domenica, 14 Aprile, 2024
Esteri

Putin, le minacce e la paura del riarmo dell’Occidente

"Non ci ritireremo dall'Ucraina"

Lo zar si appresta a vincere le ennesime elezioni farsa. Fa la vittima ma non la pecorella. Il suo è il ringhio minaccioso di chi fa strame del diritto internazionale, invade Paesi sovrani, si macchia di stragi efferate e accusa gli altri delle malefatte che commette lui.

La vera forza di Putin è il regime dittatoriale e violento che ha instaurato da oltre 20 anni e che sta portando a livelli staliniani. Al suo popolo impedisce di conoscere la verità usando il mix velenoso della propaganda e della repressione senza limiti. Spento ogni barlume di libertà di stampa e di dissenso, Putin racconta ai russi le fiabe che gli fanno più comodo. Le carceri sono piene di dissidenti, molti di loro giovanissimi che hanno osato criticare l’aggressione all’Ucraina. Chi non è d’accordo con lui e non finisce in orride prigioni viene ingoiato dal buio del nulla.

La mancata modernizzazione

Putin non è riuscito a modernizzare il suo Paese, a dargli una vera struttura industriale e non ha migliorato le condizioni di vita delle masse che continuano a vivere in povertà. Dietro il cerone di ricchezza ostentata di Mosca e di San Pietroburgo si nascondono le rughe profonde di una società in cui solo una ristretta élite di ricchissimi se la gode, mentre per gli altri poco è cambiato dai tempi del comunismo.

Il neo-imperialismo nazionalista

Putin ha puntato tutto sul nazionalismo imperialista e sul folle disegno di ricostituire quella che fu l’Unione Sovietica, con la sacrilega benedizione del Patriarca Kirill. Mentre strizzava l’occhio all’Occidente, stringeva il cappio del gas intorno al collo della Germania, metteva le sue bandierine in Cecenia, nell’Ossezia del sud, nell’Abkhazia, espandeva la sua influenza in Siria, organizzava colpi di stato in Africa, metteva basi aeree in Libia, invadeva la Crimea. E l’Occidente continuava a sottovalutarlo opponendogli sanzioni all’acqua di rosa.

L’azzardo della guerra in Ucraina

Poi Putin ha giocato la carta pesante dell’aggressione all’Ucraina. essere una guerra lampo. Dura da due anni con centinaia di migliaia di morti. Le sanzioni dell’Occidente sono diventate presto un colabrodo. Gli aiuti militari a Kyiv non sono stati dati ben calibrati nella tempistica. Putin canta vittoria e mostra i muscoli con i missili ipersonici, le armi nucleari e i droni sottomarini pronti a colpire chiunque voglia opporsi al suo disegno imperialista.

Il necessario rafforzamento militare dell’Occidente

Putin si lascia scappare però una frase: ”L’Occidente cerca di trascinare la Russia in una corsa agli armamenti”. E’ quello che lo preoccupa di più. Negli anni ‘80 fu proprio questa corsa a piegare il regime sovietico e farlo crollare. Purtroppo le dittature conoscono solo la logica della forza: se sei più debole di loro ne approfittano se invece mostri di fare sul serio e hai più risorse da spendere, anche i dittatori più sbruffoni vengono a miglior consiglio. Su questo dovrebbero riflettere quanti non capiscono che la pace si costruisce con la dissuasione e che per dissuadere i dittatori dalle aggressioni servono armi più forti di quelle di cui dispongono loro. Le buone parole fanno solo il gioco degli aggressori di professione

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