lunedì, 1 Marzo, 2021
Politica

Governo parlaci chiaro. Dicci tutte le verità 

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Non è più tempo di aspettare e neanche si può stare tutti i santi giorni, in tutte le ore, davanti alla Tv ad ascoltare e vedere le solite facce di esperti e di pseudo tali, in tutte le discipline, che spifferano formule per la nostra salute, la nostra economia, il nostro modello di vita e, persino di come dobbiamo lavarci le mani, il viso e qualche altra parte del corpo.

Dicci le verità, tutte le verità, nessuna esclusa, perché sono tante le verità delle quali gli italiani si aspettano ormai, da prima dell’estate che sta per finire, risposte intorno a tutti i problemi ancora irrisolti o non portati a conoscenza a tutti noi, comuni mortali.

Dicci la verità sul fronte basilare, che ci dovrà dare un minimo di tranquillità, cioè sullo stato della ricerca e sul relativo vaccino per fronteggiare il coronavirus che sembra abbia trovato tra noi stabile dimora, forse perché siamo ospitali con tutti ed importiamo il ben di dio dal mondo intero.

Facci sapere, caro Governo, giacché siamo in tema, che ne sarà della nuova influenza autunnale e del suo rapporto di parentela col coronavirus. Riusciranno a convivere e quali aree geografiche ed umane vorranno occupare?

I medici, gli infermieri e le strutture sono pronti per far fronte ad ogni evenienza per circoscrivere focolai locali o ci troveremo di fronte ai soliti conflitti di competenza Stato/Regioni/Comuni ed Aziende sanitarie ed ospedaliere?

E queste ultime aziende sanitarie ed ospedaliere che risposta riusciranno a dare, in tempi umanamente ragionevoli, ai loro pazienti che attendono da mesi visite specialistiche periodiche di una certa gravità (visite per problemi oncologici, neurologici, ginecologici, etc.) già più volte rinviate, facendosi scudo col coronavirus?

Sono davvero tante le persone che sprecano ore al telefono, ad impostare numeri verde delle varie aziende ospedaliere d’Italia per avere notizie e reiterare dati ed informazioni in merito alle loro prenotazioni di visite ed aggiornamenti di terapie farmacologiche.

I nostri patrimoni culturali viventi (cioè gli anziani in salute e quelli con qualche problema) a quali regole dovranno sottostare, cioè quale T.s.o. (trattamento sanitario obbligatorio) sarà loro riservato per tutelare i singoli ecosistema da probabili contagi?

Caro Governo, facci sapere se le scuole apriranno davvero il 14 settembre p.v. con la presenza degli alunni e coi banchi con o senza le rotelle, magari dotati singolarmente di un sistema computerizzato che rilevi, per tutta la durata della presenza in aula, le distanze fra i banchi, nonché i dati di ogni alunno con le relative temperature corporee e ne segnalino le anomalie nei modi idonei per interventi tempestivi.

Ma sarà davvero possibile e compatibile, sia sul fronte dello spazio temporale e sia sotto l’aspetto dell’elevato rischio epidemiologico, concentrare negli stessi luoghi scolastici, benché alternati, nel giro di appena cinque giorni, presenze di ragazzi ed adolescenti e di persone adulte per adempiere al dovere civico del voto, per molti plessi scolastici Nazionale, sulle comunali, regionali e sul referendum?

Quante volte e con quali oneri dovranno essere sanificati gli ambienti utilizzati per le elezioni a distanza di appena una settimana?

Signori del Governo vi sembra corretto far iniziare l’anno scolastico il lunedì 14 settembre per poi sospenderlo il giovedì perché venerdì vi sia sanificazione, il sabato la predisposizione delle urne, domenica e lunedì giorni di votazione, martedì probabile termine degli scrutini, mercoledì santificazione dei luoghi e giovedì ripresa delle attività didattiche?

A che scopo sono state sacrificate, anzi tempo, le attività di attrazione presso discoteche a prevalenza frequenza giovanile?

Caro Governo, ti supplichiamo, dicci davvero tutte le verità perché esse, mai come ora, stanno particolarmente a cuore a noi tutti, interessano ciascuno di noi, riguardano e riflettono la nostra vita quotidiana e quella delle nostre famiglie, dei nostri figli e dei nostri nipoti. 

Dalle vostre verità dipendono tante cose: la tranquillità degli anziani, il futuro dei giovani, l’organizzazione dei fattori della produzione e dello scambio di beni e di servizi di tutti gli operatori economici, delle attività Intermedie e dei professionisti.

Dalle vostre verità dipende l’economia intera del Paese, la nostra ragione di vita, cioè il lavoro su cui è fondata la nostra Repubblica democratica che la Costituzione pone come caposaldo al primo articolo, nei Principi fondamentali.

Signori del Governo, non fatevi rincorrere o tirare per la giacchetta dagli “accalappiavoti”, specie in questi giorni di campagna elettorale in cui può sembrare fisiologica l’avidità, la bramosia di potere ad ogni costo, la conquista spudorata di “un posto al sole”, fingendo pure di dimenticare il “qui pro quo” del bonus dei 600/1.000 euro per i cui benefici di sopravvivenza ne erano stati esclusi, non a caso, persino i beneficiari di redditi di cittadinanza e quelli della cassa integrazione guadagni (cif).

Ne hanno fatto richiesta e beneficiato, invece, altre categorie assolutamente non bisognose, anche tra gli addetti ai lavori che non potevano non sapere.

Sufficienti per costoro le punizioni annunciate?

Ora, caro Governo, non ci resta che il buon auspicio di attendere notizie tempestive, certe, complete e veritiere, dalle fonti qualificate, che possano darci quella necessaria tranquillità, quella fiducia e quella serenità che solamente una squadra di governo, fedele al giuramento prestato, compatta ed onesta nelle varie scelte, possa garantire. 

Governo, parlaci chiaro, dicci tutte le verità.

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