lunedì, 6 Aprile, 2020
Società

4° rapporto mafie Lazio, a Roma “regia criminale”

“Una regia criminale” che parte da Roma e si ramifica in tutto il territorio laziale. Questo il quadro che emerge dalla presentazione del quarto rapporto sulle mafie della Regione Lazio.

Secondo la Regione, si tratta di tante mafie, “diverse, tradizionali e autoctone”, che operano in autonomia ma collaborano le une con le altre. Dallo studio, realizzato tra il 1 gennaio e il 31 dicembre del 2018 e oggi presentato da Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio, le organizzazioni criminali e le reti corruttive si muovono da Roma a Latina, da Frosinone sino a Viterbo, e continuano a condizionare la vita di cittadini, degli operatori economici e degli amministratori locali. “Sotto la lente di ingrandimento in questa quarta edizione – dice il presidente dell’osservatorio, Gianpiero Cioffredi – ci sono le indagini che hanno indebolito le ramificazioni di Cosa nostra catanese nel Lazio e le sentenze emesse contro il clan Rinzivillo di Gela, attivo anche a Roma”.

“Non solo: nuovi elementi – prosegue – che confermano la graduale stabilizzazione delle cosche di ‘ndrangheta e la pervasiva presenza economica della camorra nella Capitale cosi’ come la trasformazione di alcune periferie metropolitane in laboratori di nuovi modelli criminali in cui avviene il contagio del metodo mafioso”, ha concluso Cioffredi. Una situazione che – come informa l’osservatorio – è costantemente monitorata dagli investigatori che, operazione dopo operazione, provano a decifrare questi accordi, stipulati e rinnovati intorno alla storica “pax mafiosa”. Si tratta di 103 “famiglie”, cosche e clan, nonché consorterie autoctone, che hanno operato e operano in associazione fra loro commettendo reati aggravati dal metodo mafioso e con la finalita’ di agevolare l’organizzazione criminale di cui fanno parte.

Gli indagati per associazione mafiosa nel 2018 sono 118, mentre gli indagati per associazione finalizzata al traffico di droga sono 965. Le forze di Polizia, invece, nel 2018 hanno sequestrato nel Lazio 4800 Kg di droga. I boss gestiscono nella regione business che vanno dal narcotraffico, al riciclaggio, attraverso l’intestazione fittizia di beni e attività commerciali, dall’usura alle estorsioni a danno degli operatori economici della regione.

Un dato significativo per il riciclaggio è quello riguardante le segnalazioni finanziarie sospette pervenute all’ufficio Uif di Bankitalia che arrivano a 9545 (di cui 7943 solo a Roma) collocando il Lazio al terzo posto dopo la Lombardia e la Campania. Si tratta di dati e statistiche raccolti nel Rapporto “Mafie nel Lazio”, che quest’anno per la prima volta sara’ disponibile anche in ebook scaricabile. Alla presentazione sono intervenuti Gerarda Pantalone, prefetto di Roma; Francesco Gosciu, capo centro Dia di Roma; Emma D’Ortona, segretario generale della procura generale della Corte di Appello di Roma e lo scrittore e professore Nando Dalla Chiesa dell’Universita’ di Milano.(Italpress)

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c. a.

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