giovedì, 30 Maggio, 2024
Politica

Istituto Cattaneo: in Europa non ci sarà una maggioranza di centro-destra

Secondo il voto dei 'vecchi parlamentari' dopo le elezioni sarà tutto come prima

L’Istituto Cattaneo ha divulgato un’analisi empirica dei voti espressi dai singoli eurodeputati che mostra quali alleanze sono emerse nel Parlamento europeo durante la 9a legislatura, cosa potrebbe cambiare dopo il 9 giugno. L’analisi è firmata da Salvatore Vassallo, politologo e ex deputato Pd e Catherine Fieschi. Per studiare le posizioni dei vari gruppi politici al Parlamento europeo, gli analisti politici hanno creato un dataset con tutti i dati relativi ai voti espressi dai singoli eurodeputati su tutte le votazioni tenutesi con la procedura del voto per appello nominale durante la legislatura che sta per concludersi. Ecco di seguito quanto concludono gli autori.

Da destra influenza circoscritta

“La nostra analisi dimostra, insomma, in modo inequivocabile che il discorso sulla possibile formazione di una “nuova maggioranza di centro-destra” che dovrebbe assomigliare a quelle presenti in alcuni Stati membri, tra cui l’Italia, è del tutto infondato, in quanto presuppone un’omogeneità di posizioni tra i gruppi PPE, ECR e ID che non ha alcun riscontro nella realtà, se non in alcuni specifici ambiti di politica pubblica. D’altra parte, è probabile che soprattutto i partiti aderenti a ID cercheranno di attivare una dinamica conflittuale che metta la destra e la sinistra l’una contro l’altra nei settori di policy in cui ciò è plausibile. In particolare, su tutti gli interventi relativi al Green Deal e alle politiche di transizione verso la sostenibilità, con particolare riguardo a quelli che impattano sui settori economici già più fragili e finora protetti come l’agricoltura e la pesca. La questione dell’influenza di ECR e ID è stata inquadrata principalmente intorno alla possibilità di alleanze (per quanto ad hoc) tra questi due gruppi e il PPE. La nostra analisi mostra che la loro influenza sarà reale, ma che probabilmente sarà circoscritta ad alcune questioni specifiche.

Situazioni nazionali diverse

Naturalmente, ci si potrebbe chiedere se, dopo il loro eventuale successo alle elezioni di giugno, possa verificarsi un generale riavvicinamento tra il PPE e i gruppi alla sua destra e se il PPE non possa diventare più propenso a collaborare con loro. Con ogni probabilità, ciò dipenderà dallo sviluppo delle relazioni tra i partiti nei vari contesti nazionali. Da questo punto di vista, ad esempio, la situazione italiana appare al momento molto diversa da quella francese, tedesca o polacca. In Italia, Fi, Lega e FDI, appartenenti, rispettivamente, a PPE, ECR e ID, fanno parte della stessa coalizione di governo. In Germania, l’AfD (ID) continua ad apparire completamente isolato ed è tenuto a distanza da CDU e CSU, sebbene sia in forte ascesa nei sondaggi. In Francia, il Rassemblement National (ID) ha messo in ginocchio i repubblicani ed è difficile immaginare che le relazioni tra loro diventino amichevoli in futuro. In Polonia, i membri del PPE sono i diretti avversari del PiS (ECR). Anche i dati a nostra disposizione non sembrano indicare che questo “generale avvicinamento” sia tanto plausibile (…).

Reggerà la coalizione centrista

Le votazioni degli ultimi mesi del 2019 sono state aggregate a quelle del 2020, mentre quelle dei primi mesi del 2024 sono state aggregate a quelle del 2023. Questo perché se si prendono in considerazione periodi più brevi, si rischia di dare importanza a fattori casuali, come ad esempio la circostanza che in un determinato trimestre siano state sottoposte all’esame dell’Aula questioni sulle quali esiste un’intesa particolare tra il PPE e i partiti alla sua destra o con quelli alla sua sinistra.

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, considerando il tentativo di bloccare la legge sul ripristino della natura, durante l’ultima parte dell’attuale legislatura del PE, nel complesso, le posizioni di PPE, ECR e ID si sono avvicinate solo leggermente. Nel caso dell’ECR, in particolare, erano ancora più distanti rispetto alla prima parte della legislatura, fino al 2021. D’altra parte, è chiaro che, a partire dal 2023, la distanza tra il PPE e i gruppi alla sua sinistra (S&D, G, L) è aumentata. Questo potrebbe essere dovuto a un normale ciclo pre-elettorale o a qualcosa di più profondo. Infatti, come abbiamo già sottolineato, il crescente appeal dei partiti della sinistra radicale e dei Verdi sugli elettori di centrosinistra, e dei partiti della destra radicale sull’altra sponda, potrebbe spingere i partiti mainstream (da una parte e dall’altra) ad assumere posizioni più estreme e ad allontanarsi dal tradizionale centro di gravità della “grande coalizione”. Così, mentre i dati mostrano che su un gran numero di questioni politiche la coalizione centrista reggerà, potremmo aspettarci che, nel tempo, occasionali alleanze con una destra numericamente più forte possano creare una polarizzazione finora sconosciuta in quella che è la più consensuale delle istituzioni. Naturalmente, se una strategia orientata alla polarizzazione e al confronto tra i tradizionali “pilastri politici” del progetto europeo prenderà piede dipenderà anche dalle strategie che entrambi i protagonisti, S&D e PPE, decideranno di perseguire.”

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