venerdì, 3 Aprile, 2020
Politica

Schiarite ed interrogativi

Non ci sarà nel “Mille proroghe” un emendamento che riguardi il tema della prescrizione: lo avrebbe deciso il governo, eliminando il rischio, denunciato da Renzi e da Costa, di una scelta di dubbia costituzionalità, rilevata a quanto si apprende, anche dai competenti uffici di Camera e Senato.

Il decreto sul Mille proroghe potrà così ottenere la fiducia qualora il governo decida di porla; la materia del contendere, cioè la prescrizione, potrà essere inserita in uno specifico disegno di legge.

Sembra così evitato, salvo sorprese, il rischio di una crisi di governo, in prossimità sia del referendum sulla riduzione del numero dei parlamentari, sia delle elezioni che interesseranno un gruppo importante di Regioni.

Nel merito delle scelte, per imporre un sì immediato al lodo che modificava in termini molto discutibili l’applicazione della prescrizione sembra quindi che Renzi l’abbia spuntata sui partner di maggioranza. Resta però aperta la questione di fondo, cioè quella di una nuova fisionomia applicativa della prescrizione sulla quale permangono le forti riserve di Italia viva.

Sarà interessante vedere quanto questo scampolo di serenità recuperato potrà indurre il governo ad uscire da un lungo periodo di immobilismo, non più accettabile con il brusco calo della produzione industriale, la rarefazione dei posti di lavoro e il crollo demografico che sta svuotando il Mezzogiorno e penalizzando il futuro dell’intero Paese.

Una condizione di aspra difficoltà, quella che sta vivendo la nostra economia, aggravata dai riflessi dell’epidemia di coronavirus e che richiede al governo una capacità di decisione e di mobilitazione delle risorse, unite ad una revisione della pressione fiscale, che finora non c’è stata.

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