domenica, 26 Gennaio, 2020
Attualità

Meglio domani. Ma il potere è un non luogo

Tutto da rinviare. Nessuna decisione ormai è possibile. La politica ha intrapreso il percorso del rinvio e sopravvive con questo. L’approvazione del MES? Meglio domani, rinviamo la discussione e l’approvazione eventuale al 2020. La riforma della prescrizione? Meglio domani. Oggi pensiamo a sopravvivere.

Tutto si rinvia, anche l’acquisto dei regali natalizi, che come ogni anno ci prendono parte del tempo …. e dei nostri soldi, ormai pochi a dire il vero, è meglio rinviarlo a domani; così ci pensiamo ancora un po’ e ci teniamo in tasca il denaro e quel poco di potere che ci illudiamo esso rappresenti. 

Lo stesso discorso della politica che rinvia, a domani, per evitare di rinunciare, da subito, al potere che si illude di avere. Ignorando però, che il potere è un non luogo. Il potere è un non luogo inesistente, un luogo che non si raggiunge mai perché quando si pensa di averlo raggiunto si scopre che si trova più in là. Si sposta sempre più in là, il potere. Rinviando le decisioni, si perde anche quel minimo di speranza di restare in movimento verso quel luogo inesistente. 

Si susseguono le inchieste e gli arresti per corruzione di funzionari pubblici, imprenditori e cittadini comuni.

Tutto  sembra essere pervaso dalla corruzione. Tutto sembra si svolga in nome di un potere che si attribuisce a questo o a quel funzionario o a questo o quel politico, ma che in realtà nessuno ha. Non è bastata ai funzionari dello Stato e ai Politici, la lezione del processo Andreotti, dove, tutti credevano che ad un uomo di potere come lui, nulla poteva succedere e, invece, per lui furono chiesti un paio di ergastoli. E non è bastata neppure, agli imprenditori, tutta la vicenda Tangentopoli. Prima o poi, se ci si comporta fuori della legge, si finisce nella curiosità di qualcuno e nei tavoli delle Procure.

La storia sembra non insegnare più nulla a nessuno. Osserviamo i fatti, li commentiamo, le televisioni ne faà show ma non impariamo nulla. Se capita l’occasione cercano di inventarsi cose, sempre più perverse, per aggirare appalti e affidamenti pubblici. ANAC e controlli di tracciabilità monetaria non fermano nessuno, o almeno non fermano i grandi faccendieri.

Anni fa parlavamo di Francesco Pazienza e lo descrivevamo come il più grande faccendiere d’Italia, e le “trame atlantiche”, per mutuare il titolo di un famoso libro edito dalla Feltrinelli, imperversavano in tutta Europa.

Di trame italiane, oggi, ne scopre molte la magistratura, e di improvvisati mini faccendieri ne vediamo molti. Ognuno si costruisce la propria trama per arrivare a quel “Potere” che come abbiamo detto è un luogo irraggiungibile. 

Anche questo articolo sarà meglio pubblicarlo domani. Quando lo troverete pubblicato, sappiate che è stato scritto ieri.

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