mercoledì, 28 Ottobre, 2020
Politica

Un voto per la stabilità

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Un primo vincitore di questa tornata di elezioni regionali, sommate al referendum sulla riduzione del numero dei parlamentari c’è ed è sicuramente il governo in carica che, alla luce dei risultati, si rivela sempre più senza alternative in questa legislatura.

Sull’attuazione del suo programma e specialmente sulla predisposizione del pianto degli interventi strategici legati al Recovery Fund, come del ricorso al MES, il Partito democratico potrà certamente ora far pesare la sua buona tenuta elettorale, tanto più significativa rispetto al ridimensionamento franoso dei consensi al Movimento 5 stelle.

Anzi, ad approfondire meglio la fisionomia del voto, il Partito democratico ottiene successi lì dove corre senza alleanze con il M5S; né perde lì dove, come in Liguria, riesce a sperimentare una candidatura comune con i pentastellati alla Presidenza della Regione.

Il futuro del governo e della legislatura è quindi ora affidato alla consapevolezza di quanto pesi la frana elettorale dei pentastellati nonostante che questi ultimi tentino di valorizzare al massimo, come fosse cosa propria, il successo dei Si nel referendum sul numero dei parlamentari.

Ma anche quest’ultimo voto, che ha visto emergere un consistente fronte del No, suggerisce l’urgenza di riforme che ne garantiscano gli obiettivi di garanzia della rappresentanza e riconducano alla decisione degli elettori la scelta degli eletti.

Un obiettivo, questo, tanto più necessario per il prestigio del Parlamento dopo lo straordinario successo, in queste elezioni regionali di liste elettorali direttamente riferite alla persona dei Presidenti eletti.

Vi sono quindi motivi di soddisfazione per il governo e per la sua maggioranza, che è tutta da ripensare quanto a pesi e influenze, ma anche di riflessione sulla natura delle scelte difficili che la attendono.

Quanto al centrodestra, sembra attenuarsi la spinta propulsiva della Lega che resta comunque il primo partito, mentre è da segnalare la crescita costante sul territorio di Fratelli d’Italia.

Purtroppo, si è ulteriormente ridotto lo spazio delle forze e dei movimenti moderati e di ispirazione centrista: ne consegue l’urgenza di una riorganizzazione di uno spazio politico che meriterebbe una più consistente valorizzazione.

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