giovedì, 22 Febbraio, 2024
Economia

Pnrr. Il Governo: centreremo gli obiettivi. Gentiloni: insieme rimuovere le strozzature

I ministri Giorgetti e Fitto: tempi stretti, necessario semplificare il Piano

L’Unione europea chiede spiegazioni all’Italia sullo stato di realizzazione del Piano nazionale di Ripresa. Una ricognizione nell’ambito all’Evento annuale: “Italia Domani” sul Pnrr, tenuto congiuntamente dalle autorità italiane e dalla Commissione europea. Iniziativa questo anno organizzata dalla Guardia di Finanza, con Giuseppe Zafarana comandante generale della Guardia di finanza, che ha augurato il buon lavoro ai relatori. Il confronto ha fatto emergere gli elementi positivi ma anche i ritardi da recuperare. Paolo Gentiloni, commissario all’Economia a Bruxelles ha sottolineato il lavoro fatto, ma per la task force Ue rimane il rischio per l’Italia di perdere i fondi.

Dai Governi un buon lavoro

“Fin qui il nostro Paese ha dimostrato grande capacità di mantenere gli impegni”, ha osservato Gentiloni, “penso che dobbiamo dare atto al governo precedente di aver lavorato bene. Il Governo attuale sta lavorando altrettanto bene: la missione della Commissione ha verificato in questi due giorni il livello di impegno straordinario che c’è da parte di tutte le nostre amministrazioni”. A rassicurare il Commissario all’Economia è stato il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. “In questi giorni”, ha puntualizzato, “stiamo lavorando intensamente per conseguire i 55 obiettivi del II semestre 2022, per poter presentare a Bruxelles la terza richiesta di pagamento entro la fine di dicembre prossimo. Siamo già a buon punto e centreremo sicuramente anche questo traguardo”. Sulla necessità di centrare i risultati a “breve tempo” ha insistito anche il ministro degli Affari europei Raffaele Fitto che ha ricordato la prossima scadenza l’obiettivo immediato del 31 dicembre”, perché ha fatto presente, “non possiamo permetterci di non centrare questo risultato”.

Gentiloni: pronti a collaborare

Nel confronto ancora il Commissario all’Economia Paolo Gentiloni ha voluto ricordare che “I servizi della Commissione sono non solo disponibili, ma pronti continuamente a collaborare per risolvere queste difficoltà, strozzature, singoli progetti che incontrano problemi concreti”. Una osservazione che suona come il una mano tesa alle possibili esitazioni o problemi dell’Italia nel definire la messa in opera dei prossimi progetti del Pnrr. “Questa collaborazione che è in corso sarà fondamentale per rendere l’attuazione del piano possibile in tutti i suoi aspetti, per vedere”, ha fatto presente Gentiloni, “quello che c’è da correggere e per farlo mentre si lavora per attuare gli impegni presi”.

Giorgetti: impegno massimo

Una apertura di fiducia e sinergia ben accolta dal ministro Giorgetti che ha ribadito l’impegno dell’Italia sui molteplici fronti aperti del piano.
“Stiamo investendo su nuove politiche volte a incoraggiare la transizione ecologica e la trasformazione digitale; su nuovi servizi per migliorare il mercato del lavoro e creare nuove occasioni per lavoratrici, lavoratori ed imprese; su nuovi paradigmi di istruzione e formazione; sul potenziamento della ricerca, il rafforzamento dell’assetto infrastrutturale nel settore del trasporto ferroviario. Ma non si tratta solo di investire risorse finanziarie”, ha evidenziato il Ministro dell’economia, “Uno dei principi guida del Piano è che nessuna strategia d’investimento può esprimere da sola tutto il suo potenziale, se non è integrata da ambiziose riforme strutturali”.

Giustizia, PA e Appalti

Nella esposizione di ciò che sarà collegato al Pnrr ancora Giorgetti ha voluto ricordare l’ampiezza operativa del Piano di Ripresa, “che include fondamentali riforme di carattere trasversale, come Giustizia e Pubblica amministrazione, nuovo codice Appalti, legge sulla Concorrenza; e settoriali, come lavoro sommerso, disabilità, trasporti pubblici locali”. “Si tratta di riforme molto importanti”, ha sottolineato in conclusione Giancarlo Giorgetti, “che dovrebbero incidere su produttività e competitività del sistema Italia nel medio e lungo termine”.

Fitto: tempi stretti e problemi oggettivi

Se gli impegni sono chiari il tempo però è già nelle strettoie di un conto alla rovescia. Lo ha ricordato il ministro degli Affari europei Raffaele Fitto, che tuttavia ha assicurato che sugli obiettivi di dicembre “l’intero governo è impegnato, dalla cabina di regia a singoli ministeri, la nostra proiezione è al 2026”. Nel contempo però ci sono anche ragioni oggettive che frenano le realizzazioni ha osservato Fitto. “La lettura del programma» del Pnrr ci indica la necessità di una valutazione ambito per ambito”. Quindi ha puntualizzato, come vanno comprese “per ragioni oggettive”, ossia la guerra in Ucraina le “difficoltà” dovute ad esempio ai costi di energia e materie prime. Il lavoro del Governo sul Pnrr si inserisce così per il ministro: “in un sistema complesso che necessita di un forte processo di semplificazione per migliorare la qualità della spesa e anche la sua efficaci”. Ben venga secondo il ministro italiano degli Affari europei quella “costante collaborazione”, tra istituzioni nazionali e locali, per “raggiungere degli obiettivi”, e tra tutti quella “augurata semplificazione necessaria e indispensabile”.

Il monito dei Commissari UE

Attenti ai progetti e si tempi, si è invece mostrata la task force dell’Unione, in particolare Eric von Breska. “Il Recovery non è solo investimenti ma anche riforme. Ci aspettiamo che l’Italia le faccia. So che per il Paese è difficile avere autorizzazioni ad esempio per il solare, le procedure richiedono molto tempo e se ti serve molto tempo per averle c’è il rischio che i progetti non si materializzeranno in tempo. Quindi serve che l’Italia pensi alle riforme sull’energia”. Tuttavia Eric von Breska ha lanciato una avvertenza. “Gli investimenti sulle rinnovabili sono essenziali, i fondi di Repower Eu si possono utilizzare dal 2023 al 2026, non ci sarà un’estensione”. In altri versi il Governo italiano deve “pensare a progetti maturi, già disegnati, perché se non sono pronti e non si riesce a farli, li perdete”. Il clima però tra Task Force e Italia rimane buono e ti fattiva collaborazione. Il vice capo della task force Ue, Declan Costello ha infatti rassicurato. “Questa settimana siamo qui per la terza richiesta di fondi. Torneremo a Bruxelles incoraggiati perché si stanno facendo progressi, siamo abbastanza ottimisti che la terza richiesta possa essere portata a termine in tempo”. Con una apertura significativa che Declan Costello concede anche al problema dei costi in aumento. “La Commissione Ue è pronta a guardare con attenzione ad adeguamenti”, ha osservato infine il vice capo della task force Ue, “se necessari, su specifici progetti. Ma stiamo parlando di soltanto di investimenti. Non si può tornare indietro e ridurre l’ambizione delle riforme”.

Condividi questo articolo:
Sponsor

Articoli correlati

Piano Mattei e Tunisia. Meloni accelera su aiuti

Maurizio Piccinino

Draghi in Parlamento. “Italia laica e pluralista, DDL Zan parola alle Camere non al Governo”

Anna La Rosa

Il muso duro di Salvini con gli alleati seppellisce la vecchia coalizione. La doppia crisi del centro-destra

Giuseppe Mazzei

Lascia un commento

Questo modulo raccoglie il tuo nome, la tua email e il tuo messaggio in modo da permetterci di tenere traccia dei commenti sul nostro sito. Per inviare il tuo commento, accetta il trattamento dei dati personali mettendo una spunta nel apposito checkbox sotto:
Usando questo form, acconsenti al trattamento dei dati ivi inseriti conformemente alla Privacy Policy de La Discussione.