venerdì, 18 Settembre, 2020
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Il suicidio assistito di Matteo Salvini

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La giunta per le autorizzazioni a procedere, con il voto determinante dei componenti leghisti ha detto sì alla richiesta del Tribunale dei Ministri di processare Salvini. Come si è giunti a questo esito paradossale? Il caso Gregoretti è del tutto sovrapponibile al caso Diciotti. Anche questa volta il Procuratore della Repubblica di Catania ha stabilito che si deve archiviare perché addirittura non sarebbe stato commesso alcun reato. Di contrario avviso è stato il Tribunale dei Ministri che ha inoltrato la richiesta di autorizzazione a procedere.

Le forze politiche che costituiscono l’attuale maggioranza di governo hanno dichiarato che avrebbero votato per la concessione dell’autorizzazione. Il primo passo avrebbe dovuto essere la votazione nella commissione per le autorizzazioni a procedere; tale votazione avrebbe dovuto verificarsi entro 30 giorni dall’arrivo della documentazione del tribunale. Questo termine non perentorio sarebbe scaduto prima delle votazioni per le elezioni regionali in Emilia Romagna e Calabria. I giallo–rossi, dal momento che le attività delle Camere sono state sospese dal 20 al 26 gennaio per consentire ai Deputati e Senatori di partecipare alla campagna elettorale, pretendevano che la giunta dovesse riunirsi dopo le elezioni   pur essendo la giunta per le autorizzazioni organo differente dalle comuni commissioni. Questo perché l’assenza di alcuni Senatori e Deputati nel solo pomeriggio di lunedì 20 avrebbe potuto compromettere per loro l’esito della consultazione elettorale. A questa spiegazione il grande Totò avrebbe replicato “ma mi facciano il piacere!

“La vera ragione, e sono molti esponenti della maggioranza a dirlo, è che un voto contro Salvini avrebbe il potere di favorirlo elettoralmente. Non se ne vede il perché. Tutti coloro che hanno deciso di votare i candidati del PD lo faranno comunque dal momento che le forze di governo hanno già dichiarato che voteranno per mandare Salvini a processo. Anzi dovrebbe accadere il contrario perché molti indecisi e anche molti favorevoli, visto le consistenti possibilità che il Capitano si sia macchiato di un così grave reato, dovrebbero abbandonarlo. E allora? Allora c’è, che gli esponenti giallo-rossi temono che molti elettori possano pensare che questa sia una manovra per far fuori giudiziariamente un avversario politico.

Tutti i magistrati devono essere come la moglie di Cesare: neanche sfiorati dal sospetto. Diceva però Andreotti, che a pensar male si fa peccato ma ci si azzecca quasi sempre. Legittimo quindi per Salvini aver chiesto il rispetto dei termini cosa, che si è concretizzata con la votazione in Giunta per il regolamento con il voto favorevole della Presidente del Senato. Nessuna legge e nessun regolamento vietava alla Casellati di farlo; si tratta solo di una consuetudine violata anche dalla presidente grillina della Commissione Giustizia che con il suo voto ha fatto bocciare la proposta Costa sulla abolizione della prescrizione processuale. Il voto della Casellati, probabilmente inopportuno, però è legittimo e quindi legittima la convocazione della Commissione. I membri della maggioranza si sono astenuti dal rispondere alla convocazione allo scopo di far apparire Salvini non come una vittima ma come un fuggiasco salvato temporaneamente dal proprio partito. Il capitano leghista ha risposto a questa manovra machiavellica con una azione altrettanto furbesca per apparire agli occhi degli elettori esattamente come lo vuole la maggioranza, un reo di gravi delitti. Contraddittorio il fatto che Zingaretti nel caso Diciotti lo attaccava perché sfuggiva al processo e ora lo attacca perché accetta di farsi processare. Come proseguirà questa vicenda? Se almeno 20 senatori lo chiederanno il Senato dovrà pronunciarsi con voto palese, altrimenti Salvini andrà a processo.

È facile prevedere che Forza Italia e Fratelli d’Italia chiederanno il voto in aula.  Come si comporterà la Lega? Non è affatto detto che voterà a favore dell’autorizzazione al processo; essendo una decisione sulla persona potrebbe essere concessa libertà di voto secondo coscienza. Dal momento che l’esito è già scritto sarebbe opportuno che questa responsabilità se la prenda l’attuale maggioranza. Ora voglio proporre ai miei lettori un piccolo esercizio di ragionamento logico. Dal momento che i due episodi (Diciotti e Gregoretti) sono identici ci sono solo due possibilità: o Salvini è colpevole, oppure è innocente.  Se Salvini è colpevole, votando per salvarlo il Movimento 5 Stelle ha commesso nel caso Diciotti una grave ingiustizia per tutelare un proprio interesse essendo al governo con la Lega. Se invece Salvini è innocente votando per farlo processare l’ingiustizia la commetterebbe adesso. Quanto a Salvini, trovandosi in tribunale da imputato ha tutto il diritto di difendersi come meglio crede. Le udienze potrebbero trasformarsi in uno spettacolo televisivo e se la Corte non concedesse l’autorizzazione alle riprese televisive andrebbe contro l’invocata trasparenza e darebbe la sensazione che c’è qualcosa da nascondere Sarà interessante sentire cosa dichiareranno come testimoni Conte, Di Maio e Toninelli con l’obbligo di dire la verità. Sarebbe difficile da capire, se Salvini fosse condannato, come mai non lo sarebbe anche il Comandante della nave che ha eseguito un ordine mediante il quale è stato perpetrato un reato così grave. Il Segretario della Lega potrebbe calarsi nel ruolo di Danton che sotto processo, essendo un bravo avvocato, si difese abilmente, e potrebbe pronunciare le sue stesse parole “se io difendo me stesso è per difendere quello cui aspiriamo” Non bastò a salvargli la testa, ma la sua condanna fece, non molto tempo dopo, cadere anche quella di Robespierre che lo volle far condannare.

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