sabato, 24 Ottobre, 2020
Economia

Imprese, la crisi del 2020: situazione difficile già prima del Covid, urgente avere aiuti economici e puntare al rilancio

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“Sarà indispensabile, da un lato, garantire risorse finanziarie alle imprese per superare il 2020; dall’altro, agganciare una ripresa solida, che consenta alle PMI di ripagare i debiti accumulati e ripartire di slancio”. A rischio la tenuta delle piccole e medie imprese, dove le difficoltà erano evidenti anche prima della emergenza Covid ed ora in attesa di una ripresa hanno superato il limite di guardia. È la “fotografia” a tinte fosche che energie dal nuovo Rapporto Regionale PMI 2020, realizzato da Confindustria e Cerved, in collaborazione con SRM-Studi e Ricerche per il Mezzogiorno che, in un’unica pubblicazione, integra le evidenze presentate negli anni scorsi nel Rapporto PMI Mezzogiorno e nel Rapporto PMI Centro-Nord.

“Il volume di quest’anno si arricchisce”, si legge nella presentazione di Confindustria, “di un capitolo di analisi sugli impatti che il Covid-19 ha determinato sui sistemi territoriali e regionali di PMI, nonché di una sezione dedicata alla ricognizione e all’approfondimento delle misure messe in campo sia a livello europeo che nazionale per fronteggiare l’emergenza. A completare il tutto, una monografia sui potenziali effetti della Tassonomia UE per la Finanza Sostenibile, con un focus sulla capacità delle nostre imprese di sostenere gli investimenti necessari alla riconversione e sull’impatto delle nuove norme a livello territoriale”.
La parte numerica ha un suo interesse per comprendere le difficoltà e le potenzialità di un settore architrave dell’economia nazionale.

L’oggetto dell’analisi, spiega Confindustria, è lo stato di salute di 156 mila società italiane che, impiegando tra 10 e 249 addetti, rientrano nella definizione europea di piccola e media impresa e costituiscono l’ossatura della nostra economia. Con più di 93 mila società (53 mila nel Nord-Ovest e 40 mila nel Nord-Est), il Nord è l’area con la maggiore concentrazione di PMI, comunque molto presenti anche nel Centro Italia (32 mila) e nel Mezzogiorno (31 mila). Questo aggregato produce un valore aggiunto pari a 224 miliardi di euro: il 39% è prodotto da PMI localizzate nel Nord-Ovest, il 28% nel Nord-Est, il 18% del Centro e il restante 15% del Mezzogiorno.

Il Rapporto conferma come la lenta ripresa delle PMI italiane avesse esaurito la spinta già prima dell’epidemia. “Nel 2019 la natalità è tornata a calare”, si sottolinea nel rapporto, “il numero di PMI fallite è risultato di nuovo in aumento e i tassi di crescita dei ricavi si sono più che dimezzati. Su queste tendenze si è innestata l’emergenza sanitaria da Covid-19, che avrà un impatto senza precedenti sui conti delle PMI, sulla liquidità e sul grado di rischio economico-finanziario”. Proprio questo scenario così difficile, impone delle scelte che Confindustria indica.”Per questo”, fa bn presente il documento, “è necessario sostenere i processi di investimento, di riorganizzazione produttiva e occupazionale, soprattutto per quanto riguarda le PMI, che sono più esposte al rischio di chiusura e quindi alle perdite occupazionali indotte dagli effetti del Covid-19, in particolare nel Mezzogiorno”.

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