martedì, 22 Settembre, 2020
Esteri

Elezioni USA, la partita è ancora aperta

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La campagna elettorale negli Stati Uniti procede senza esclusione di colpi tra accuse e provocazioni. I due candidati, Donald Trump e Joe Biden, designati ufficialmente dai rispettivi partiti, continuano a scontrarsi su vari fronti e con differenti strategie di comunicazione. In uno scenario pre-elettorale caratterizzato da disordini in varie città, innescati dalle proteste portate avanti dal movimento Black Lives Matters (BLM), i due competitors cercano di perseguire i propri obiettivi cercando di colpire l’avversario a suon di tweet e slogan accattivanti. Mentre il Presidente in carica utilizza parole dure e precise portando avanti il suo “Law and Order”, Biden appare più pacato e meno dinamico nel perseguire il suo “Build back Better”.

La convention democratica che ha ufficialmente designato Biden quale candidato alla Casa Bianca è apparsa spenta e poco coinvolgente, colpa anche della pandemia che ha obbligato gli organizzatori ad optare per un evento virtuale, il primo della storia nel suo genere. Lo sfidante ha giocato la carta della designazione come vice presidente della senatrice Kamala Harris, moderata, ex procuratore distrettuale di San Francisco ed ex procuratore generale della California, prima donna afro-americana ad essere candidata al ruolo di vice presidente. La mossa potrebbe sembrare più strategica del previsto. Oltre a ricercare consenso immediato per questa scelta, nel caso in cui Biden non dovesse essere più in grado di svolgere il suo mandato, la Harris subentrerebbe quale primo presidente degli Stati Uniti donna, e di colore. L’ipotesi non è poi così remota considerando l’età del candidato democratico. Biden, infatti, sarebbe il primo Presidente degli Stati Uniti ad essere eletto all’età di 78 anni. Sleepy Joe, come lo ha soprannominato Trump, non è forse così sleepy.

La convention di Trump, invece, si è svolta dal vivo con il Presidente che ha rivendicato i suoi successi: dalla gestione del coronavirus alla ripresa economica successiva allo shock subito a seguito dell’inizio della pandemia, anche se maggiore attenzione è stata posta sui successi ottenuti nel periodo pre-pandemico (taglio delle tasse, rinegoziazione di accordi commerciali con Canada, Messico, Corea del Sud, disoccupazione ai minimi storici). In sostanza Trump ritiene di essere stato un ottimo presidente e se è riuscito a fare bene nei primi tre anni di amministrazione significa che è davvero l’uomo giusto per realizzare lo slogan principe della sua precedente campagna elettorale “Make America Great Again”.

La questione più delicata che il Presidente si trova ad affrontare, se considerata in ottica elettorale, è probabilmente quella relativa ai disordini derivanti dalle manifestazioni anti razziste che stanno mettendo a ferro e fuoco alcune città degli U.S.A. Pochi giorni fa a Portland, in Oregon, una persona è stata uccisa proprio durante una manifestazione che vedeva contrapposti il gruppo BLM, i sostenitori pro-Trump e la polizia. Durante gli scontri un membro del gruppo dei Patriot Prayer, organizzazione di estrema desta pro-Trump, ha perso la vita. A seguito di questo evento il Presidente degli Stati Uniti ha criticato fortemente il sindaco della città, via Twitter, per la pessima gestione dell’ordine, in uno scambio di accuse che va avanti da alcuni giorni e attraverso il quale il primo cittadino di Portland ha accusato Trump di fomentare la violenza come strategia politica. Intanto lunedì, un altro afro-americano è stato ucciso dalla polizia a Los Angeles durante un controllo per violazione del codice della strada. La questione razziale diventa sempre più calda.

Il Presidente, con uno sforzo di saggezza, dovrebbe cercare di mitigare la situazione cercando di riportare l’ordine attraverso messaggi ed azioni volte a diffondere un sentimento di unione tra le fasce più differenziate della popolazione statunitense. Solo così può sperare di recuperare, in questi due mesi, lo svantaggio che i sondaggi esprimono nel confronto con il suo rivale. 

Sebbene le recenti proiezioni sembravano aver premiato il dinamismo del Presidente in carica e penalizzato la postura statica del suo rivale portando il tycoon a recuperare molti punti rispetto al suo rivale, i sondaggi più recenti mostrano Biden in vantaggio di circa 7/10 punti percentuali sul Presidente in carica. Mancano più di due mesi alla data delle elezioni, ma la partita è ancora aperta.  

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