mercoledì, 8 Febbraio, 2023
Salute e Lavoro

Lavoratrici in menopausa, rischi da prevenire

L’indifferenza e il silenzio dell’Azienda di fronte alle donne in menopausa costringe, molto spesso le lavoratrici ad abbandonare il lavoro. A volte la menopausa diventa la motivazione che costringe le donne a lasciare il lavoro. Ma in questa scelta quanto peso ha il mancato supporto da parte del contesto lavorativo?

La menopausa è un’esperienza spiacevole. I dati, per esempio, rilevano che tre donne su quattro soffrono di vampate di calore improvvise, talvolta percepite come motivo d’imbarazzo. Le vertigini e le difficoltà nella concentrazione sono altri effetti diffusi. Inoltre la maggior parte delle donne in menopausa soffre di insonnia, almeno in modo occasionale. Questo può avere un impatto sia sulle prestazioni lavorative sia sull’atteggiamento nei confronti del lavoro da parte delle donne che si trovano in questa fase.

Un sondaggio di diversi anni fa del magazine dedicato alle madri lavoratrici Working mother media e dell’azienda farmaceutica Pfizer aveva rilevato che quasi la metà delle donne ritiene che i propri sintomi rendano più difficile la vita lavorativa e una su cinque ha affermato di aver modificato, per questa ragione, la propria routine. Uno studio ben più recente del 2020 citato dal giornale statunitense Washington Post ha mostrato che più problemi hanno le donne con la menopausa più le loro prestazioni lavorative ne risentono.

In una pubblicazione recente dell’INAIL viene sottolineato che nel nostro Paese le donne, dato l’innalzamento dell’età pensionabile, potrebbero trascorrere circa 15-20 anni della vita lavorativa in menopausa. Durante tale periodo, i dati statistici indicano che le malattie cardiovascolari rappresentano la principale causa di morte, superando di gran lunga tutte le forme di neoplasie, compreso il cancro della mammella. Alcuni fattori di rischio eliminabili, in quanto correlati a scorretti stili vita, sono il fumo di tabacco, l’eccessivo consumo di alcool, una dieta non equilibrata e la scarsa attività fisica.

La menopausa è un evento fisiologico per la donna caratterizzato da profondi cambiamenti ormonali che si verificano generalmente tra i 45 e i 55 anni. Il processo è progressivo, può determinare una sintomatologia la cui durata può durare da qualche mese a qualche anno e può aumentare il rischio per le malattie cardiovascolari (ipertensione arteriosa, infarto cardiaco, ictus cerebrale), osteoporosi e diabete di tipo 2 soprattutto se vi è un concomitante incremento di peso, esponendo le lavoratrici ad un rischio indiretto lavoro correlato.

Diversi studi sulle lavoratrici in menopausa, precisa INAIL, hanno mostrato che la sintomatologia associata a questo ‘delicato’ periodo si ripercuote negativamente sul lavoro sia per il numero di assenze dovute alle cure (fino all’abbandono del posto di lavoro) che per la riduzione della capacità lavorativa dovuta a stanchezza, insonnia, perdita di concentrazione e diminuzione della memoria. L’osteopenia e l’osteoporosi determinano l’aumento del rischio di patologie muscolo scheletriche con maggiore possibilità di fratture e lussazioni per infortuni.

Agire sul posto di lavoro attraverso la promozione della salute sul lavoro, prevista, peraltro, dal testo unico 81/08, è una buona strategia di prevenzione e rassicurazione che può essere svolta in qualsiasi luogo previo coordinamento tra le figure della sicurezza e salute in azienda. L’informazione e la formazione vanno rivolte anche al personale dirigenziale che può rendere l’ambiente di lavoro consono alle esigenze delle lavoratrici in questo particolare periodo della vita, anche in ottemperanza alla normativa vigente che prevede la valutazione del rischio tenendo conto dell’età e della differenza di genere.

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