mercoledì, 23 Settembre, 2020
Attualità

Baby boom 2021-2022

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La pandemia dichiarata dall’OMS, soprattutto dopo il dilagarsi del covid-19 in Italia, ha evidenziato la grave fragilità delle strutture istituzionali ed economiche del nostro Paese, basato su una (vecchia) economia di relazioni, che all’uscita dalla crisi dovrà fare i conti con un quadro sociale e di disoccupazione allarmante e desolante, con il rischio di grave deficit di liquidità monetaria.

Il virus ha evidenziato, più che in altri Paesi, che la nostra popolazione è sempre più “vecchia” e quindi, in situazioni di emergenza, più di altre esposta a rischi di ogni genere.

Un Paese vecchio è un Paese senza futuro. L’ultimo baby boom risale agli anni 1971/1972: il trend demografico è sempre in progressivo veloce decremento.

Questa grave emergenza ci deve far riflettere sulla necessità che le prossime misure economiche siano misure non solo idonee a “salvare” l’esistente, ma anche a rilanciare un baby boom 2021-2022, con incentivi alle famiglie (incentivi economici nella misura di 7.000,00 euro l’anno per i primi 5 anni, misure lavorative adeguate per accompagnare il percorso educativo dei primi 3 anni, etc. etc.). 

Ciò sia per ringiovanire ora la popolazione sia per far ripartire l’economia gravemente compromessa dal covid-19.

I nati nel 2021, infatti, tra 25 anni saranno quelli che affronteranno i temi e le sfide (occupazione, previdenza, sanità, clima, mediterraneo) dei 50enni di oggi: senza un immediato baby boom la società del 2046 si troverà ancor più invecchiata e incapace di far fronte alle proprie necessità o emergenze.

Inoltre, vista la crisi industriale ed occupazionale, il baby boom avrebbe l’effetto di essere una delle migliori risposte e misure anticicliche nel breve periodo attraverso le risorse economiche messe in campo dalla finanza pubblica dello Stato unita a quella delle famiglie, in solidarietà circolare.

È il momento di scommettere e rischiare sul futuro: “non c’è generazione senza novità” (Talmud). Non c’è novità più utile per questo Paese che invertire ora il trend demografico e creare le condizioni del baby boom incoraggiando le famiglie con idonee e immediate misure finanziarie, con impiego delle risorse infruttifere immobilizzate presso Cassa DDPP, il Fondo F2I, Fintecna, e i dividenti di Enel e Eni che potrebbero essere destinati in parte a tali misure, indistintamente dal reddito pro-capite, per non essere discriminatori sulle nuove nascite.

Anche la spesa per il baby boom andrebbe sottratto al patto di stabilità con gli altri membri dell’UE perché non sarebbe spesa corrente ma il miglior investimento umano che possa fare una umanità, che ha trovato le sue basi nei valori di solidarietà del dopo guerra.  

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