martedì, 10 Dicembre, 2019
Politica

Non è la quantità ma la qualità delle cose che conta. Esistiamo perché comunichiamo

Quasi tutti i giornali a parlare delle migliaia di persone che si riuniscono con disegni di sardine in mano, nelle piazze d’Italia.

Sono tanti, è vero! Ma cosa dicono oltre a dire di volersi opporre a Salvini? Noi li abbiamo già invitati ad esporre con compiutezza le loro idee su queste colonne, però non si sono ancora fatti sentire. Fateci fare una battuta: sarà che i pesci non parlano?

Non conta essere in tanti, non bisogna compiacersi dei numeri. Occorre che ci siano poche ma chiare idee su come voler cambiare le cose che non vanno. Se per assurda ipotesi Salvini sparisse, le sardine che fine farebbero?

Se il movimento ittico riuscisse ad elaborare un programma di governo proprio, sarebbe certamente meglio. La voglia di riempire le Piazze, specialmente ora che si avvicina Natale, è grande per tutti, ma non basta.

Alcuni commentatori stanno facendo delle sardine i nuovi grillini. Il “vaffa day” dell’8 settembre 2007 però è stata una svolta/rivolta che difficilmente si potrà ripetere.

Ed i grillini, allora, convogliarono quasi tutto il dissenso, piuttosto grave che serpeggiava in Italia, evitando forse movimenti violenti e disastrosi.

La storia è di esempio ma non si ripete. Beppe Grillo non è ripetibile, anche perché si evolve e si adatta alle circostanze. Insieme a Casaleggio ha dato vita ad un modello di comunicazione che oggi diamo per scontato ma che senza Grillo non sarebbe emerso così velocemente. A dire il vero neppure così tanto velocemente, dal 2007 al 2018 ne sono passati 11 di lunghi anni. Luigi Di Maio nel 2007 aveva 22 anni. Chissà se partecipò a quella rivoluzione della comunicazione. Il blog di Grillo nacque ancora molti anni prima. È nel blog che è maturata l’idea di voler cambiare l’Italia.

La comunicazione, ora, è quasi più importante di quello che si fa. Se non si sa comunicare diventa quasi inutile fare. Gli effetti del fare hanno bisogno di molto tempo per evidenziarsi, quelli della comunicazione sono immediati. E la nostra vita ormai si svolge ora e subito. Col telefonino che è diventato come una protesi della mano: finisce la mano e inizia il cellulare. Quando ci alziamo la mattina, prima ancora di andare in bagno a lavarci, accendiamo il telefonino, ad eccezione di coloro che non lo spengono neppure la notte ….e non sono pochi.

Il desiderio di esserci, oggi, ce lo dà il telefonino ed i social cui siamo iscritti. Esistiamo perché comunichiamo. E anche lì facciamo contare i numeri: quanti followers hai? Più ne hai più conti. Serve poco sapere chi sono, l’importante è che siano tanti.

Sardine nostre, evitate di contarvi e basta, cercate di esistere per quello che dite. Ma ditelo presto, prima che il mare, dopo le feste, vi disperda inesorabilmente in un “vaffa sea” di Beppe.

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