lunedì, 26 Febbraio, 2024
Politica

La premier Meloni alla Dc riunita a Saint-Vincent: “Con la riforma costituzionale inizierà la Terza Repubblica”

Rinasce la Dc e rinasce la garanzia della politica moderata e riformista. Politica certificata dalla tre giorni dei democristiani, a Saint Vincent, verso la quale la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha espresso un forte riconoscimento. Il vostro partito, ha scritto la premier: “ha avuto la lungimiranza di sposare la scelta occidentale e ha rappresentato, per svariati decenni, il blocco sociale anticomunista, il partito dei corpi intermedi, della borghesia produttiva e dei ceti popolari.” Come centrodestra, si legge ancora nella lettera, siamo “la sintesi di tutte le idee maturate nell’alveo della tradizione conservatrice e cristiano- liberale.” Il nostro, ha sottolineato la premier, “è un centrodestra moderno e dinamico, che fa tesoro delle diversità ed è capace di governare con realismo, concretezza e competenza, portando avanti un programma chiaro e basato su un approccio valoriale.”

Politica fondata sui valori

E quindi i valori: “della famiglia, della Patria, della libera impresa, della sussidiarietà e dell’appartenenza all’Occidente, valori che affondano le radici in una storia che, da sempre, ci vedono alternativi e profondamente distanti dalla sinistra”. “Anche per questo – aggiunge Meloni – sono convinta che chi viene dalla tradizione dei democratici cristiani non possa non stare saldamente nel centrodestra”. Valori e coerenza e concretezza di governo di cui si è ampiamente discusso durante la convention e dove è stato presentato il simbolo rinnovato della Democrazia Cristiana con l’indicazione del senatore Gianfranco Rotondi quale presidente. Rotondi che, tra l’altro ha ricevuto la tessera numero 1 del partito e che ha lanciato anche l’avvio del tesseramento: “abbiamo rispolverato anche un vecchio motto, rinnegare no, rinnovare sì”, ha detto Rotondi, ricordando una sostanziale differenza tra chi aveva militato nella Dc: ovvero “noi, sempre nel centrodestra, e coloro che se ne sono andati nel Pd.” La “nostra scommessa”, ha aggiunto il presidente della rinnovata Democrazia cristiana è Giorgia Meloni, “una scelta ragionata” che ci ha portato fino a qui in “un cammino lungo che, ne siamo consapevoli, non sarà una passeggiata.” Infine Rotondi ha annunciato un “coordinamento stretto con Fratelli d’Italia che durerà minimo 28 anni, tanto quanto è durato quello con Berlusconi.”

Democrazia dell’alternanza

Nel messaggio ai congressisti Dc la premier ha anche richiamato alla “responsabilità storica di consolidare la democrazia dell’alternanza e accompagnare finalmente l’Italia, con la riforma costituzionale che questo Governo intende portare avanti, nella Terza Repubblica.” In questo i nuovi diccì sono convintamente al fianco del Governo; “un Governo”, ha detto l’onorevole Giampiero Catone: “che ha rimesso l’Italia a testa alta nei consessi europei e internazionali. Il nostro Paese è l’ottava potenza mondiale e la seconda manifatturiera in Europa, non deve più andare in giro per il mondo col cappello in mano.”

La Politica estera

E là dove si parla, consapevolmente di Politica, il primo tema che affiora è quello della politica estera. Così il capogruppo dei deputati di Fratelli d’Italia, Tommaso Foti: “la politica estera è la politica principale di un Paese e il Governo Meloni sta facendo proprio questo.” Dal memorandum tunisino, alla leadership manifestata al G20 in India, all’impegno per un’Europa politica e non tecnocratica al sostegno incondizionato all’Ucraina e a Israele. Foti ha citato l’astensione dell’Italia alla risoluzione Onu: “una risoluzione – ha detto – che non condannava Hamas. Che non diceva che Israele ha il diritto a difendersi. Come poteva essere sostenuta?” Stesso ragionamento di Stefano Caldoro, presidente del Nuovo Psi, secondo il quale è pur vero che “Francia, Portogallo e Spagna hanno deciso diversamente, ma la posizione italiana si colloca in un contesto ampio e riconosciuto di politica internazionale e di stabilità. Abbiamo abbracciato la logica europea e multilaterale dei nostri partner. Sostenere una linea differente, come ha fatto la sinistra, significava rinnegare i nostri partner internazionali.” Anche il deputato Ettore Rosato, ex presidente di Italia Viva ora in Popolari Europeisti e Riformisti, ha sottolineato che in politica estera un Paese “deve esprimersi con una voce sola. All’Onu – ha continuato – è stata presa una posizione responsabile assieme agli Stati Uniti che hanno una posizione complementare alla nostra.” Infine, nonostante all’opposizione, Rosato si è detto convinto che “questo Governo durerà cinque anni.”

Centro destra nazionale

Convinzione di tutti i partecipanti e soprattutto del capogruppo Foti, che sulla tenuta della maggioranza, e di un allargamento, ha fatto cenno all’esperienza del Popolo della Libertà, “un’intuizione geniale, purtroppo mal gestita.” Questa volta non si faranno gli stessi errori: “siamo passati – ha spiegato Foti – dal centro-destra al destra-centro, ma vi ricordo che Fratelli d’Italia nacque come ‘centro destra nazionale’ a significare che vi era la volontà precisa e indiscussa di rimanere nell’area che rappresentiamo.” Secondo Foti, “è giusto avere un centrodestra plurale, dove le formazioni portino il loro contributo di idee e di tradizione politica, e soprattutto collaborino a una sintesi di un’azione politica e di governo”. “Le famiglie politiche e le correnti ci sono sempre state”, ha aggiunto il capogruppo di Fdi, “ma è diverso dal voler mettere bandierine politiche: se leggo che stiamo massacrando la casa con l’introduzione della cedolare secca, e lo dice la segretaria del Pd Schlein, posso capirlo. Ma se lo dice un esponente della maggioranza, mi preoccupo.” Le insidie ci sono e le diversità di vedute sono parte della politica, ma tutti hanno sottolineato la forza del centro-destra nella società e in Parlamento.

La legge di Bilancio

Altro tema caldo, la manovra di Bilancio, sulla quale lo stesso Foti ha affrontato alcuni capitoli come le accise sui carburanti, superbonus e cedolare secca: “sto vedendo una situazione kafkiana: facciamo una legge di bilancio da 28 miliardi di euro, mettiamo un miliardo sulle famiglie, 5 sul rinnovo dei contratti della Pubblica amministrazione, che non è poco, 3 sulla sanità, che non è poco, mettiamo 10 miliardi sul taglio del cuneo. E stiamo parlando della scissione dell’atomo: se dovessimo aver effettivamente messo mano alla cedolare secca per la ragione per cui è nata, lo capirei. Ma stiamo parlando di una parentesi della cedolare secca”. Quanto alle accise sui carburanti, Foti ha ripetuto: “non abbiamo mai parlato di abolizione ma di riduzione. L’abolizione delle accise non si può fare, la normativa europea lo impedisce”. “Si può parlare di un riposizionamento delle accise sulla media di quelle che ci sono in Europa sulla benzina – ha aggiunto -. Noi siamo superiori del 7-8% rispetto alla media europea. Questo si sarebbe potuto fare se dall’altra parte non si fossero fatte certe scelte: Draghi è stato bravissimo a tenere in piedi una grande coalizione con tantissime contraddizioni, ma non dimentichiamo che il suo tentativo di stoppare il bonus 110% venne scartato a priori, nonostante fosse annunciato. Cubava 20 miliardi all’anno per i prossimi 4 anni, esattamente la differenza che ci sarebbe stata sulle accise se questa vicenda non avesse avuto il peso che ha avuto”.

Patto federativo Dc e Nuovo Psi

A chiusura della convention 2023 della Democrazia cristiana è stato sottoscritto anche un documento che federa la Democrazia cristiana e il Nuovo Psi di Stefano Caldoro. Le organizzazioni federate rinnovano il patto “per rafforzare e ampliare offerta politica del centrodestra italiano e per garantire pieno sostegno al Presidente Giorgia Meloni e all’azione di governo”. “La comune esperienza, la condivisione di percorsi all’interno di culture politiche che hanno rappresentato la storia del nostro Paese, quella cattolica popolare e quella socialista riformista”, si legge ancora, “impegnano la Democrazia Cristiana con Rotondi e il nuovo Psi, Riformisti e Liberali ad un accordo federativo. I due movimenti politici si muoveranno in coerenza con la scelta di campo fatta nel 1994, quella di sostenere la coalizione del Polo delle Libertà e del Buon Governo e di schierarsi nel centrodestra al fianco del presidente Silvio Berlusconi”.

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