martedì, 27 Febbraio, 2024
Attualità

Al varo di “Comunichiamo Green” pubblico delle grandi occasioni

Il nuovo mensile de "la Discussione"

“Comunichiamo Green”, il mensile de La Discussione, – per una nuova cultura e pratica in difesa dell’ambiente -, nasce sotto i migliori auspici. L’iniziativa editoriale è stata presentata al Dinner party tenuto mercoledì sera alla Casina di Macchia Madama, una delle più affascinanti dimore storiche di Roma. Tra gli ospiti molti protagonisti del Governo, delle Istituzioni, tra questi il presidente della Camera Lorenzo Fontana, i ministri Matteo Piantedosi, Gilberto Pichetto Fratin, Adolfo Urso, Maria Elisabetta Alberti Casellati e Raffaele Fitto, l’ex ministro Angelino Alfano e i deputati Gianfranco Rotondi, Giorgio Mulè, Giovanni Donzelli. I leader di impresa come Gianni Lettieri e Claudia Salvestrini, direttrice del consorzio PoliEco, e dell’Associazionismo, come Ettore Prandini presidente di Coldiretti, il vertici del WWF con il presidente Luciano di Tizio, tra le personalità il vescovo Antonio Staglianò presidente della Pontificia accademia di teologia e vescovo emerito di Noto.

Mensile delle buone pratiche

I numerosi presenti  sono stati accolti dalla direttrice editoriale de La Discussione. Anna La Rosa, dall’onorevole Giampiero Catone e dal direttore responsabile Giuseppe Mazzei.
“Sarà un mensile sempre accanto alle aziende, al Made in Italy. Racconterà le buone cose che il governo, le Regioni e le Istituzioni faranno per farci vivere meglio”, ha sottolineato Anna La Rosa. Molti e preziosi per “Comunichiamo Green”, i suggerimenti avuti dagli ospiti nel dibattito animato dalla direttrice editoriale.

Ambiente e legalità

“Un onore essere invitato da una testata storica”, ha esordito  il ministro degli interni Matteo Piantedosi, “come Ministero grande attenzione ai temi ambientali, pensiamo alle ecomafie o hai tanti interessi che ha la criminalità organizzata come nella produzione delle rinnovabili o nella gestione del ciclo dei rifiuti. Segnalo come nostra importante iniziativa, la totale riconversione dei mezzi dei vigili del fuoco con l’energia elettrica. Se dovessi scrivere un’editoriale sul vostro giornale, punterei su questo”.

Gli obiettivi da cogliere

“Transizione ecologica, gli obiettivi posti dall’Europa per il 2030-2050 sono sfidanti”, ha spiegato Adolfo Urso ministro per le imprese e il Made in Italy, “sfida difficile per il sistema industriale europeo sociale stare al passo di questi obiettivi per le condizioni di partenza. L’attuale commissione aveva preparato il tutto in un contesto prepandemico. E quindi penso alle difficoltà trovate in questo periodo come la mancanza di un chip per l’auto o un elemento primario per un farmaco. La guerra è in atto da 18 mesi, facendo schizzare l’energia alle stelle. Insomma, sono cambiati gli asset strategici. Qualcosa, in Europa, deve cambiare. Tramite il Pnrr il mio dicastero avrà ulteriori 8 miliardi che saranno usati a sostegno delle imprese e della transizione ecologica a cui crediamo fortemente. Ma bisogna convincere l’Europa a coniugare i due binari ecologici e digitali con la sostenibilità del nostro Paese”.

Agricoltura, attenti al clima

Sui temi della tutela dell’agricoltura, dei cambiamenti climatici e della formazione ha insistito il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini. “Oggi l’agricoltura più sostenibile è in Italia, noi siamo un esempio. C’è la necessità di interloquire a livello nazionale ed europeo. Il Pnrr è di fondamentale importanza, non bisogna sprecare nulla, investendo su un asset straordinario, quello delle infrastrutture”. Per il leader di Coldiretti è tuttavia necessario puntare sulla formazione e sulla innovazione. “Sono scelte fondamentali per il futuro, penso al mondo degli istituti tecnici, abbiamo bisogno di persone preparate per le future innovazioni. Filiera agricola?”, si chiede Prandini nel raccontare come dia cambiato il lavoro, “Per anni l’hanno considerata come un settore residuale: oggi ha 4 milioni di occupati ed è la prima voce per importanza del Pil in generale nella filiera dell’’agroalimentare. Ci preoccupa una visione miope  di parte dell’Europa, la delocalizzazione senza regole che hanno peggiorato l’impatto ambientale”.

Ecologia, impegno e solidarietà

Un invito particolare è arrivato dall’imprenditore Gianni Lettieri.
“Per collegarmi, a quello che hanno detto i ministri Urso e Piantedosi, sull’ambiente credo che sia un argomento talmente importante per noi, per le nostre famiglie, per i nostri figli che uno la mattina quando si alza, c’è chi  è abituato a fare determinate cose, ma la prima cosa che deve pensare è: ‘io che posso fare per agevolare la transizione ecologica, per agevolare l’ambiente?’Credo sia una questione di educazione, se non partiamo tutti da questo principio sarebbe difficile risolvere questo problema nel breve tempo che abbiamo a disposizione. Per quanto riguarda il mio settore e quindi gli imprenditori, noi abbiamo delle grandi responsabilità. Spesso il problema ecologico”, ha osservato Gianni Lettieri, “viene trattato come un fastidio, come un costo, ma credo in realtà sia un ‘upside’ per l’impresa. Sono due anni che facciamo il bilancio solidale approvato e certificato, è un costo, ma a breve, solo chi è miope può considerarlo un costo. Credo invece che quello sia per i nostri clienti, per i fornitori, per gli stakeholders una cosa positiva, perché guardiamo a quello che sta intorno, all’ambiente, alle famiglie. Stiamo partendo con un investimento importante”.

Essere fuori dal coro

Un auspicio particolare è stato formulato da Claudia Salvestrini, direttrice del Consorzio Polieco.
“Faccio gli auguri a questa rivista che si smarchi dall’enorme numero di riviste ambientali presenti. Questo mensile deve smarcarsi proprio sul target del lettore a cui si deve rivolgere: linguaggio semplice ma concreto, perché poi è il lettore che fa la differenza. Il mio consorzio”, ha spiegato Salvestrini, “ne faccio ormai parte da 25 anni, devo dire che al Consiglio di amministrazione siede anche un partner come Coldiretti, visto che buona parte dei rifiuti agricoli sono di nostra competenza e voi non avete idea di quanto incida un imballaggio plastico sull’impianto di produzione rispetto ad un altro. Dal 2006 mi occupo di traffici illeciti di rifiuti, sono stata la prima a denunciare questo fenomeno ma non sono stata ascoltata nel mio paese. Mi ha ricevuto l’Interpol e l’Eurojust, mi hanno interrogata per 8 ore, hanno verificato le mie notizie e si sono resi conto che il fenomeno era reale. Ringrazio le forze dell’ordine italiane perché noi siamo al primo posto, troviamo i traffici illeciti mentre gli altri non li trovano. Forse, vedi l’Olanda, c’è il desiderio smanioso di non perdere l’opportunità di un business perché poi alla fine i rifiuti partono dai porti e i porti non sono così lieti di cedere un business. Lei pensi”, ha spiegato Salvestrini, rivota ad Anna La Rosa, “che la prima volta che sono andata a Gioia Tauro il direttore del porto mi disse: ‘ma non è che adesso verrà a compromettere il traffico dei nostri porti?’. Non era un compromettere, ma un aiutare”, ha sottolineato la direttrice della PolieCo, “Io credo che in Italia ci sia la necessità di una formazione. Noi stiamo pagando lo scotto di una politica dei no, molte volte dettata da associazioni che neanche sapevano di cosa stessero parlando”. “Noi siamo sotto dimensionati nell’impiantistica e così facendo alimentiamo le maglie dell’illegalità così facendo”, ha infine osservato Claudia Salvestrini, “perché anche cercare di snellire le procedure autorizzative, che non vuol dire non controllare, ma significa accertare e accertarsi che l’imprenditore quando ha un’ottima tecnologia possa realizzarla. Noi avevamo un impianto di produzione di olio carburante da plastica pescata in mare, avevamo la regione disponibile, l’imprenditore che investiva, l’impianto disponibile per la raffinazione e non si è potuto realizzare perché mancava la norma. Lo hanno realizzato in Slovenia”.

Più energia pulita nella vita

Infine un accorato augurio e appello è arrivato dal vescovo Antonio Staglianò presidente della Pontificia accademia di teologia. “Mi pare che la mia presenza possa essere un tassello di questa transizione ecologica di cui tanto si parla, perché se per transizione ecologica intendiamo anche immettere nella vita degli esseri umani un po’ di energia pulita, la prima cosa che bisogna pulire sono i pregiudizi”, ha spiegato il
Vescovo, “Il primo grande pregiudizio è questo: se parla un vescovo o un prete ci mettiamo tutti in un atteggiamento religioso, diciamo la preghiera… c’è questa concezione della religione e della fede come qualcosa di intimistico, sicuramente è profondamente intima, ma è intimo anche il cuore che va convertito. Una cosa è essere intimi e una cosa è essere intimistico, una cosa è essere devoto, un’altra cosa essere un qualcosa da sacrestie. Siamo stati educati a questo, purtroppo. Sono stato invitato per discutere e fare discorsi vuol dire far circolare parole”, ha osservato il presidente della Pontificia accademia di teologia, “con un minimo di sensatezza e logicità. Io proporrei un nuovo vocabolario, un tentativo di recuperare le parole importanti riportandole al loro significato, comprendendo che ogni parola ha una mappa di significati, non uno solo”.

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