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Joshua Wong si dichiara colpevole di “collusione con entità straniere”: il simbolo della democrazia di Hong Kong rischia l’ergastolo

Joshua Wong si dichiara colpevole di “collusione con entità straniere”: il simbolo della democrazia di Hong Kong rischia l’ergastolo

giovedì, 3 Settembre 2026
1 minuto di lettura

Il volto più noto della protesta democratica di Hong Kong, Joshua Wong, ha ammesso mercoledì la propria colpevolezza per collusione con entità straniere, reato di sicurezza nazionale che può comportare l’ergastolo.

Wong, 29 anni, è diventato un simbolo globale della resistenza giovanile contro il controllo di Pechino, ma la legge sulla sicurezza nazionale imposta nel 2020 ha di fatto cancellato ogni spazio di dissenso.

Vestito con una camicia blu scuro e occhiali neri, Wong ha salutato i presenti dal banco degli imputati dell’Alta Corte di Admiralty, respirando profondamente prima di rivolgersi al giudice William Tam, designato dal governo per i casi di sicurezza nazionale.

Tra il pubblico, anche diversi diplomatici occidentali. L’accusa ha descritto una presunta campagna internazionale condotta dal partito Demosisto, ormai sciolto, che avrebbe cercato di spingere governi stranieri a imporre sanzioni contro Hong Kong e la Cina nel 2019‑2020.

Wong è già detenuto per cospirazione alla sovversione, legata alle primarie democratiche non ufficiali del 2020, e la sua pena attuale scade a gennaio 2027. Secondo il capo d’imputazione, Wong avrebbe collaborato con l’attivista in esilio Nathan Law e altri per chiedere a istituzioni e governi esteri di adottare misure punitive.

Il suo avvocato, Derek Chan, ha chiesto clemenza, sottolineando che il giovane ha già trascorso quasi sei anni in carcere e che il suo comportamento non rientra nella fascia più grave del reato. Chan ha aggiunto che Wong ha avuto “tempo per riflettere sul percorso intrapreso e sulle conseguenze delle sue azioni”, dedicandosi alla lettura di centinaia di libri e mantenendo un atteggiamento positivo.

Il suo desiderio, ha detto, è tornare a casa per prendersi cura dei genitori anziani. Il giudice Tam ha rinviato la decisione sulla pena, promettendo di comunicarla “al più presto”.   

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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