La Giunta regionale della Puglia ha stanziato 24 milioni di euro per il 118 nel 2026. Le risorse recepiscono l’accordo con la delegazione trattante della medicina generale, operativo dal primo luglio, e si aggiungono alla quota stabilita a livello nazionale.
La misura ha due finalità: rendere più attrattivo dal punto di vista economico il servizio di emergenza-urgenza territoriale, segnato da una carenza di medici, e riconoscere ai professionisti già in servizio la possibilità di essere remunerati per ore aggiuntive, fino a un massimo di 250 per ciascun medico.
I direttori generali delle Asl dovranno rispettare i tetti di spesa e programmare in anticipo l’impatto finanziario del monte ore. Nelle prossime settimane entrerà nel vivo anche il confronto sulla riorganizzazione complessiva del 118. Il piano comprende la revisione dei turni, l’assegnazione dei medici alle aree o macroaree territoriali individuate dalle aziende sanitarie e un nuovo modello di coordinamento operativo. È prevista inoltre la progressiva trasformazione dei mezzi Victor, con soccorritori a bordo, in mezzi India, dotati di personale infermieristico.
Pentassuglia: servizio cruciale
L’assessore alla Salute e al Benessere Donato Pentassuglia ha definito il 118 un sistema cruciale per la sanità pugliese e ha spiegato che l’intervento punta a riconoscere il lavoro dei medici e ad attirare nuovi professionisti. L’assessore al Bilancio Sebastiano Leo ha collegato l’investimento alla capacità della sanità pubblica di rispondere in modo tempestivo ai bisogni dei territori.





