverso il servizio di gateway; presto ne seguiranno altre. Tutti gli Stati membri dovrebbero introdurre app efficaci e compatibili e potenziare gli sforzi di comunicazione per promuoverne la diffusione.

Vaccinazione efficace. Investiti 1,4 mld

Lo sviluppo di vaccini sicuri ed efficaci e la copertura vaccinale con tali vaccini rappresentano uno sforzo prioritario per porre rapidamente fine alla crisi. Nell’ambito della strategia per i vaccini contro la Covid la Commissione sta negoziando accordi con i produttori affinché i vaccini possano essere messi a disposizione della popolazione europea e mondiale non appena ne siano state dimostrate la sicurezza e l’efficacia. Una volta disponibili, i vaccini dovranno essere distribuiti rapidamente e somministrati in modo da garantire la massima copertura. Il 15 ottobre la Commissione ha definito i principali passi che gli Stati membri devono compiere per essere pienamente preparati e che comprendono l’elaborazione di strategie nazionali di vaccinazione. La Commissione svilupperà un quadro comune per le segnalazioni e una piattaforma per monitorare l’efficacia delle strategie nazionali di vaccinazione. Per condividere le migliori pratiche, durante il mese di novembre 2020 verranno presentate le conclusioni della prima rassegna dei piani nazionali di vaccinazione.

Comunicazione efficace con i cittadini

Una comunicazione chiara è essenziale per il successo della risposta di sanità pubblica, in quanto i risultati dipendono in larga misura dal rispetto delle raccomandazioni sanitarie da parte della popolazione. Tutti gli Stati membri dovrebbero rilanciare le campagne di comunicazione per contrastare le informazioni false, fuorvianti e pericolose che continuano a circolare e per far fronte al rischio della “stanchezza da pandemia”. La vaccinazione è un settore nel quale le autorità pubbliche devono, in particolare, concentrare gli sforzi per combattere la cattiva informazione e ottenere la fiducia del pubblico, perché non sarà consentito alcun compromesso sulla sicurezza o sull’efficacia nell’ambito del solido sistema europeo di autorizzazione dei vaccini. Non sono i vaccini a salvare le vite, ma le vaccinazioni.

Garantire forniture essenziali

Dall’inizio della pandemia l’UE sostiene i produttori per garantire la disponibilità di attrezzature mediche e farmaci essenziali. La Commissione ha lanciato un nuovo appalto congiunto per le attrezzature mediche per la vaccinazione. Per offrire agli Stati membri un accesso migliore e più economico agli strumenti necessari per prevenire, rilevare e curare la COVID-19, la Commissione proroga anche la sospensione temporanea dei dazi doganali e dell’IVA sull’importazione di attrezzature mediche da paesi terzi. La Commissione propone inoltre che gli ospedali e i medici non debbano versare l’IVA sui vaccini e sui kit per i test utilizzati nella lotta contro il coronavirus.

Favorire la sicurezza degli spostamenti

La libera circolazione all’interno dell’UE e lo spazio Schengen senza frontiere costituiscono un successo riconosciuto dell’integrazione europea; la Commissione è impegnata a garantire che gli spostamenti all’interno dell’Europa siano sicuri sia per chi viaggia sia per gli altri cittadini.

La Commissione invita gli Stati membri ad applicare appieno la raccomandazione adottata dal Consiglio per un approccio coordinato alla limitazione della libertà di circolazione. I cittadini e le imprese vogliono chiarezza e prevedibilità. Dovrebbero essere revocate le eventuali rimanenti misure di controllo alle frontiere interne connesse alla COVID-19.

– L’Agenzia europea per la sicurezza aerea e l’ECDC stanno lavorando a un protocollo di test per i viaggiatori, che dovrebbe essere utilizzato dalle autorità sanitarie pubbliche, dalle compagnie aeree e negli aeroporti per contribuire all’arrivo in sicurezza dei passeggeri. La Commissione collaborerà inoltre con gli Stati membri e le agenzie, avvalendosi del contributo dell’ECDC, per un approccio comune alle pratiche di quarantena, che sarà presentato a novembre.

– I moduli per la localizzazione dei passeggeri aiutano gli Stati membri a effettuare valutazioni del rischio degli arrivi e consentono il tracciamento dei contatti. Un progetto pilota previsto per il mese prossimo consentirà agli Stati membri di prepararsi all’introduzione e all’uso di un unico modulo digitale UE per la localizzazione dei passeggeri nel pieno rispetto della protezione dei dati.

– Re – open Ue, informazioni tempestive e accurate sulle misure sanitarie e sulle restrizioni di viaggio in tutti gli Stati membri e in alcuni paesi partner. La Commissione invita gli Stati membri a fornire informazioni accurate e aggiornate per fare di Re-open EU lo sportello unico per le informazioni sulle misure sanitarie e sulle possibilità di spostamento in tutta l’UE. È in fase di sviluppo un’app mobile Re-open EU, che sarà lanciata nelle prossime settimane.

Restrizioni da paesi non Ue

la Commissione sta presentando orientamenti relativi alle categorie di persone considerate essenziali e pertanto esentate dalle restrizioni. Gli orientamenti aiuteranno gli Stati membri a dare un’attuazione coerente alle raccomandazioni in Consiglio relative alla restrizione temporanea dei viaggi verso l’UE. Inoltre la Commissione invita ancora una volta gli Stati membri a facilitare il ricongiungimento delle persone legate da una relazione stabile e fornisce esempi dei documenti che possono essere utilizzati per attestare tale condizione.

Estensione delle corsie verdi

Da marzo l’applicazione delle corsie (“green lanes”), in particolare per garantire il passaggio delle merci alle frontiere in meno di 15 minuti, contribuisce a salvaguardare l’approvvigionamento di merci e il tessuto economico dell’UE. La Commissione propone di estendere l’approccio delle corsie verdi per garantire che il trasporto multimodale funzioni efficacemente in ambiti quali il trasporto ferroviario di merci, il trasporto di merci per vie navigabili e il trasporto aereo di merci, e per facilitarne l’applicazione pratica fornisce ulteriori orientamenti su questioni quali la documentazione elettronica e la disponibilità di punti di sosta e di rifornimento. Gli Stati membri dovrebbero garantire la libera circolazione delle merci nel mercato unico senza alcuna interruzione.

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