martedì, 25 Giugno, 2024
Esteri

Tajani: Italia protagonista nella difesa della libertà. Imprese pronte alla ricostruzione

Per ricostruire l’Ucraina, stando a fonti di Governo interne, servirebbero 750 miliardi di dollari, 14 miliardi solo per le esigenze più urgenti secondo la Banca Mondiale. Un vero e proprio Piano Marshall come quello attuato dagli Stati Uniti per la ricostruzione dell’Europa dopo la Seconda Guerra Mondiale, ricorda il cancelliere tedesco Olaf Scholz. E poi c’è il fattore tempo, i tanti anni che dovranno essere impiegati per la ricostruzione, dieci esclusivamente per la diga di Kakhovka. Solo di case danneggiate o distrutte si stima siano 1,5 milioni, oltre a migliaia di scuole e ospedali e senza contare le tante mine disseminate in tutto il territorio. Per mandare un segnale tangibile di fiducia e sostegno nel futuro dell’Ucraina, 61 Governi, istituzioni finanziarie internazionali, 400 aziende e rappresentanti della società civile ucraina si sono riunite, in una due giorni a partire da ieri, a Londra per una nuova “Ukraine Recovery Conference” con l’obiettivo di parlare del dopo conflitto prima ancora che la guerra sia finita, considerato il grande sforzo di risorse e investimenti che occorreranno nel breve e lungo periodo. “Ricostruendo l’Ucraina stiamo ricostruendo molto più di un Paese, ricostruiamo il mondo intero per la nostra e le generazioni future”, ha spiegato Volodymyr Zelensky, intervenendo in video collegamento alla Conferenza internazionale di Londra.

Tajani: per rilancio economia ucraina necessario impegno corale

Presente per l’Italia il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che dopo un breve bilaterale con il segretario di Stato americano Antony Blinken, ha ribadito l’impegno pubblico e privato italiano per la ricostruzione, sottolineando anche l’importanza ricoperta dalla conferenza nella nostra Capitale. “Dopo Roma in aprile, oggi riuniti a Londra per discutere di ricostruzione Ucraina e ripristino della legalità internazionale. Necessario continuare con impegno corale per arrivare a pace giusta. Sistema imprenditoriale italiano pronto a investire per il rilancio economia ucraina #URC2023″, ha dichiarato attraverso un tweet. Tajani ha anche fatto sapere che “il nostro know how è pronto per l’Ucraina. L’Italia è un Paese industriale e sono pronte anche le nostre 4mila piccole e medie imprese”. Sostegno annunciato anche da parte del Regno Unito, che fornirà un ampio pacchetto finanziario, tra cui 3 miliardi di dollari in ulteriori garanzie per sbloccare i prestiti della Banca mondiale e 240 milioni di sterline in assistenza bilaterale.

Infrastrutture critiche, abitazioni, sostegno alle PMI imprese

La conferenza è stata organizzata congiuntamente da Regno Unito e Ucraina, per dare seguito alla conferenza dell’anno scorso a Lugano, alla quale, nei mesi scorsi, si sono succedute a Parigi, Berlino e Roma altre conferenze bilaterali sulla ricostruzione. “Il nostro obiettivo – ha spiegato il primo ministro ucraino, Denys Shmyhal – è mobilitare il maggior sostegno internazionale possibile e stabilire meccanismi in modo che gli aiuti arrivino in modo tempestivo e regolare”. Tre gli aspetti chiave all’esame: la prima ricostruzione, il ruolo degli investimenti privati e quello delle regioni. Uno dei progetti più ambiziosi e costosi dopo la Seconda Guerra mondiale, ha ricordato l’ambasciatrice britannica a Kiev, Melinda Simmons, sulla Ukrainska Pravda, per le quali saranno richieste a Kiev alcune riforme strutturali per assicurare il rispetto dello stato di diritto, l’indipendenza della magistratura, la tolleranza zero per la corruzione e la trasparenza dell’amministrazione pubblica.

Von der Leyen: “Vogliamo che l’Ucraina diventi membro della Ue”

Ma la riunione esprime soprattutto un valore politico, di conferma di una volontà comune di difesa del diritto internazionale, perché difendere l’Ucraina significa difendere le regole.  “È impossibile raggiungere la pace senza la giustizia – ha dichiarato Tajani da Londra -. La giustizia è la libertà dell’Ucraina. Se vogliamo preparare un futuro migliore, se vogliamo preparare la piena partecipazione dell’Ucraina all’Ue e alla Nato, dobbiamo lavorare per la ricostruzione tutti insieme”. E di pace ha parlato anche Zelensky che ha delineato cinque aree in cui Kiev ha iniziato a creare una base per la pace: “La prima è il potenziale per l’unità. La seconda è il potenziale per la stabilità. La terza è il potenziale per la crescita. La quarta è il potenziale per la sicurezza. E la quinta, estremamente importante, è il potenziale per la democrazia”.

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