giovedì, 22 Ottobre, 2020
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Orizzonte Taranto: una risposta alla crisi Mittal

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C’è qualcosa di nuovo nella città dei due mari che potrebbe segnare una svolta non solo nella gravissima crisi aziendale e sociale legata alle vicende dell’impianto siderurgico ex Ilva ma anche nel metodo con cui potere pubblico e professionisti possono affrontare situazioni analoghe.

La politica non ha in tasca la soluzione di tutti i problemi e dovrebbe sistematicamente far ricorso al confronto non solo con gli stakeholders direttamente interessati ma anche con la più vasta platea di soggetti privati che possono dare un contributo di idee sulla base delle loro professionalità. Ma questo non avviene mai, sia per miopia delle forze politiche, sia per un atteggiamento di chiusura delle amministrazioni pubbliche, sia anche per una certa inerzia dei soggetti privati che spesso rimangono alla finestra invece di “mettere le mani in pasta”, studiare i problemi e proporre soluzioni.

L’Ordine degli Ingegneri di Taranto, guidato dal Presidente Giovanni Patronelli, a metà novembre del 2019 ha lanciato una originale iniziativa. Ha inviato una lettera ai presidenti degli Ordini degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, dei Geologi,degli Avvocati, dei Chimici, dei Consulenti del Lavoro, dei Dottori Agronomi e dottori Forestali, dei Dottori Commercialisti e degli Esperti contabili, dei Farmacisti, dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, dei Medici Veterinari, del Collegio degli Agrotecnici, del Collegio dei Geometri e Geometri laureati, del Collegio dei Periti Agrari e dei Periti Agrari laureati, del Collegio dei Periti industriali e dei Periti industriali laureati.

In questa lettera Patronelli invitava i suoi colleghi a mettere insieme le loro competenze per definire un piano di azione, definito #Orizzonte Taranto, da sottoporre all’attenzione dei tavoli tecnici che si occupano della crisi dell’ex Ilva.

L’obiettivo è definire alcune possibili soluzioni per delineare una strategia di sviluppo per la città e il suo territorio.

A questa lettera, che Patronelli definisce una vera e propria “chiamata alle armi“, hanno risposto positivamente tutti gli Ordini, alcuni dapprima singolarmente e poi tutti i facenti parte del Comitato Unitario delle Professioni.

Alla consultazione su ampia scala sono stati invitati anche i sindacati e il confronto è ovviamente aperto anche gli Enti locali, Regione, Comune, Provincia e con varie associazioni e Università.

In breve tempo si sono svolte una serie di riunioni di analisi e di approfondimento.

“I lavori -spiega l’ing. Patronelli- vengono condotti utilizzando una tecnica diretta e strutturata, finalizzata alla gestione di riunioni organizzate per prendere decisioni, produrre stime e previsioni, esplicitare in modo condiviso preferenze e/o priorità”.

Gli scenari presi in considerazione nelle varie analisi sono tre: il mantenimento dell’impianto siderurgico, un suo ridimensionamento, una  sua definitiva chiusura.

Abbiamo svolto a dicembre le tre sessioni di lavoro programmate: la prima con i professionisti, la seconda con le associazioni e la terza con sindaci e rappresentanti di enti e consorzi …. si è trattato di un confronto aperto, come ovvio che fosse.

Per sommi capi, come detto, tre gli scenari intorno ai quali disegnare un nuovo “Orizzonte per Taranto”.

La risposta è stata soddisfacente e nelle prossime settimane l’Ordine degli Ingegneri traccerà la sintesi di questo interessante e articolato lavoro. “Non prima di aver chiuso la sessione con le associazioni della città, con le quali ci siamo aggiornati al 7 gennaio” conclude Patronelli.

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