mercoledì, 29 Maggio, 2024
Società

Covid, scienza, etica e fede

Questo Capodanno, con grande rammarico di noi tutti, si apre nel segno di una rinnovata minaccia pandemica. Il Covid19 , che ha flagellato le nostre comunità per quasi tutto il 2020 e una buona metà del 2021, rialza la testa in Cina. Il timore è che si possa essere costretti a tornare ai sacrifici e alle restrizioni che non abbiamo dimenticato, e soprattutto che il nostro Sistema Sanitario aggravi i suoi limiti.

La devastazione indotta dal Covid, che è stato emergenza sanitaria, sociale, antropologica, è andata infatti ben oltre il triste computo delle vittime e dei ricoverati. Danni ancora più ingenti sono stati provocati dalla mancata risposta preventiva o curativa alle patologie non-Covid, a cominciare da quelle oncologiche non meno quelle formative scolastiche e della personalità dei Giovani, futuro del nostro Pianeta. Un bis sarebbe esiziale. Il fatto che il Ministro della Salute sia un medico fa confidare in risposte tempestive e concrete.

Ma non sono  solo queste paure che ci preoccupano. In tutto ciò che  avviene c’è un ammaestramento prezioso. Sono stati in tanti, durante le prime ondate della pandemia a elogiare la zero-Covid policy del regime cinese, al punto che autorevoli saggisti si sono spinti a esaltare la forza delle dittature rispetto alle debolezze e fragilità delle democrazie. Oggi abbiamo la prova provata che nascondere i dati, segregare la popolazione, imporre condizioni inumane non è servito a nulla.

Di più: sappiamo che il comportamento del regime cinese, che ha prodotto in proprio vaccini dimostratisi poco efficaci, o comunque meno protettivi  di quelli occidentali, dimostra che la libertà, l’accessibilità dei dati, la concorrenza ,anche quella degli interessi della Big Pharma, produce risultati migliori di sistemi basati sulla fedeltà ai poteri nazionalistici.

Va detto senza arroganza che la Scienza ha vinto sull’ideologia. Per quanto possano blaterare i no-vax e i produttori di fake news, l’Occidente è riuscito a riaffermare il suo primato e i suoi valori per la migliore tutela del genere umano . Non lo dico per un fideismo acritico nei confronti dei vaccini (la scienza non conosce dogmatismi), ma per senso della realtà. E lo dico con orgoglio di credente, perché questo primato è stato costruito anche grazie a una Fede, l’unica che non considera il sapere peccaminoso o blasfemo.

Ricordate l’episodio di Tommaso negli Atti degli Apostoli. Il discepolo non crede alla comparsa di Gesù in Emmaus e proclama che crederà solo quando avrà visto e toccato con mano. E il Redentore, alla sua nuova apparizione, non lo scomunica e non lo danna: lo invita anzi a provare il suo metodo, a toccare la piaga nel suo costato e le stimmate sulle sue mani. E gli dice «Hai visto, Tommaso, e hai creduto. Beati coloro che non vedranno e crederanno» Il Dio cristiano invita benevolmente i Suoi figli a credere con il cuore, prima che con i sensi. Ma non condanna, non allontana da sé chi vuole “complicarsi la vita” utilizzando anche la ragione, la sperimentazione, la scienza.

La scienza non è nemica di Dio. Specialmente se sa coniugare i princìpi della Ragione, della Scienza, dell’Etica  con i comandi dell’anima, la competenza con l’empatia, il sapere con la fraternità. Ho sempre ritenuto che essere medico significasse questo. Mi auguro, e auguro a tutti, che si possa nel 2023 tenere fermo questo proponimento.

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