lunedì, 17 Giugno, 2024
Salute e Lavoro

A bordo campo non basta il VAR… serve l’ecografo

La prevenzione del rischio lesione muscolare durante la prestazione professionale di un calciatore ed una corretta e rapida gestione dell’evento, costituiscono per gli staff sanitari delle squadre di calcio, una delle condizioni operative maggiormente diffuse in quest’ambito lavorativo, in considerazione dell’estensione dell’assicurazione obbligatoria degli infortuni sul lavoro agli sportivi professionisti da oltre venti anni, anche nel caso di previsioni di tutela con polizza privatistica, trattandosi di un evento in cui non è possibile far ricorso a dispositivi di prevenzione e protezione. Gli infortuni muscolari, infatti, rappresentano il 31-46% di tutti gli infortuni che si registrano nel calcio professionistico causando per il 37% dei giocatori coinvolti di saltare allenamenti e partite.

Ecco perché ha riscosso piena condivisione scientifica, apprezzamento e generale interesse, l’esperienza sull’uso di un ecografo di ultima generazione, anche “a bordo campo” per verificare tempestivamente l’entità delle lesioni muscolari e seguirne costantemente l’evoluzione per un rapido recupero dell’atleta, presentata nel corso di un meeting organizzato allo Stadio Arechi di Salerno, da Italo Leo, medico sociale della US Salernitana e Marcello Zappia, docente di radiodiagnostica all’Università del Molise e consulente scientifico della stessa società, alla presenza di addetti ai lavori di numerosi club di serie A e dell’Amministratore delegato della Salernitana Maurizio Milan, pronto a sostenere, detto, tali innovative iniziative, finalizzate alla tutela della salute e al benessere del team.

“Abbiamo introdotto l’uso dell’ecografo sul campo di calcio, ha sottolineato Italo Leo, convinti dell’efficacia di questo apparecchio anche ai fini della prevenzione di complicazioni delle lesioni muscolari diagnosticate, per pianificare una rapida ripresa del professionista. Si tratta di un percorso scientifico che ha intrapreso la Salernitana che si svilupperà ben presto anche in altri settori della Società”.

Secondo Ekstrand, studioso della tematica, in media, una squadra di calcio maschile di alto livello, con una rosa media di 25 giocatori, può aspettarsi 18 infortuni muscolari per stagione e di questi 7 colpiranno gli hamstrings, 3 il quadricipite, 5-6 l’inguine e 2-3 il polpaccio.

Hanno partecipato all’evento, come faculty, alcuni dei maggiori medici esperti del settore, tra cui Raffaele Canonico e Francesco Di Pietto, della SSC Napoli Calcio, Gianni Nanni, del Bologna FC, Giulio Pasta del Parma Calcio, Enzo Silvestri radiologo consulente della Sampdoria e Virtus Entella, Luca Maria Sconfienza responsabile dell’Unità Operativa di Radiologia Diagnostica e Interventistica all’IRCCS Ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio, Gianfranco Vallone dell’Università del Molise.

Un recente studio condotto dalla UEFA da Haglund, ha definito dei criteri molto rigidi sulla definizione di infortunio nel gioco del calcio, considerandolo un vero e proprio infortunio sul lavoro: trattasi di un evento che avviene durante un allenamento o un match, e che ne causa l’assenza nei successivi allenamenti o match. La gravità di un infortunio viene classificata come minima (1-3 giorni d’assenza), lieve (4-7 giorni), moderata (8-28 giorni) oppure grave (oltre 28 giorni). Dai dati presenti in letteratura, l’esame ecografico nel gioco del calcio risulta una metodica di prima istanza nello studio del paziente con sospetto trauma muscolare. È un’indagine, infatti, rapida, accurata, permette di effettuare un bilancio spaziale e funzionale delle lesioni muscolari traumatiche, è di agevole esecuzione, non invasiva, economica e facilmente ripetibile, data la necessità di controllo nei giorni successivi al trauma (evoluzione dell’ematoma).

Il monitoraggio ecografico a 15 giorni dal trauma consente di evidenziare la tendenza o alla normale cicatrizzazione del danno muscolare o alla diastasi dei monconi con la presenza di un ematoma che evolve in cisti sieroematica con conseguente modifica del programma riabilitativo. Il controllo a circa 4 settimane dal trauma consente di evidenziare il ripristino anatomico del muscolo oppure la comparsa di complicanze che tendono ad evolvere in esiti di traumi. L’indagine ecografica con studio dinamico (videoregistrazione), nella fase di contrazione muscolare, permette di valutare meglio la lieve retrazione delle componenti muscolari dei distretti studiati. L’indagine ecografica può essere quindi impiegata senza restrizione del follow-up terapeutico e nella valutazione delle eventuali sequele.

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